La Borsa ieri pomeriggio ha risposto alla decisione della Fiat di disdire da fine anno tutti gli accordi sindacali prima ancora dei sindacati e della politica. I titoli della galassia della Casa automobilistica sono subito precipitati e a pochi minuti dalla fine delle contrattazioni Fiat perdeva il 5,5%, Fiat Industrial il 4,24% ed Exor il 6,49%.
La mossa di Marchionne va ben al di là dei confini aziendali e, oltre ai giusti richiami alla modernizzazione, tende a modificare unilateralmente la natura stessa della organizzazione sindacale: così si passa infatti a una fase di sindacato aziendale e corporativo. In pratica si va verso la fine delle relazioni sindacali in Italia per come si sono svolte negli ultimi decenni. Il rischio è per i lavoratori e per i sindacati ma è anche per tutte le imprese e per l’intero Paese.
In particolare, nel merito aveva ragione la Fiom nel denunciare già due anni fa il rischio della chiusura o del ridimensionamento degli stabilimenti Fiat in Italia e la volontà dell’azienda di spostare la produzione all’estero e la testa negli Stati Uniti. Il tanto sbandierato progetto ‘Fabbrica Italia’ (caldeggiato anche dal Pd con Fassino, Chiamparino ecc.) è stato un luccichino per le allodole, utilizzato come arma ricattatoria per demolire il contratto nazionale di lavoro.
Marchionne si fa paladino del liberalismo fuori dai condizionamenti e dai lacci politico-istituzionali e sindacali, ma anche negli ultimi due anni ha utilizzato le risorse pubbliche, attraverso la Cassa integrazione e gli incentivi all’innovazione, per dare un colpo forse mortale alla storia della ‘Fabbrica italiana automobili Torino’, facendola diventare fabbrica americana della Chrysler.
Come recita una nota Idv: “Con la disdetta di tutti gli accordi sindacali la Fiat chiude il cerchio, annunciando di fatto l’abbandono del nostro Paese, individuando nei lavoratori il capro espiatorio. Sui dipendenti è stata scaricata l’incapacità di fabbricare automobili innovative, ad alto valore aggiunto e di venderle sul mercato”.
Ora, visto che la Fiat si è comunque resa disponibile a promuovere incontri finalizzati a realizzare accordi uguali e migliorativi, il sindacato deve raccogliere la sfida chiedendo l’immediata apertura di un confronto e di tavoli per dare continuità ai diritti già acquisiti. Non solo.
In questa vicenda, non può non scendere in campo il nuovo governo, in discontinuità totale con quanto fatto dal governo Berlusconi, prodottosi semplicemente nel ruolo di zerbino di Marchionne e di cuneo fra i sindacati. Serve l’intervento diretto del premier Monti: per far valere l’interesse nazionale e difendere i diritti e il salario dei tecnici e degli operai della Fiat.
panoramix
22 nov 2011 - 12:57 - #1In Italia nessuno giustamente investe più . E’ un paese che difende chi non fa nulla , chi ruba e chi non paga .
Se sei un dipendente e non fai nulla infatti non ti posso licenziare .
Se rubi non vai in galera .
Se non mi paghi - per esempio l’affitto - prima di 2 anni non posso sbatterti fuori da casa mia ! MA CHI può avere interesse a venire qui.
In più i sindacati sono la palla al piede dell’economia Italiana . Difendono per lo più fannulloni che sanno di essere intoccabili .
E poi vi lamentate di Marchionne ??
_marco_
22 nov 2011 - 13:13 - #2Fiat non ha modelli competitivi, alfa non ne fa una decente da anni (gli appassionati implorani da anni dei modelli sportivi), la colpa è dei dirigenti e dei manager, che come ha detto panoramix vengono premiati con bonus stratosferici, per non aver fatto nulla
uliste
22 nov 2011 - 13:26 - #3Articolo inutile. Anzi inutilmente terroristico e per nulla realistico, basato su quattro “rischio” qualche “forse”?!
1) Bella la frase “rischio per i lavoratori e per i sindacati … ” ma di cosa non si sa?
2) Rischio chiusura … ? Ok. Ma dove sono le tue fonti?. Fino ad ora leggo che:
a) Ok su mirafiori 1 miliardo di investimenti
b) su pomigliano la proposta è stata fatta, ma dove sono i sindacati?
c) Marchionne continua a parlare di investimenti in italia
http://www.ilgiornale.it/economia/marchionne_investiti_20_miliardi_i_sindacati_possono_accontentarsi/economia-fiat-scajola-occupazione-stabilimenti-investimenti-pomigliano-piano_industriale/00-00-0000/articolo-id=439767-page=0-comments=1
3) La fiat parla di accordi uguali e migliorativi … e finora non vedo smentite
Che ci sia il bisogno di vigilare sono d’accordo, ma che bisogna credere alle cavolate che spara ogni tanto l’IDV no.
cordialmente
__rando__
22 nov 2011 - 14:42 - #4non concordo con l’articolo.. molte volte ho condiviso il pensiero di Falcioni, ma questo no
La FIAT pre-marchionne e la FIAT di adesso sono due cose estremamente differenti.
si deve rivangare questo aspetto in eterno?
Marchionne sta facendo un lavoro “diverso”, io appoggio questa tipo di proposta che non farebbe altro che livellare i contratti con quelli che ci nel resto d’europa.
giaserg
22 nov 2011 - 15:32 - #51 no i sindacati difendono se stessi, non lo stipendio che ricevono i loro dirigenti, che è comunque normale, niente a che vedere con lo stipendio di un assessore regionale, difendono solo il loro potere, vogliono mantenere uno status quo in un mondo che cambia
comandare e meglio che fottere no?
Del resto quando un sindacalista afferma che bisogna chiudere montecarlo ed il lichtenstain come fai a prenderlo sul serio? 2 bombe su vaticano e san marino no?
giaserg
22 nov 2011 - 15:41 - #62 è verissimo, c’è un problema di modelli,
probabilmente non ti sei accorto che fiat ha comprato chrysler poco fa e quindi si devono fare modelli condivisi, si deve riorganizzare una nuova gamma completa coordinata, tutti i progetti precendeti sono andati a ramengo, e servono circa 3 anni per fare una macchina, quindi vedrai che arrivano, la lancia 300C è bellissima, la panda arriverà presto poi maserati e Jeep, SUV alfa forse la uno e via cosi.
per di più tutti gli analisti concordano che ci sarà un ulteriore calo del mercato in europa
(gia l’italia è passata da 2.3 mln a 1.7 mln di vetture in 3 anni, è una cifra spaventosa)
sopratutto italia e spagna, non dipende da marchionne, quindi purtroppo sarebbe folle puntare sull’Italia e Fiat punta su USA e Brasile dove i numeri, 500 apparte che sta deludendo un po, vanno benissimo, mentre case come VW (che sono passate da pesanti rivisitazioni dei contratti, più ore meno paga e licenziamenti nel 2004) che sono fortissime in europa paradossalmente sono più esposti alla bufera..
ngoro
22 nov 2011 - 16:15 - #7daccordo con giaiserg… la gente è convinta che basti fare un modello perfetto di auto per stravolgere il mercato.
Dovreste capire che se si fa carry over come su lancia, lo si fa perchè non ci si può permettere di ridisegnare da 0 una gamma. I costi sono insostenibili … ridisegnare un telaio, una piattaforma, realizzare gli stampi per le lamiere, sono tantissimi soldi.
Un passo alla volta… fiat ha modelli competitivi e modelli non competitivi, datele tempo… marchionne ha sicuramente in mente un modello di fabbrica d’automobili estero, e guardacaso, all’estero le cose funzionano.
E smettetela di cheidere un modello sportivo in alfa… avete la minima idea di quanto costi sviluppare anche solo una piattaforma a trazione posteriore?
Vivete sulle nuvole…
giaserg
22 nov 2011 - 16:32 - #8L’alfa farà la 4c e la giulia che saranno sportivissima e sportiveggiante arrivano tra il 2013 ed il 201x,
Fiat a fine anni 70 era il più grande costruttore europeo, dominava in F1 con Shekcter e nei rally con la stratos e la 131 abarth, dignitosa a le mans con lancia, ed alfa era la numero1 di tutte le gare minori, non so quanti dipendenti avesse in Italia, ma mi pare 200.000 solo a mirafiori, quando è arrivato marchionne Fiat era fallita, 10° in europa, ed i dipendenti non superavano i 60.000 in totale, meno della regione sicilia, quindi se è vero che Fiat se ne vuole andare, sveglia se ne è già andata!
Se avete bisogno di un cattivone, ecco non credo che sia marchionne il bersaglio giusto, io guarderei a chi c’era prima e chi l’ha finanziata, cioè lo stato sotto pressione sindacati, quindi cari sindacati, almeno unpo di autocritica visto che siamo messi come siamo messi, non si può dare la colpa sempre a marchionne o berlusca o il vaticano, oramai siete un ente inutile come le comunità montane.
Inutile girarci intorno, ormai in un ottica di lungo periodo, in italia, si fabbricheranno solo alfa maserati, forse lancia, oltre naturalmente a Ferrari e lambo, ed i modelli ad altissimo valore aggiunto come la 500, cioè auto di lusso per mercati ricchi, e componentistica di alto livello per vari brand.
axe
22 nov 2011 - 18:35 - #9effettivamente le altre case europee e americane hanno licenziato montagne di dipendenti in questi ultimi 3/4 anni, cosa che fiat ha cercato di limitare.
Libera_mente
23 nov 2011 - 01:28 - #10Ma è possibile che ci siano ancora persone che credono alla storia dei 20 miliardi , quando solo per interessi sul debito se ne vanno 5 ogni anno?
Se ricordate la prima pubblicità di Fabbrica Italia dava il primo modello in produzione per il 2010 , siamo alla fine del 2011 e per adesso a Torino c’è la nebbia.
A mirafiori si doveva lavorare anche il giorno di natale per recuperare produttività , ma fino al 2014 , forse, saranno tutti in cassa integrazione.
E tutto questo è colpa dell’ operaio o del sindacalista Fiom?
ricordiamo i progetti bloccati da anni dal marchionne : giulia, fulvia, suv su base giulietta, 159 con telaio alleggerito, nuova multipla , nuova punto.
L’ ideologia è una bella cosa se però è onesta e non serve per nascondere la malafede.
Sinceramente , non vedo come 200 ore di straordinario possano fare la differenza quando si dovranno fare 2 anni di cassa integrazione ( a spese della collettività)
Non vedo come la pausa mensa soppressa in caso di target produtttività non raggiunta possa influenzare la tavola dei cassaintegrati di mirafiori.
Non vedo come il turno , non retribuito, in più per recuperare la mancata produttività possa influenzare la produzione del nulla di Mirafiori e grugliasco.
Sveglia leccapiedi , sveglia Cisl e UIL
Giovanni Bravin
23 nov 2011 - 12:23 - #11Per Axe (9). Fiat ha sempre cercato di limitare i licenziamenti??? Gli aiuti governativi attraverso la CIG (Cassa Integrazione Guadagni), pagati coi soldi pubblici (nostri) dove colloca questi provvedimenti?