
Uno dei nuovi dicasteri che hanno fatto maggiormente discutere è quello della Coesione Territoriale.
È vero che questa dizione rientrava nel più generale Ministero per i Rapporti con le Regioni (e la “coesione territoriale”) retto da Raffaele Fitto nel Governo Berlusconi, ma si trattava di nient’altro che un’appendice sintattica volta a rafforzare i legami tra le regioni stesse e a istituzionalizzare il preesistente Dipartimento per la coesione territoriale.
Aver tolto la prima parte della definizione ministeriale, e soprattutto aver contemporaneamente abolito il Ministero del federalismo, ha inteso lanciare un segnale politico ben preciso, in ossequio alla forte posizione centralista ed unitaria espressa da sempre dal Capo di stato Giorgio Napolitano.
E come se non bastasse da solo a sollevare le ire della Lega, molto sensibile su questi argomenti, alla guida del nuovo dicastero è arrivato Fabrizio Barca. L’accademico romano con la fama di meridionalista è stato salutato da molti come un altro segnale. per esempio Umberto Ranieri:”La presenza nel governo di Fabrizio Barca è garanzia di un serio impegno per il Mezzogiorno”.
Una curiosità: Fabrizio Barca è figlio di Luciano Barca, partigiano, deputato nelle fila del Pci, direttore dell’Unità e di Rinascita, economista e stretto collaboratore di Enrico Berlinguer.