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Video: diretta dalla Camera, Monti spiega il decreto salva-Italia

Pubblicato: 05 dic 2011 da V.

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Tempi rapidi, rapidissimi: ieri il Consigli dei Ministri straordinario e il decreto salva-Italia approvato in fretta e furia, oggi Mario Monti è già alla Camera - dalle 16, qui sopra vedete la diretta streaming - e in seguito al Senato. Seguiremo in diretta l’intervento di Monti alla Camera: intanto, se volete ripercorrere le misure del pacchetto, ne abbiamo scritto stamane.

Ore 17.15
- Tocca a Benedetto della Vedova di Futuro e Libertà. Nessuna novità rilevantissima. Per ora mettiamo in stand by la diretta attendendo novità degne di nota.

Ore 17.07 - Tocca Casini, uno dei più aperti alle soluzioni del governo Monti. Difficile escano novità incredibili dal suo discorso.

Ore 17.06 - Reguzzoni cita come di cattivo gusto l’annuncio dato ieri in conferenza stampa da monti di rinunciare al compenso. Voglio dire: la Lega Nord che dà lezioni di bon ton. Gustosissimo.

Ore 17.05 - “Questa manovra non è fatta per chi produce, ma per le banche e per i burocrati di Stato (…) toccate le Province, ma non volete toccare le prefetture. La verità colleghi è che anche voi sapete che questa manovra non creerà un posto di lavoro. Lei non sa che parte girarsi Presidente per creare posti di lavori, getti la spugna”. L’aula rumoreggia.

Ore 17.02 - Reguzzoni duro “Io colgo con favore le parole del ministro Cicchitto, adesso arriveranno i nostri emendamenti in aula. Vedremo che cosa farà il PD per difendere i pensionati, i lavoratori”. Gira la scimitarra nella piaga, Reguzzoni.

Ore 16.59 - Ovviamente la Lega Nord, non più al governo, deve urlare di più per farsi sentire. E torna a cavalcare gli slogan che ben conosciamo: ma la domanda da porsi in questi casi è una. Ma quindi erano degli altri quelli al governo fino a ieri? Reguzzoni insiste sugli artigiani e sull’ingiustizia delle misure. “Andrete a colpire le ricchezze vere, e la ricchezza vera in questo Paese è la prima casa”.

Ore 16.57 - Parla Reguzzoni, Lega Nord, durissimo “La manovra non è rigore non è crescita, non è equità”.

Ore 16.56 - Conclude Cicchitto, in sintesi? Se ci lasciavate fare avevamo le stesse idee. Ehm… PdL quindi d’accordo su tutto tranne ritorno Ici. ora parla Dario Franceschini, PD. Più pacato rispetto a Cicchitto. “Sia noi che la destra, il PdL, avremmo rispettato gli impegni europei ma con due manovre europee. Noi con maggiore equità”. Nulla di straordinario per ora. Franceschini spiega di “Mettere in campo le idee”, e precisa delle incomprensioni con gli elettori. Sente che per il PD il supporto al governo Monti costerà carissimo, in termini di voti. Ora anche Franceschini s’è cicchittizzato: urla.

Ore 16.45 - Monti chiude, ora parla Fabrizio Cicchitto, PdL, ha sette minuti di tempo. “Dobbiamo dire che se l’avessimo fatto, non l’avremmo fatto identico, non avremmo rimesso l’Ici che avevamo tolto, provvedimento sul quale esprimiamo la nostra netta riserva”. Infervorato, Cicchitto, che spiega comunque di trovare continuità nel decreto, rispetto a quanto elaborato dal precedente esecutivo.

Ore 16.43 - A settembre aumenta l’Iva di altri due punti percentuali, di nuovo, si sapeva. Monti si avvia a concludere: “Vi prego di tenere presente che sono passati 17 giorni da quando ci avete onorati della vostra fiducia, mentre in passato i tempi della manovra finanziaria erano nell’ordine delle cinque settimane (…) nessuno di voi, dei vostri gruppi sarà contento e soddisfatto di ciò che abbiamo portato qui, non potete esserlo, deluderemmo le vostre attese se lo foste (…) io sono grato alle forze politiche che ho consultato e con discrezione e incisività allo stesso tempo mi hanno dato le loro prospettive (…) infine voglio concludere osservando che questo è solo l’inizio. Non proporremo altrettante cose ogni 17 giorni, speriamo che non sia necessario, e questo dipenderà anche da ciò che il parlamento, e dalla tempestività con cui il Parlamento riterrà di dare approvazione e conversione in legge a queste misure”.

Ore 16.35 - Ora l’aula ascolta l’Imu, ma in fondo è quel che si è sentito ieri, in una forma “ordinata” e con meno ministri. Ne basta uno: Mario Monti.

Ore 16.34 - Monti accenna alle liberalizzazioni: nel trasporto pubblico, nel trasporto ferroviario e marittimo, per quel che riguarda i farmaci e l’energia. Nulla che non avessimo già raccontato stamane. “Previdenza: il provvedimento sulla previdenza rappresenta una riforma di lungo periodo e affronta con determinazione il tema dell’equità per i diversi trattamenti”. E di nuovo, sappiamo già: contributivo per tutti e innalzamento dell’età pensionabile, progressiva equiparazione tra donne e uomini, blocco dell’adeguamento all’inflazione per tutte le pensioni superiori ai 936 euro, dal gennaio 2012. È tutto nel nostro pezzo sul decreto salva-Italia.

Ore 16.30 - “Domani si terrà la riunione CIPE che sbloccherà 5,2 miliardi di euro di opere pubbliche”. Questo è interessante, ci sono dentro un po’ di grandi opere italiane. Monti cita anche la metropolitana di Napoli, mentre qualcuno rumoreggia in aula. “Il decreto prevede un’azione sistematica e di lungo periodo anti evasione, promuovendo l’uso della moneta elettronica, l’uso del contante come mezzo di pagamento viene consentito solo fino a 1000 euro”. Un’anomalia italiana. E non ci capisce chi stesse urlando.

Ore 16.27 - Prosegue Monti, che sta spiegando alla Camera i suoi interventi. Per ora nulla di eclatantissimo davanti all’aula, ma un fantasma agitato. La Grecia.

Ore 16.25 - “Si tratta di forti sacrifici, temporanei, circoscritti, distribuiti in modo che riteniamo equo, che sono essenziali per passare, per doppiare questo capo molto difficile della nostra vita economica e sociale”. Nulla di nuovo, ma qualche parola in più di quanto detto ieri.

Ore 16.22 - “Se non si assicura la tenuta delle finanze pubbliche, sarà troppo tardi”.

Ore 16.20 - Ora Monti sta spiegando all’aula della Camera i provvedimenti, ora è arrivato ai tagli ai costi della politica. Confermata la volontà di intervenire sulle Province. “Chiedere agli italiani di accogliere le misure di rigore impone una premessa: l’adozione di un regime di trasparenza diffusa che coinvolga i rappresentati della classe politica e delle pubblica amministrazione. La trasparenza deve applicarsi in primo luogo ai membri del governo (…) equità significa dar voce alla domanda sociale di una drastica riduzione dei costi della politica. I consigli provinciali avranno solo dieci componenti”. Monti precisa che le Province vuole abolirle, ma per farlo serve una modifica della costituzione, per ora quindi si taglia e basta.

Ore 16.17 - Prosegue Monti: per ora sta ripetendo bene o male quanto abbiamo sentito ieri. Lo spauracchio di una crisi “alla greca”, è agitato di fronte all’aula, che voterà compatta a favore i provvedimenti di austerity contenuti nel decreto salva-Italia. “Si interviene sia sulle entrate che sulla riduzione delle spese. (…) in entrambi i casi abbiamo agito in modo da preservare e anzi agevolare la capacità produttiva del Paese. l’aumento delle imposte non andrà a pesare sui settori produttivi”.

Ore 16.13 - “La crisi del debito sovrano non è solo una crisi di finanze pubbliche, ma anche di riforme mancate”.

Ore 16.12 - “La crisi della zona euro accresce la vulnerabilità dell’Italia (…) il futuro dell’euro dipende anche dalle scelte che l’Italia sta prendendo. Se l’Italia non fosse capace di invertire la spirale negativa si determinerebbero conseguenze drammatiche, compresa la sopravvivenza della moneta comune. Gli sguardi dell’Europa e del mondo sono concentrati su quest’aula”.

Ore 16.09 - “Lotta all’evasione priorità del governo, volta a eliminare alla radice la possibilità stessa dell’evasione fiscale. Esclusa la possibilità di condoni” ma fin qui nulla di nuovo, tutto già detto ieri.

Ore 16.07 - Molto duro monti nel delineare un eventuale crollo dell’euro. Continua: “Guardiamo con fiducia ai nostri titoli di stato, hanno oggi rendimenti eccessivamente alti che speriamo scendano presto. E oggi come sapete quell’indicatore, lo spread, sta denotando grande attenzione positiva per quanto abbiamo ieri annunciato e deliberato. L’Italia non fallirà”.

Ore 16.05 - Monti parla alla Camera: “Al di fuori dell’Euro e della casa comune europea ci sono il baratro della povertà e della stagnazione.

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4 commenti

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  • Profilo di tigre2010

    tigre2010

    05 dic 2011 - 16:24 - #1
    1 punto
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    Monti “spiega”… ma siamo sicuri che i nostri cari “parlamentari” capiscono? No, mi viene qualche dubbio visto che abbiamo dovuto pagare un professore della bocconi per fargli ripetizioni…

  • Profilo di boh1

    boh1

    05 dic 2011 - 19:10 - #2
    1 punto
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    ” Conclude Cicchitto, in sintesi? Se ci lasciavate fare avevamo le stesse idee ”

    ma ancora con questa BOIATA!! ..vi abbiamo lasciato fare e il governo è caduto 308 contro 321..
    manteniamo la memoria.

  • Sp4rr0w

    05 dic 2011 - 19:59 - #3
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    caro boh1, io non ho mai votato berlusconi, ma cicchitto purtroppo ha ragione. a mettere nuove tasse sono buoni tutti. con quel tanto ci tenevamo silvio, almeno era divertente…

  • House (quello originale)

    05 dic 2011 - 20:02 - #4
    1 punto
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    :-) La Lega Nord e’ il solito e ridicolo partito di provincialotti. Quale miglior occasione, per loro, di scaricare quella testa calda del Berlusca e rispolverare i vecchi motti. Come avrebbero risolto questa crisi che pochi o nessuno ha ancora capito essere gravissima?! L’attuale Governo: NON ha aumentato l’IRPEF (ed e’ un mezzo miracolo). Ha aumentato di poco l’eta’ per andare in pensione (DOBBIAMO allinearci alla media europea). Ha iniziato a dare una (piccolissima) limatina ai costi della politica…e via discorrendo. L’aumento dell’IVA sara’ una misura pesante. La reintroduzione dell’ICI era inevitabile, piuttosto c’e’ da chiedersi: molti comuni (tra cui il mio), per far fronte all’improvvisa mancanza dell’ICI, hanno progressivamente aumentato la tassazione dell’acqua e dei rifiuti. Ora che tornera’ l’ICI, queste caleranno nuovamente? Non credo. E lo prenderemo in quel posto due volte. In 18 giorni hanno fatto tanto, nel bene e nel male. CHIUNQUE, al posto di Monti, non avrebbe rinunciato allo stipendio da Premier: 12.000,00 Euro al mese fino a fine legislatura: Totale Euro 250.000,00 circa.