
I sindacati vanno all’attacco della manovra del Governo Monti: lunedì 12 si avvierà il percorso alla Camera del cosiddetto decreto salva-Italia. La Cgil - che si era già espressa duramente contro i contenuti delle misure proposte dal nuovo esecutivo attraverso le parole del segretario generale, Susanna Camusso ha proclamato quattro ore di sciopero per la giornata di lunedì. Il sindacato ha ribadito che
la manovra proposta dal Governo contiene poche novità positive (sulla crescita e sulle infrastrutture) e molte parti gravi che non la configurano come una manovra equa, ma che grava su lavoratori e pensionati.
In preparazione allo sciopero, da domani organizza una serie di presidi davanti alle Prefetture, con il coinvolgimento di Comuni, Province e Regioni. Al momento sono previsti sit-in in Basilicata, Liguria, Lombardia, Sardegna e Toscana. Ma l’elenco è in continuo aggiornamento.
La CGIL fa sapere di aver effettuato una concertazione anche con CISL e UIL:
Abbiamo proposto a CISL e UIL di decidere insieme proposte ed iniziative per cambiare la manovra, la risposta ci è arrivata tramite conferenza stampa con relative autonome decisioni.
E la risposta degli altri due sindacati non si è fatta attendere: Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, in conferenza stampa, hanno fatto sapere che promuoveranno uno sciopero di due ore sempre per lunedì 12.
Così Bonanni:
Siamo preoccupati di quello che sta avvenendo e non poteva che essere così quando si esclude il confronto serrato con le parti sociali, e sottolineo che è la prima volta che succede.
Gli fa eco Angeletti:
Le tre parole d’ordine ‘rigore, equità e crescita’ non sono state rispettate poiché manca totalmente l’equità. Non è vero che il pareggio di bilancio e la crescita non possano essere raggiunti in maniera equa. L’allungamento dell’età pensionabile doveva servire per avere risorse per i più giovani, ma con i nuovi provvedimenti non ci sono risorse per i più giovani e i più anziani sommano due svantaggi: gli si chiede di lavorare di più e di avere una pensione più bassa. Le donne sono più penalizzate. Si fa cassa con le pensioni e se ci fosse stato un confronto reale con il sindacato ci sarebbe stata anche più trasparenza. Si dice che solo l’Italia ha le pensioni di anzianità, ma quelle pensioni i lavoratori se le guadagnano versando i contributi nell’arco di una vita.
Insomma, i sindacati sembrano divisi ma uniti. L’obiettivo di CISL e UIL è di riaprire il dialogo e il confronto. La CGIL in fondo non ha idee diverse, visto che, fallita la possibilità di contrattare con il Governo, intende effettuare precise proposte in Parlamento. Formalmente, dunque, la divisione è esclusivamente nelle modalità di azione.
Tutti e tre i sindacati, in ogni caso, porteranno i loro iscritti lunedì 12 davanti alle prefetture e, verosimilmente, a Roma davanti alla Camera.
faroldi
06 dic 2011 - 13:31 - #1fossi un impiegato, sciopererei da questi scioperi assurdi e autolesionisti.