Tuona forte e minaccia Umberto Bossi, dal tronetto del suo nuovo “parlamentino” padano usato come una clava per rilanciare la parola d’ordine della “secessione”.
Il Senatur sa bene di avere perduto molte penne ma, con l’aria che tira, non esclude un nuovo rilancio del Carroccio attraverso una prossima tenuta elettorale, se non addirittura un aumento di voti. In politica tutto è possibile.
Il leader della Lega ha due strade: la prima è puntare sul “fallimento dell’Italia”, su una linea di esasperazione populista, non più come 20 anni fa contro lo stato centralistico della “Roma ladrona, bensì, stavolta, contro l’Italia ko e conseguente parola d’ordine: “Nord, via dal Belpaese!”. Idea di miopia politica, come se dal fallimento del Paese, il Nord potrebbe uscirne indenne. Con questa scelta la Lega si ridurrebbe a un movimento minoritario esasperato che lo ridurrebbe all’inconsistenza politica.
La seconda strada è quella di una opposizione realistica e “costruttiva” al governo Monti e alla partitocrazia per contribuire a fare uscire l’Italia dalla crisi con il Nord come locomotiva e non come avvoltoio che specula sulle disgrazie del Paese.
Quando la Lega denuncia gli effetti recessivi della manovra Monti non è fuori dal mondo. Quando la Lega critica la scure eccessiva dei provvedimenti sul sistema previdenziale non è per nulla isolata. Bisogna saper rispondere e contrastare la double face della Lega, sia quando si avvita nella spirale del secessionismo ribellista, sia quando critica (spesso giustamente) nel merito provvedimenti discutibili e scelte sbagliate.
Bossi oggi deve alzare il polverone per risvegliare il Carroccio deluso e intorpidito ma poi, sgomberata la nebbia, tornerà a fare politica. Almeno ci proverà. A chi conviene isolarlo?
pigi
06 dic 2011 - 12:56 - #1Invece è meglio che la lega esca di scena, visto che alla fine è lo sconfitto principale di questa crisi. Molto più di Berlusconi.
Cosa ha ottenuto la Lega Nord escluse vuote parole? Il massimo delle sue aspirazioni è trasferire clientele, da Roma al Nord, per sistemare parenti e amanti.
Si oppone alla sopressione delle province, si oppone alla privatizzazione delle municipalizzate, si oppone alla fine delle pensioni anticipate.
Si oppone anche all’Ici per la prima casa, andando clamorosamente contro al federalismo.
Ormai sta diventando un movimento di pura protesta, facendo concorrenza a Beppe Grillo e Di Pietro. Si può anche suggerire di modificare il simbolo: togliere la spada e lasciare l’indice alzato.
leccomatico
06 dic 2011 - 15:05 - #2ridicoli non sanno più a cosa aggrapparsi