
Riguarda una persona, non una qualsiasi perché è Silvio Berlusconi. Ma quanto è successo ieri non ha niente di personale: è una questione tutta politica. Pur di evitare una sentenza di (probabile) condanna, seppure di primo grado, a Berlusconi nel processo Mills, il governo (tutto il governo) ha di fatto deciso di far saltare il dialogo avviato con Veltroni e il Partito democratico, di incrinare il rapporto “costruttivo” con il capo dello Stato Napolitano, di riproporre la spaccatura dell’Italia.
E’ giocoforza che si passa dal dialogo al conflitto, dal confronto allo scontro. Il Premier non ha voluto procedere per via parlamentare per mettere le massime cariche dello Stato al sicuro dai processi durante il loro mandato perché avrebbe rischiato di far passare una legge fuori tempo “utile” a se stesso: la sentenza a suo carico (quella del processo Mills) sarebbe arrivata prima della legge. Tutto qui. E non è poca cosa.
Da lì la scelta di forzare e tirare dritto con la norma ad personam o, come dice qualcuno, ad processum. Con una sentenza di condanna che (molto probabilmente) sarebbe giunta entro il 2009, Berlusconi sarebbe stato coperto da una “macchia” indelebile, comunque in grado di precludergli il sogno di arrivare sulla soglia del Quirinale.
Insomma, invece di procedere con riforme ragionate e discusse in Parlamento, anche sul delicato nodo della giustizia, si avanza con l’accetta. Che, si sa, invece di costruire, demolisce. Invece di ricucire, strappa.
E’, paradossalmente, una boccata d’ossigeno per Veltroni, cui viene offerto su un piatto d’argento la possibilità di sfilarsi dal dialogo che lo stava soffocando. E’ una spinta agli ululati giustizialisti di Di Pietro. Si riscaldano a bordo campo, quelli dei “girotondi”. Rulla il tam tam degli “avanti popolo alla riscossa”.
Ci avviamo verso quell’ “autoritarismo popolare e quella democrazia demagogica” paventata oggi dal direttore di Repubblica Ezio Mauro? Comunque si ritorna ai “bei tempi” andati: pro e contro il Cavaliere. O di qua o di là. E’ questa l’Italia, bellezza!
Chico Mendez
17 giu 2008 - 12:00 - #1Il problema e’ che stavolta difficilemtne potra’ intervenire il Presidente della Repubblica, in quanto egli stesso ha gia’ firmato il decreto sulla sicurezza, che furbescamente gli era stato presentato ovviamente senza i due emendamenti simpatici…….
=:G!-!O:=
17 giu 2008 - 12:09 - #2come si fa ad avere dei truffatori al governo
paix
17 giu 2008 - 12:20 - #3ah e questo sarebbe un commento oggettivo e fatto da una persona non schierata… mamma mia… povera italia!!!!
Dai su almeno per il tuo onore falcioni sposta l’asticella verso sinistra… ;D
...
17 giu 2008 - 13:38 - #4“Silvio è cambiato..”
Andate a fare in culo, cojoni.
Eccolo qui il Grande Puffo redivivo, in tutta la sua spocchia.
“Dialogo, dialogo”, purché lui si pari il culo. Altrimenti Niet.
Meglio lo scontro, tanto non combinano una ciolla né dialogando né scontrandosi, ma almeno diamo al puffo l’opportunità di dimostrarsi per quello che è.
giorgiar
17 giu 2008 - 14:07 - #5#3 povera italia! e poveri noi che siamo circondati da una classe politica che fa tutto (ma prorio tutto) quello che vuole e anche da chi, come te, che invoca l’ onore preoccupandosi più per dello schieramento politico di chi scrive piuttosto che del contenuto dell’ articolo..mah! rinnovo i miei complimenti alla redazione di polisblog
Chico Mendez
17 giu 2008 - 15:44 - #6@Paix: ogni tanto ci potresti delucidare e spiegare cio che non vediamo?….l’utilita’ di talune norme, ad esempio, io come cittadino comune perche’ mi dovrei rallegrare che dei truffaldini e bancarottieri avranno libera pace senza il rischio di un giudizio?
Proust
17 giu 2008 - 16:32 - #7Chico: dov’è il problema se Napolitano non può bloccare il decreto? lo lascia passare e poi accoppa direttamente il nano, tanto a quel punto ha l’immunità! :-D
Chico Mendez
17 giu 2008 - 16:48 - #8o ciumbia mica ci avevo pensato……..preside’ senta n’attimo….. :))