
E’ già oscurato dai fatti di cronaca, ma oggi, 19 dicembre 2011, è il giorno dello sciopero dei dipendenti del settore pubblico.
E non si tratta affatto di un evento minore. Anzi: dopo che i sindacati si sono ricompattati sull’onda delle rivendicazioni nei confronti del governo Monti, si tratta della terza iniziativa nel giro di una settimana. C’è stato lo sciopero del 12 dicembre, poi quello dei trasporti (18 e 19 dicembre) - che, stando alle fonti sindacali, ha registrato alta adesioni, con una sospensione del 60% dei treni non garantiti per legge e l’85% di adesione nel settore dei trasporti locali, bus e metro - e ora, appunto, tocca ai lavoratori del pubblico impiego, della sanità, della scuola, dell’università, della ricerca, AFAM e formazione professionale, delle Poste Italiane, del settore energia (elettrici, petrolio, gas-acqua), che si astengono dal lavoro oggi.
Sono previste manifestazioni in tutta Italia. La più grossa e unitaria, ovviamente, a Roma, a Montecitorio. Le rivendicazioni? Eccole, riguardano sempre la manovra salva-Italia:
«La richiesta di modificare il testo durante l’iter parlamentare al fine di ottenere: una riforma della previdenza che non sia scaricata sulle spalle di lavoratori e pensionati; misure che colpiscano per la prima volta evasione e grandi patrimoni; una riforma fiscale che alleggerisca la tassazione sui redditi da lavoro dipendente e da pensione; una riqualificazione della spesa pubblica che consenta di trovare le risorse per la crescita; il rinnovo dei contratti; l’eliminazione degli ulteriori tagli alle autonomie locali per difendere il welfare locale e la sanità; una ristrutturazione delle istituzioni centrali e locali che eviti affrettate operazioni mediatiche e ragionieristiche, come nel caso delle province o degli enti previdenziali (vedi super-Inps), finalizzata a garantire la tenuta occupazionale e a migliorare i servizi.
I margini di trattativa col governo sembrano davvero esigui, così il calendario delle proteste non accenna a fermarsi: sono previsti presidi da domani, martedì 20, a venerdì 23 dicembre (dalle 15 alle 18). Sabato 24 dicembre alle 10 è prevista una conferenza stampa congiunta di Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. E la pausa natalizia potrebbe essere molto breve anche per chi protesta.
emanuele777
19 dic 2011 - 12:32 - #1ma fatemi capire per dare risalto al loro sciopero che faranno? si metteranno per un giorno a lavorare?
ieqi-tyrrell
19 dic 2011 - 18:47 - #2@ emanuele777
Ci sono tanti medici, infermieri, insegnanti, poliziotti, impiegati nei Comuni, Vigili del fuoco ecc. ecc. che fanno seriamente e con scrupolo il loro lavoro nonostante percepiscano spesso stipendi ormai ridimensionati dall’inflazione e dai blocchi contrattuali.
Anch’essi hanno il diritto di manifestare il loro dissenso verso una manovra che presenta alcune cose inique.