Da qualche tempo a questa parte, il lunedì sera Enrico Mentana propone ai telespettatori del TgLa7 i risultati di un sondaggio che racconta le intenzioni di voto degli italiani se si dovesse andare alle urne subito, su un campione di 1.000 intervistati: per quel che vale, il sondaggio, riproposto di settimana in settimana, dà in qualche modo una misura dell’andamento ondulatorio della situazione politica italiana. In cui un 20% delle intenzioni di voto andrebbe a premiare, per un 20%, partiti che non sono rappresentati in parlamento (da Sel al Movimento Cinque Stelle).
Fabrizio Masia (Istituto EMG) commenta i risultati, mettendo in evidenza un altro dato che non appare nei cartelli. Ovvero il fatto che è la fiducia nel nuovo esecutivo ad aver subito un notevole ridimensionamento che, di conseguenza, premia - parliamo sempre di sondaggi e intenti, ovviamente - i partiti che, almeno nominalmente o perché, appunto, non rappresentati in aula, alla manovra Monti si oppongono:
La fiducia in Monti è “crollata”, perché è scesa di oltre 15 punti percentuali: parte dal 73% (14 giorni fa sfiorava l’80%) e arriva attorno al 55-56%, crolla in particolare all’interno dei lavoratori dipendenti, non tanto dei pensionati, e i lavoratori dipendenti sono il cuore dell’elettorato del Pd, che infatti fa registrare l’emorragia più ampia.
Naturalmente, siamo a livelli di fantapolitica, visto che di elezioni anticipate non se ne parla (per ora). Ma in un paese che ha campato per anni sui sondaggi, anche questi dati possono essere, in qualche modo, interessanti.
Sondaggio del Lunedì del TgLa7




Alatos
19 dic 2011 - 23:20 - #1un refuso
crolla in particolare all’interno dei lavoratori indipendenti, non tanto dei pensionati
automatico
20 dic 2011 - 08:47 - #2silvio presto tornera’ a governare
donchisciotte
20 dic 2011 - 10:31 - #3a volte fai quasi tenerezza.
ma non ti basta proprio che abbia sprecato 20 di politica eh ?
pigi
20 dic 2011 - 10:40 - #4Il calo del Pd è meritato.
Due anni di guerra civile strisciante. Due anni di stupidaggini (lo spread è colpa di Berlusconi. Due anni di salite sui tetti. Due anni di appoggio acritico alla magistratura golpista.
E qual’è il risultato per i sostenitori? Una stangata.
I sostenitori ora si accorgono che bisognava fare il contrario di quello che dicevano Bersani e i suoi: alzare l’età pensionabile, rivedere l’articolo 18.
E naturalmente si accorgono di essere stati usati.
jaxe
20 dic 2011 - 15:17 - #520? ma quando.. e gli 8 della sinistra, già canclelati nell’oblio? voi date oclpa al berlusc,a quando prodi bersani vendola e dipietro han mandato a quel paese l’italia per ben 8 anni… e la continuaranno a infossare se tornassero…
valter29
20 dic 2011 - 17:42 - #6E’ ovvio che quando un governo prende decisioni impopolari perda consensi. E’ successo in tutti paesi democratici e con tutti i governi di ogni colore e forma. Perdendo popolarità è altrettanto logico che a subire il maggior danno siano i partiti popolari che il governo sostengono mentre se ne avvantaggiano quelli che stanno all’opposizione e quelli che non sono nemmeno rappresentati in Parlamento. Di che meravigliarsi?