Il Partito Democratico davanti alla svolta. Veltroni riapre il dialogo coi comunisti

Era nell'aria da tempo e mancava soltanto un pretesto, servito ora su un piatto d'argento dai cosiddetti emendamenti salva-Berlusconi. Walter Veltroni si trovava ormai completamente isolato nella sua posizione di dialogo col governo, e la sua poltrona già traballante è stata ulteriormente scossa dal rischio defezione degli ultimi fedelissimi Furio Colombo e Lidia Ravera, che hanno annunciato la loro adesione alla giornata per la giustizia patrocinata da Di Pietro e da Micromega.

Di fronte alla fuga di tutti i topolini dalla nave democratica, capitan Walter è stato costretto a violentare la propria personalità sollevando un polverone enorme per giustificare un cambio di rotta così repentino, e da ieri ha cominciato a incontrare i leader della sinistra, partendo da Franco Giordano (Rifondazione). Va detto che non sarà facile riannodare un rapporto uscito malconcio dalla comune esperienza di governo, ma Sir Walter porta con sè una dote luccicante per coloro che furono estromessi dal Parlamento: l'abolizione (o abbassamento) della quota di sbarramento già a partire dalle prossime europee. Un bottino irrinunciabile per i nipotini di Bertinotti.

Le valutazioni sulla nuova strategia veltroniana sono molteplici. Oggi Piero Ostellino nel suo fondo sul Corriere della Sera che abbiamo riportato su Polisblog, critica apertamente il leader Pd per quella che definisce una reazione smodata che rischia di "riprecipitare il centro-sinistra nel rivoluzionarismo verbale" e lo invita a non cedere alla tentazione di combattere il centro-destra "per via giudiziaria", una strada che si è sempre dimostrata perdente.

L'idea di Ostellino, che sottoscriviamo, è che il centro-sinistra debba esigere da Berlusconi una precisa assunzione di responsabilità mediante la personale motivazione dei provvedimenti in oggetto, in modo tale da poterlo inchiodare sui fatti nel caso vi venisse meno dimostrando apertamente di aver fatto gli interessi propri e non quelli del paese.

In quest'ultimo caso il Pd avrebbe in mano un'arma formidabile, che gli consentirebbe di guadagnare d'un colpo gran parte del credito perduto agli occhi del paese. Adottare l'attuale posizione di presunzione di colpa invece non serve a nulla, se non a rimettere in piedi quell'alleanza con la sinistra extra-parlamentare con la quale non si può governare, come Prodi ha imparato fin troppo bene a proprie spese.

Veltroni è di fronte a una scelta molto difficile, ed è assai improbabile che salvi la sua posizione qualunque strada decida di prendere. Ma i veri leader sono coloro che sanno rinunciare alla loro stessa leadership nell'interesse del partito che presiedono, in chiave presente e futura. Certo, ci vuole coraggio.

  • shares
  • +1
  • Mail
45 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO