Mandela è morto, addio al simbolo della lotta all'apartheid

Si spegne a 95 anni l’uomo che, dopo mezzo secolo di lotte, nel 1991 divenne il primo presidente nero del Sudafrica. Dal 1964 al 1990 guidò dal carcere la lotta all’apartheid.

Nelson Mandela è morto, si è spento serenamente nella sua casa di Johannesburg. Lo ha annunciato il Presidente sudafricano Jacob Zuma in un discorso in tv e ha detto che, ovviamente, avrà funerali di Stato, mentre è stato ordinato il lutto nazionale, poi ha aggiunto:

"Voglio ricordare con semplici parole la sua umiltà, la sua grande umanità per la quale il mondo intero avrà grande gratitudine per sempre. Adesso riposa, adesso è in pace. La nostra nazione ha perso un grande figlio"

Diceva che non vi è nessuna strada facile verso la libertà, Nelson Mandela. La sua, di strada, è stata lunga e tortuosa. Nato il 18 luglio 1918, a Mvezo, Mandela è stato l’uomo che, con la sua storia e con l’esempio della sua vita, ha rovesciato l’apartheid in Sudafrica.

Lui - che prima ancora di essere chiamato Nelson fu chiamato Rolihlahla ovvero “colui che provoca guai” – la sua vocazione alla libertà la incontrò prematuramente, al cospetto di un matrimonio imposto dal capo della sua etnia Thembu Dalindyebo.

Nelson Mandela è morto: la gallery

Fu quello il primo bivio della sua esistenza: da una parte l’obbedienza alle regole, dall’altra la libertà. Mandela scelse la seconda via, una fuga coraggiosa verso Johannesburg insieme a un cugino. Da giovane studente di legge iniziò a impegnarsi in politica in opposizione al regime che non garantiva i diritti civili alla maggioranza nera. Nel 1942 – dopo essersi unito all’African National Congress – fondò l’associazione giovanile Youth League. Dopo la vittoria elettorale del 1948 del partito pro-apartheid, Mandela guidò una campagna di resistenza e insieme al compagno avvocato Oliver Tambo creò un ufficio legale per fornire assistenza gratuita a basso costo a molti neri che non avrebbero potuto usufruirne altrimenti.

Processato per tradimento fra il 1956 e il 1961, Mandela fu successivamente prosciolto da ogni imputazione. Nel 1960, dopo l’uccisione di alcuni manifestanti, appoggiò la lotta armata diventando il comandante dell’ala armata Umkhonto we Sizwe dell’African National Congress, della quale fu co-fondatore. Nell’agosto 1962 fu arrestato e condannato, il 12 giugno 1964 all’ergastolo, insieme ad altri attivisti. L’imputazione includeva il coinvolgimento nell’organizzazione di azione armata, la cospirazione (per avere cercato di aiutare altri Paesi a invadere il Sudafrica.

Negli anni della prigionia Mandela continuò a esercitare la propria leadership e nel 1985 rifiutò la libertà condizionata propostagli in cambio della rinuncia alla lotta armata.

La sua liberazione avvenne l’11 febbraio 1990, su ordine dell’allora presidente F. W. De Klerk. Una volta divenuto libero cittadino, Mandela concorse con De Klerk per la carica di presidente del Sud Africa e vinse, diventando il primo presidente di colore del Sud Africa. Come presidente, dal maggio 1994 al giugno 1999, istituì la Truth and Reconciliation Commission, la Commissione per la Verità e la Riconciliazione.

La sua presidenza, iniziata sotto gli auspici di un Nobel per la Pace, è stata criticata dalle forze più radicali che hanno rimproverato a Mandela di avere inviato truppe a supporto del regime in Lesotho, durante il colpo di stato del 1998, oppure di avere sottovalutato l’esplosione dell’Aids nel suo Paese.

Lasciato l’incarico di presidente, Mandela ha proseguito il suo impegno e la sua azione di sostegno a organizzazioni per i diritti umani. Nel 2004, a 85 anni, Mandela ha dichiarato di volersi ritirare dalla vita pubblica. Negli ultimi nove anni poche sono state le sue apparizioni pubbliche. Nel 2010 non ha potuto essere presente alla Cerimonia d’apertura dei Campionati Mondiali di calcio in Sudafrica, a causa del decesso di una sua nipote tredicenne in un incidente automobilistico. Mandela ha però presenziato alla cerimonia di chiusura, poco prima della discesa in campo delle finaliste Spagna e Olanda.

Il 28 marzo 2013 Mandela è stato ricoverato a Pretoria per una grave infezione polmonare: dimesso il 6 aprile, Mandela è tornato in ospedale l’8 giugno e le sue condizioni sono peggiorate di giorno in giorno. Il 18 luglio aveva compiuto 95 anni.

Foto © Getty Images

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