Veltroni tuona contro Berlusconi, a briglia sciolta. Una mossa giusta o un passo falso?
Anche stavolta il capo del Pd sembra “fuori tempo”. Così come con troppo anticipo e troppo zelo tese la mano del dialogo al capo del Pdl, adesso cambia passo, inverte la direzione e torna al braccio di ferro, a testa bassa. Ma la tenaglia si sta stringendo attorno al leader del Pd, chiamato a rispondere di quella che oramai si può definire il fallimento di una strategia politica.
Le elezioni in Sicilia non sono un fatto locale. La debacle elettorale del Pd, una catastrofe annunciata, è il frutto di una situazione di paralisi, smottamento e smarrimento del partito che, in modi pur diversi, sta avvenendo quasi ovunque in Italia. In molte regioni, più o meno sotto traccia, avanza un indecoroso trasformismo, con esponenti ex diessini ed ex margheritini (dirigenti di partito, sindaci, assessori, consiglieri) pronti a salire sul carro dei vincitori e a trattare con liste civiche che nascono come funghi in vista della resa dei conti del 2009.
I Letteri, i Piscitello, i Collura sono “fuggiti” dal Pd (dove occupavano autorevoli posizioni di direzione) accolti calorosamente dalla corte di Lombardo e Cuffaro. Non sono, ripetiamo, casi isolati. E non riguardano solo la Sicilia e il mezzogiorno.
Ma il trasformismo, che può essere anche riprovevole sotto l’aspetto etico e morale, non è la causa di tutti i mali del Partito democratico. Anche nel governo locale, persino nel quadrilatero “rosso” di Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche, vengono al pettine i limiti di una gestione del potere sempre più personalistica e burocratizzata, rompendo l’antico radicamento politico e sociale.
Fra la gente passa la logica del “tanto sono tutti uguali”. Che in Sicilia ha tenuto lontani dalle urne una parte notevole dell’elettorato. Dando al Pdl percentuali bulgare. La gente non vota Pd perché ritiene che il Pd non la rappresenta. Tutto qui.
Il retaggio di antiche “appartenenze” ideologiche, le nuove divisioni per spartirsi le restanti leve di potere, alimentano nel partito divisioni sempre più vistose e laceranti, creando ulteriore delusione e sconcerto nella base.
Questo è il quadro. Non sarà facile ripartire, ricostruire una nuova classe dirigente, ridefinendo una nuova capacità di selezione e di rappresentanza. Può adesso fare la vittima chi è causa dei propri mali?
Il rischio, per l’Italia, è che non solo torni prepotente la natura da “caimano” del Cavaliere, ma torni anche quella di “ex comunista/trasformista” di Uolter e dei tanti compagni ed ex compagni. Si può fare qualcosa, oltre che stendere un velo pietoso?
(Hard)core
18 giu 2008 - 12:22 - #1Per me
il “buon” Uolter ha trovato finalmente un pretesto per cambiare direzione nel modo di fare opposizione.
Il dialogo non paga,
il PD continua inesorabile a perdere colpi e l’elettorato di sinistra e una larga fetta del centrosinistra apprezza di più il muro del DiPietro.
Con buona pace del Napolitano il clima da libro cuore sta per finire (e guardacaso il Piddì riapre il dialogo coi comunisti, d’altronde di questo passo rischiano di arrivare azzerati alle europee del 2009)
ice
18 giu 2008 - 13:22 - #2Veltroni ha sbagliato tutto, doveva continuare ad occuparsi di festival del cinema e notti bianche a Roma….
Ha sbagliato ttutto fin dalla campagna elettorale
Ha sbagliat perchè non ha capito un c…a..z.z.zo
Berlusconi è un mastino e si è mangiato quell’orsacchiotti di pezza del Voelroni politico
Detto questo il PD non poteva cmq vincere le elzioni
perchè durante il governo dellUlivo aveva traditoo gli elettori sui punti piu importanti:
giutizia (indulto)
lavoro (precari e salari)
quindi ha perso
ma poi cercare di fare una opposizione politica a 90° è stato veramente patetico
darioL
18 giu 2008 - 17:13 - #3Veltroni, uno a cui nn è mai fregato nulla di niente se nn di una garanzia di alternanza per garantire al suo movimento un futuro di poltrone assicurate. L’opposizione si fa sul serio, e si fa dura, nn è una vigilanza silente dell’avversario. Di Pietro docet.
darioL
18 giu 2008 - 17:13 - #4“ma poi cercare di fare una opposizione politica a 90° è stato veramente patetico” di più che patetico. +1