Le pagelle del giovedì

Lanfranco Turci: “aberlusconiani”. Voto + 8. L’ex esponente Pci-Pds-Ds (già presidente della Regione Emilia Romagna nonché gran capo nazionale della Lega delle cooperative rosse) oggi socialista torna a farsi sentire: “Finita la fase dello statista siamo al ritorno del caimano. Ma non bisogna cadere nell’antiberlusconismo, che è una trappola per la sinistra. Non si può replicare la guerriglia istituzionale del 2001-2006. Dobbiamo diventare “aberlusconiani”, così come Riccardo Lombardi di fronte al Pci degli anni 60 si definiva “acomunista”, non anticomunista”. Tradotto: battaglia dura ma con la forza delle idee e delle proposte. Con l’aria che tira, uno spunto da non sottovalutare. Specie per il Pd. Socialisti alla riscossa?

Giulio Tremonti: "potatore". Voto – 8. Chi si aspettava una manovra da Robin Hood è rimasto deluso. Il ministro Tremonti e il Premier Berlusconi “licenziano” la manovra con un Consiglio dei ministri super veloce. Soddisfatto Tremonti: “Tutto deciso con solo nove minuti di discussione” . Era già tutto stabilito. Che aria tira? Tornano i famigerati ticket sanitari e c’è un taglio al welfare. Quasi tutti i 34 miliardi in tre anni sono fatti di tagli: dalla sanità agli Enti locali. La tassa ai petrolieri e alle banche è solo una presa in giro. Giusti certi tagli. Ma si rischia di strozzare i servizi. Cioè colpire chi già sta peggio. Insomma, un concentrato di demagogia. Più o meno, anzi esattamente, come aveva già fatto il governo Prodi. Cambiano i suonatori, ma non la musica.

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