
Fidel Castro è morto. E’ la notizia che corre sul filo dei 140 caratteri di Twitter, e che rimbalza da un capo all’altro del social network, scatenando il panico nelle redazioni di tutto il mondo. Anche perché ad un certo punto qualcuno scrive addirittura (come vedete nell’immagine) che un’ipotetica agenzia cubana, una non meglio specificata Cuba Press, avrebbe confermato la notizia.
Del resto, le condizioni di salute del Lider Maximo lasciavano pensare che il “cinguettio” avesse un fondo di verità. Compare addirittura una foto che mostrerebbe il cadavere di Fidel: insomma, la bufala - perché di questo si tratta - è stata architettata per bene. Non è certo la prima volta che capita: lo scorso anno era toccato a Nelson Mandela; prima ancora Michael Jackson - prima che Jacko morisse davvero.
Poi, poco tempo fa, a Paolo Villaggio (la bufala era stata ripresa addirittura dall’Ansa) e quindi a Jon Bon Jovi, che aveva smentito da sé, con prova fotografica.
Nella notte è stata, appunto, la volta di Fidel. La smentita è arrivata solamente in mattinata. E questo non fa che riproporre un annoso problema: l’attendibilità delle fonti su internet. Se, molto spesso, Twitter diventa fonte anche per giornalisti accreditati, è anche un pericolosissimo veicolo di bufale. Nelle quali, altrettanto spesso, cadono anche i big.
caligola
03 gen 2012 - 19:10 - #1Certo, internet bisogna saperlo usare (che scoperta!) e in questo senso MOLTISSIMO fa anche la capacità dei giornalisti. Spesso pari a zero.
Gente che usa la foto profilo su facebook di una persona deceduta, senza rendersi conto di stare pubblicando foto di attori americani (è successo).
Ma non solo. I giornalisti, specie in Italia, sono completamente analfabeti non solo del web e della tecnologia, ma anche delle più elementari nozioni di economia, politica o geografia, e per capirlo basta guardare una qualsiasi intervista di Corradino Mineo su rainews. E badate bene che io non seguo certo studio aperto e ritengo rainews ancora una delle testate “meno peggio”, ma è semplicemente IMBARAZZANTE l’INCOMPETENZA TOTALE, e sopratutto la SUPERFICIALITA’ ASSOLUTA del 99% dei giornalisti (voglio dire: non ci vuole tanto a controllare una fonte o informarsi su un argomento prima di affrontarlo).
caligola
03 gen 2012 - 19:11 - #2D’altronde ce ne si accorge quando qualche giornalista affronta un tema conosciuto a se stessi (per lavoro o per passione). Sicuramente il risultato sarà pessimo.
proust
04 gen 2012 - 01:41 - #3“Il problema di internet è che non si può mai essere sicuri della fonte”
- Oscar Wilde