
Quella di Riccardo Maraga non è la prima iniziativa del genere: altri amministratori comunali, negli ultimi mesi, hanno preso la stessa decisione. Il modo di comunicarla, però, è perfettamente in linea con i tempi. Maraga, sindaco ventottenne di Amelia una cittadina da 12mila abitanti in provincia di Terni, considerata la crisi ha deciso di ridursi l’indennità che gli spetta in quanto primo cittadino. E lo ha spiegato su Facebook con una specie di messaggio di fine anno (molto più realistico e concreto di quello di Giorgio Napolitano a un’intera nazione) diretto ai suoi concittadini, in cui ha delineato anche le prossime linee guida del suo mandato.
Ma Maraga non è il primo, dicevamo, a muoversi su questa linea di rigore.
Spulciando fra le notizie locali degli ultimi mesi - nessuno dedica mai le prime pagine di giornali a tiratura nazionale, a notizie simili - si scoprirà, non senza sorpresa, che la medesima decisione è stata presa in comuni di tutta Italia, da Nord a Sud. Per esempio, dal sindaco di Campobello di Mazara (Trapani), da quello di Barzanò (Lecco), dal primo cittadino di Garlasco (Pavia), così come dalla giunta di Brolo, da Villacidro (capolouogo della provincia del Medio Campidano in Sardegna), da Brolo (in provincia di Messina). Anche ad Agrigento, il consiglio comunale si è autodimezzato il gettone di presenza, e l’elenco non è certo esaustivo.
Certo, chi amministra - bene - sul territorio, dovrebbe poter contare su una base economica solida, e chiunque abbia avuto esperienza di consigli comunali anche piccoli sa che, se preso seriamente, quello della politica locale è un impegno notevole. Ma è noto che i tagli agli enti locali hanno penalizzato, per prima cosa, proprio le amministrazioni che sono a contatto diretto col territorio.
E così sembra proprio che gli amministratori locali, in parecchi casi, abbiano deciso di dare un segnale alla cosiddetta casta - che invece, ai propri emolumenti e benefici rimane saldamente ancorata - e di dare anche il buon esempio in tempo di crisi.
Angel82
03 gen 2012 - 19:44 - #1Queste storie mi ricordano troppo Robin Hood, con il personaggio del prete del paese Vs il vescovo.
floop
03 gen 2012 - 20:03 - #2Gesto che dovrebbero fare tutti i politici in generale… anche se i veri problemi sicuramente non sono nei 15000€ del deputato italiano.
pigi
03 gen 2012 - 22:24 - #3Questi sindaci di paesi piccoli sono più a contatto con la gente dei nostri parlamentari e alti papaveri dello stato, che ormai sono dei corpi estranei, come la nobiltà di una volta.
Logico che molti di loro si sentano coinvolti nelle difficoltà di tante persone, e non abbiano la minima intenzione di passare per privilegiati.
Ripeto la proposta, che riguarda tutti coloro che percepiscono emolumenti, stipendi e pensioni erogati dal settore pubblico (non solo politici, quindi).
Partendo dalla retribuzione mensile netta, omnicomprensiva di ogni indennità comunque denominata, si fa salvo un minimo, mille euro. Poi nello scaglione dai mille ai duemila, si toglie il dieci per cento, in quello dai duemila ai tremila si toglie il venti, e così via.
Nessuno si vedrebbe privato di quello che serve per vivere più che dignitosamente, ma certe cifre che gridano vendetta al cielo non le vedremmo più.
acaro50
03 gen 2012 - 23:37 - #4Iniziative lodevoli, ( una goccia nel mare ).
I veri problemi sono gli sprechi, l’evasione e i favoritismi a tutti i livelli.
boh1
04 gen 2012 - 00:06 - #5infatti come dice floop al @2 ..gli stipendi dei dipendenti pubblici non sono certo il problema del paese.
Angel82
04 gen 2012 - 00:46 - #6cmq vero.
Non è il grasso stipendio dei parlamentari il problema… se facessero davvero sul serio il loro mestiere sarebbero soldi tutti ben guadagnati.
lo stipendio alto è un metodo scelto per tenerli lontani dalla corruzione.
ma la storia insegna che quando hai tanto ne vuoi di piu.
io auspico ad un maggior controllo da parte di chi ne ha il diritto (ovvero il popolo) su chi ha delegato a rappresentarli.
è ora che i parlamentari tornino ad essere un mero artificio statistico per permettere al popolo (noi) di governare.
qui sembrano tutti Don Rodrigo
pigi
04 gen 2012 - 00:54 - #7Teniamo a precisare: gli stipendi di alcuni dipendenti pubblici (e le relative pensioni, qundo ci andranno) sono tra i problemi del paese, tanto è vero che la BCE aveva messo tra le eventuali misure da prendere la loro riduzione.
Evidentemente non possiamo ridurre pensioni e stipendi da mille euro al mese, e neanche ridurre di molto quelli di millecinquecento o duemila che in genere sono anche inferiori a quelli degli altri dipendenti europei, oltrettutto causando una seria riduzione dei consumi.
Invece più si va in alto, più ci si accorge della discrepanza tra questi emolumenti e quelli esteri, ed è qui che va tagliato alla grande: solo benefici per le casse pubbliche senza alcun inconveniente.
L’unico problema è che questi topi nel formaggio non ne vogliono sentire, e, come la nobiltà francese prima della rivoluzione, riusciranno a sentire solo la forza bruta.
Giovanni Bravin
04 gen 2012 - 09:49 - #8Un viaggio di mille miglia, inizia dal primo passo! (Lao Tze). Purtroppo quasta iniziativa ha pochissimi seguaci. Il Presidente Giorgio Napolitano e pochi altri…..
valter29
04 gen 2012 - 09:59 - #9E’ ora di dare un taglio agli stipendi degli alti papaveri pubblici e anche a quelli non precisamente alti. Considerate che un caposervizio di un comune capoluogo di provincia prende come e più di un parlamentare e che a quel posto è arrivato non a seguito di votazioni e nemmeno per meriti particolari, nella maggior parte dei casi, ma solo per un perverso meccanismo voluto dai sindacati che hanno preteso e imposto una carriera basata solo sull’anzianità di servizio e sulle tessere sindacali e politiche. Ora ci troviamo con vertici pubblici non all’altezza dei compiti loro assegnati, strapagati e con un sistema burocratico soffocante. Vedete, se le norme fossero semplici come in altri Stati i cittadini saprebbero arrangiarsi da soli e allora che ci stanno a fare le centiania di migliaia di dipendenti pubblici inutili? Così i burocrati hanno costruito un sistema farraginoso, nel quale anche loro faticano a districarsi, per giustificare la loro esistenza. Riuscirà Monti a dare una vera sterzata a questa marea di sanguissughe?