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C'è crisi? Il sindaco si riduce lo stipendio

Pubblicato: 03 gen 2012 da Alberto Puliafito

Commenti dei lettori

Il sindaco di Amelia si riduce lo stipendio

Quella di Riccardo Maraga non è la prima iniziativa del genere: altri amministratori comunali, negli ultimi mesi, hanno preso la stessa decisione. Il modo di comunicarla, però, è perfettamente in linea con i tempi. Maraga, sindaco ventottenne di Amelia una cittadina da 12mila abitanti in provincia di Terni, considerata la crisi ha deciso di ridursi l’indennità che gli spetta in quanto primo cittadino. E lo ha spiegato su Facebook con una specie di messaggio di fine anno (molto più realistico e concreto di quello di Giorgio Napolitano a un’intera nazione) diretto ai suoi concittadini, in cui ha delineato anche le prossime linee guida del suo mandato.

    Cari amerini e care amerine vi auguro un sereno 2012. Sono consapevole che è un anno al quale guardiamo con preoccupazione e con scarsa fiducia. Voglio che sappiate che chi sta guidando la città è consapevole che in questa fase storica vengono chiesti pesanti sacrifici ai cittadini e, alla luce di questo, mi sono riproposto ancora di più di gestire i soldi pubblici, che sono i vostri soldi, con particolare attenzione, oculatezza e diligenza del buon padre di famiglia. Per questo nel 2011, anche andando contro immediati tornaconto elettorali e di consenso, non ho preso nuovi mutui ma ho al contrario cercato di valorizzare mutui già presi o residui di mutui su cui pagavamo interessi passivi. Sempre per qusto ritengo che prima di pagare affitti passivi occorre valorizzare il patrimonio comunale ed ho quindi predisposto un piano di disdette per i fitti passivi che gravano sul nostro bilancio, cioè sui vostri soldi. Per la stessa motivazione ritengo che dobbiamo iniziare una nuova opera pubblica molto costosa solo se realmente necessaria, fattibile e coperta sul piano finanziario. In questa fase sta emergendo una grande diversità di prospettive tra chi, come me e la mia squadra, non vuole fare opere finalizzare solo ad accumulare consenso ma vuole gestire al meglio le risorse dei cittadini e chi è interessato solo alla polemica politica senza avere una visione a lungo raggio. E’ finita la politica volta ad accumulare consenso elettorale scaricando i costi su chi viene dopo: vediamo oggi cosa ha comportato questo soprattutto sulle nuove generazioni. Essere nuovi significa essere anche questo. Per questo il primo a fare sacrifici sarò io e nel 2012 mi autiridurrò l’indennità da sindaco e percepirò poco più di 1000 euro al mese. Buon anno a tutti

Ma Maraga non è il primo, dicevamo, a muoversi su questa linea di rigore.

Spulciando fra le notizie locali degli ultimi mesi - nessuno dedica mai le prime pagine di giornali a tiratura nazionale, a notizie simili - si scoprirà, non senza sorpresa, che la medesima decisione è stata presa in comuni di tutta Italia, da Nord a Sud. Per esempio, dal sindaco di Campobello di Mazara (Trapani), da quello di Barzanò (Lecco), dal primo cittadino di Garlasco (Pavia), così come dalla giunta di Brolo, da Villacidro (capolouogo della provincia del Medio Campidano in Sardegna), da Brolo (in provincia di Messina). Anche ad Agrigento, il consiglio comunale si è autodimezzato il gettone di presenza, e l’elenco non è certo esaustivo.

Certo, chi amministra - bene - sul territorio, dovrebbe poter contare su una base economica solida, e chiunque abbia avuto esperienza di consigli comunali anche piccoli sa che, se preso seriamente, quello della politica locale è un impegno notevole. Ma è noto che i tagli agli enti locali hanno penalizzato, per prima cosa, proprio le amministrazioni che sono a contatto diretto col territorio.

E così sembra proprio che gli amministratori locali, in parecchi casi, abbiano deciso di dare un segnale alla cosiddetta casta - che invece, ai propri emolumenti e benefici rimane saldamente ancorata - e di dare anche il buon esempio in tempo di crisi.

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Angel82

    03 gen 2012 - 19:44 - #1
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    Queste storie mi ricordano troppo Robin Hood, con il personaggio del prete del paese Vs il vescovo.

  • Profilo di floop

    floop

    03 gen 2012 - 20:03 - #2
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    Gesto che dovrebbero fare tutti i politici in generale… anche se i veri problemi sicuramente non sono nei 15000€ del deputato italiano.

  • Profilo di pigi

    pigi

    03 gen 2012 - 22:24 - #3
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    Questi sindaci di paesi piccoli sono più a contatto con la gente dei nostri parlamentari e alti papaveri dello stato, che ormai sono dei corpi estranei, come la nobiltà di una volta.
    Logico che molti di loro si sentano coinvolti nelle difficoltà di tante persone, e non abbiano la minima intenzione di passare per privilegiati.
    Ripeto la proposta, che riguarda tutti coloro che percepiscono emolumenti, stipendi e pensioni erogati dal settore pubblico (non solo politici, quindi).
    Partendo dalla retribuzione mensile netta, omnicomprensiva di ogni indennità comunque denominata, si fa salvo un minimo, mille euro. Poi nello scaglione dai mille ai duemila, si toglie il dieci per cento, in quello dai duemila ai tremila si toglie il venti, e così via.
    Nessuno si vedrebbe privato di quello che serve per vivere più che dignitosamente, ma certe cifre che gridano vendetta al cielo non le vedremmo più.

  • Profilo di acaro50

    acaro50

    03 gen 2012 - 23:37 - #4
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    Iniziative lodevoli, ( una goccia nel mare ).
    I veri problemi sono gli sprechi, l’evasione e i favoritismi a tutti i livelli.

  • Profilo di boh1

    boh1

    04 gen 2012 - 00:06 - #5
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    infatti come dice floop al @2 ..gli stipendi dei dipendenti pubblici non sono certo il problema del paese.

  • Angel82

    04 gen 2012 - 00:46 - #6
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    cmq vero.
    Non è il grasso stipendio dei parlamentari il problema… se facessero davvero sul serio il loro mestiere sarebbero soldi tutti ben guadagnati.

    lo stipendio alto è un metodo scelto per tenerli lontani dalla corruzione.

    ma la storia insegna che quando hai tanto ne vuoi di piu.

    io auspico ad un maggior controllo da parte di chi ne ha il diritto (ovvero il popolo) su chi ha delegato a rappresentarli.

    è ora che i parlamentari tornino ad essere un mero artificio statistico per permettere al popolo (noi) di governare.

    qui sembrano tutti Don Rodrigo

  • Profilo di pigi

    pigi

    04 gen 2012 - 00:54 - #7
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    Teniamo a precisare: gli stipendi di alcuni dipendenti pubblici (e le relative pensioni, qundo ci andranno) sono tra i problemi del paese, tanto è vero che la BCE aveva messo tra le eventuali misure da prendere la loro riduzione.
    Evidentemente non possiamo ridurre pensioni e stipendi da mille euro al mese, e neanche ridurre di molto quelli di millecinquecento o duemila che in genere sono anche inferiori a quelli degli altri dipendenti europei, oltrettutto causando una seria riduzione dei consumi.
    Invece più si va in alto, più ci si accorge della discrepanza tra questi emolumenti e quelli esteri, ed è qui che va tagliato alla grande: solo benefici per le casse pubbliche senza alcun inconveniente.
    L’unico problema è che questi topi nel formaggio non ne vogliono sentire, e, come la nobiltà francese prima della rivoluzione, riusciranno a sentire solo la forza bruta.

  • Giovanni Bravin

    04 gen 2012 - 09:49 - #8
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    Un viaggio di mille miglia, inizia dal primo passo! (Lao Tze). Purtroppo quasta iniziativa ha pochissimi seguaci. Il Presidente Giorgio Napolitano e pochi altri…..

  • Profilo di valter29

    valter29

    04 gen 2012 - 09:59 - #9
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    E’ ora di dare un taglio agli stipendi degli alti papaveri pubblici e anche a quelli non precisamente alti. Considerate che un caposervizio di un comune capoluogo di provincia prende come e più di un parlamentare e che a quel posto è arrivato non a seguito di votazioni e nemmeno per meriti particolari, nella maggior parte dei casi, ma solo per un perverso meccanismo voluto dai sindacati che hanno preteso e imposto una carriera basata solo sull’anzianità di servizio e sulle tessere sindacali e politiche. Ora ci troviamo con vertici pubblici non all’altezza dei compiti loro assegnati, strapagati e con un sistema burocratico soffocante. Vedete, se le norme fossero semplici come in altri Stati i cittadini saprebbero arrangiarsi da soli e allora che ci stanno a fare le centiania di migliaia di dipendenti pubblici inutili? Così i burocrati hanno costruito un sistema farraginoso, nel quale anche loro faticano a districarsi, per giustificare la loro esistenza. Riuscirà Monti a dare una vera sterzata a questa marea di sanguissughe?