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Liberalizzazioni, stop della Confesercenti. Inizia il "balletto" contro Monti?

Pubblicato: 09 gen 2012 da il passator cortese

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A Reggio Emilia, in occasione del 215/o anniversario del Tricolore, sul nodo-ginepraio delle liberalizzazioni, Mario Monti è stato chiaro: “Equilibrate e pragmatiche, ma non timide”. Insomma, la famosa e tanto declamata e attesa “fase due” gioca gran parte delle sue carte sulla “tosatura” delle corporazioni.

Ma non sarà per niente facile perché da più parti, con il silenzio assenso di molti partiti, si stanno già alzando barricate. Non solo: a differenza delle stangate sui soliti noti (i cittadini a reddito fisso) che producono subito gli effetti almeno nel recuperare risorse per tappare le falle più vistose, i benefici derivati da certe riforme per alimentare concorrenza e creare occupazione hanno tempi lunghi, provocando spesso scoramento e dubbi sull’utilità di tali manovre.

E c’è subito chi apertamente scende in campo per contrastare l’azione annunciata, anche se ancora non specificatamente, da Monti. Fra questi brilla la Confesercenti che con il suo direttore generale Mauro Bussoni lancia l’allarme: “Per effetto delle liberalizzazioni e della crisi (bontà sua, ndr) nei prossimi tre anni chiuderanno 80 mila esercizi commerciali e si perderanno 240 mila posti di lavoro”. Insiste Bussoni: “Il provvedimento del governo è fuori dal mondo e favorisce solo la Grande distribuzione, senza dare benefici ai cittadini”.

Ma dov’era la Confesercenti negli ultimi anni?

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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di celesta

    celesta

    09 gen 2012 - 18:57 - #1
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    ogni corporazione tira l’ acqua al suo mulino e in Italia non cambia mai nulla. Se non ce la fa Monti rimane solo la rivoluzione. speriamo nella prima delle due.

  • Profilo di emanuele777

    emanuele777

    09 gen 2012 - 19:12 - #2
    1 punto
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    Forza Monti!
    Era destino che uno dovesse fare in sei mesi quello che non è stato fatto in 60 anni

  • Profilo di boh1

    boh1

    09 gen 2012 - 19:29 - #3
    -1 punto
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    ragazzi ricordiamoci che tutto ciò che vuole monti deve essere votato dal parlamento formato fino adesso da 308 servi berlusconiani, giusto per citare i peggiori..
    quindi..non cambierà assolutamente niente , i soldi verranno presi dai soliti noti, onesti , classe media e povera

  • Profilo di codroipo

    codroipo

    09 gen 2012 - 20:12 - #4
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    il sillgismo che le liberalizzazione favoriscono la grande distribuzione ancora non l’ho capito…a me pare proprio il contrario

  • Profilo di caligola

    caligola

    09 gen 2012 - 21:40 - #5
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    “Per effetto delle liberalizzazioni e della crisi (bontà sua, ndr) nei prossimi tre anni chiuderanno 80 mila esercizi commerciali e si perderanno 240 mila posti di lavoro”

    Che equivale un po’ a dire: “Per effetto della ca/cata colossale che ho fatto stamattina nel mio bagno E DELLA CRISI, nei prossimi tre anni chiuderanno 80 mila esercizi commerciali e si perderanno 240 mila posti di lavoro”.
    Basta con il mantenimento delle lobby e dello status quo, o si rompe questo tabù o si alzano ancora le tasse colpendo i soliti noti, il che equivale ormai alla guerra civile, visto che siamo arrivati all’esasperazione.

  • Profilo di automatico

    automatico

    10 gen 2012 - 08:31 - #6
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    la sinistra sara’ contenta, a loro basta che imprenditori e commercianti vengano tartassati.
    peccato che il lavoro senza di loro non esiste piu’.
    mi fa ridere pensare a statali e dipendenti, abituati alla pappa pronta, al salotto caldo il venerdi sera, ai sonni tranquilli, doversi mettere in gioco anche solo con una partita iva…

  • Profilo di dani83

    dani83

    10 gen 2012 - 11:03 - #7
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    saranno contenti gli imprenditori allora,visto che ad essere tassati non sono stati loro e per ora continuano ad evadere!!!ah ma la pacchia sta finendo!

  • Profilo di automatico

    automatico

    10 gen 2012 - 12:06 - #8
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    evadono anche e soprattutto i dipendenti, visto che hanno un sacco di tempo libero:
    ripetizioni, imbiancature, consulenze, trasporti, un rivolo di lavoretti che sottraggono lavoro a chi li fa in regola…
    finita la pacchia?

  • Profilo di codroipo

    codroipo

    10 gen 2012 - 13:10 - #9
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    automatico
    “visto che hanno un sacco di tempo libero”

    non meriti attenzione, anche fossi d’accordo con te

  • Profilo di dani83

    dani83

    10 gen 2012 - 13:55 - #10
    -1 punto
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    ma guarda che bella scusa”hanno tanto tempo libero” si vede che non sai più cosa inventare,io dopo una giornata di lavoro non ho piu la forza per muovermi pensa pure di trovare un altro lavoro,

  • Profilo di marianostrada

    marianostrada

    10 gen 2012 - 20:41 - #11
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    il problema dell’italia sono i dipendenti pubblici, non possono essere licenziati, non lavorano, vanno a spasso in orari di lavoro e non producono ricchezza e sottraggono il lavoro ad altri facendo secondi lavori in orario di lavoro. Quando si cambierà questo allora forse avrà senso anche la sceneggiata della caccia all’evasore che mi sembra solo un lavoro di restailing per equitalia

  • Tony2368

    12 gen 2012 - 05:08 - #12
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    Tanta gente forse inizia a capire che non deve farsi la guerra per tutelare la propria piccola o grande corporazione o posizione.dovremmo capire tutti che bisogna radicalmente abbattere tutti gli ordini professionali, tutte le rendite di posizione sia del settore pubblico seguendo l’esempio tedesco: poche regole. Ma a prova di intagliano furbo, cioè con controlli seri e sanzioni certe.

  • Tony2368

    12 gen 2012 - 05:17 - #13
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    Appoggio pienamente il fondo su repubblica del giornalista Polito. Da applicare alla lettera dal governo Monti. E dire che da trent’anni (quando ne avevo solo 14) mi pareva già di capire che in Italia avremmo dovuto solo imitare le migliori pratiche dei paesi più civilizzati del nostro… Forse Monti e pochi altri ci credono veramente ma non hanno mai avuto il coraggio o la determinazione di mettere in pratica riforme strutturali. Noi italiani dobbiamo sempre essere costretti all’impegno serio solo un attimo prima del collasso sistemico. È penoso e poco confortante anche se continuiamo a vivere di speranze, almeno per i nostri figli (per coloro i quali ancora ci tengono come me).