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Giorgio Napolitano: «Legge elettorale in Parlamento»

Pubblicato: 12 gen 2012 da Alberto Puliafito

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Giorgio Napolitano e la decisione sulla legge elettorale

Giorgio Napolitano ha ricevuto al Quirinale il Presidente del Senato Renato Schifani e il Presidente della Camera Gianfranco Fini: oggetto dell’incontro, la definizione della futura attività parlamentare. Ovviamente, dopo la decisione di oggi della Consulta - che, come ampiamente prevedibile, ha bocciato i due quesiti referendari sul “porcellum” - un delle priorità è diventata la legge elettorale.

In una nota del Quirinale che parla dell’incontro serale si legge:

In particolare, alla luce della sentenza emessa dalla Corte Costituzionale nel rigoroso esercizio della propria funzione, è ai partiti e al Parlamento che spetta assumere il compito di proporre e adottare modifiche della vigente legge elettorale secondo esigenze largamente avvertite dall’opinione pubblica.

Dal Colle, Napolitano, che in giornata ha fronteggiato le accuse di Antonio Di Pietro, richiamando il leader dell’IdV, aveva lasciato intendere già in giornata che si sarebbe dovuto mettere mano alla legge elettorale:

Un diverso meccanismo elettorale è necessario per determinare un ritorno di fiducia. L’attuale sistema ha interrotto un rapporto che esisteva fra elettore ed eletto. Non voglio idoleggiare sistemi elettorali del passato, ma solo dire che prima c’era un collegamento più diretto.

Insomma, non c’è bisogno di tornare al proporzionale ma si deve ripensare il sistema. E’ una litania che va avanti da tempo immemorabile. E sembra piuttosto complicato, sinceramente, che questo Parlamento possa trovare un accordo su una nuova legge elettorale. D’altro canto, se si tornasse alle urne con questo meccanismo il rischio scollamento fra elettore ed eletto proseguirà nel tempo. E non solo quello.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    13 gen 2012 - 01:18 - #1
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    Non so cosa sia più probabile, che il Parlamento approvi una legge elettorale rispettosa dei cittadini o che Cosentino si co-stituisca….

  • Profilo di zaku71

    zaku71

    13 gen 2012 - 09:21 - #2
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    Togliessero almeno le liste bloccate!

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    14 gen 2012 - 18:48 - #3
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    IL SICURO RISPETTO DEL “PATTO” TRA BOSSI E BERLUSCONI.

    di Paolo Flores d’Arcais

    Quanto potrà durare la convivenza tra il
    governo “salva Italia” e la maggioranza
    parlamentare “salva camorra”? Qualche
    mese, ha stabilito lo sciagurato patto intercorso
    tra Bossi e Berlusconi: si vota tra maggio
    e giugno, io ti offro l’impunità per il tuo
    amico onorevole frequentatore dei “casalesi”e
    tu mi contraccambi non dando tempo a Maroni
    di organizzarsi per prendermi la Lega,
    questo in soldoni (è il caso di dirlo) il mercimonio
    tra i due Le Pen alla matriciana che da
    quasi un ventennio infestano il paese. En passant,
    un grazie di cuore agli altrettanto onorevoli
    deputati del partito di Pannella.
    Che il governo Napolitano-Monti-Passera sia
    davvero il governo “salva Italia” è ovviamente
    tutto da dimostrare. Qui lo assumiamo per presupposto,
    e quando ci sarà da lottare contro le
    iniquità annunciate non staremo certo a guardare.
    Che la maggioranza parlamentare sia “sal -
    va camorra” è invece ormai conclamato, e anzi
    orgogliosamente, visto il carosello di applausi
    e felicitazioni che hanno salutato l’Impunito,
    prontamente invitato da Vespa come tronista
    del suo show di regime.
    Quali siano le ragioni del vergognoso voto lo ha
    del resto confessato candidamente uno di loro:
    altrimenti quelli (sarebbero i magistrati!) ci
    vengono a prendere uno per uno! E perché
    mai? Solo chi ha commesso crimini parla così.
    Evidentemente i parlamentari “salva camorra”
    sanno quante illegalità hanno perpetrato, a cominciare
    dal loro boss Berlusconi. Noi possiamo
    solo immaginarlo, e puntualmente fantasia
    e satira si dimostrano inferiori alla realtà.
    Dunque con ogni probabilità tra maggio e giugno
    si vota, poiché i patti scellerati sono quelli
    maggiormente rispettati, proprio da gente della
    risma dei due B, che le promesse agli elettori
    le valuta meno di certa carta. Le forze democratiche
    vogliono arrivarci di nuovo impreparate,
    e consentire così che si realizzi ciò che
    oggi sembra solo raccapricciante fantascienza,
    il ritorno al governo dei due, con le straripanti
    pulsioni fasciste a quel punto senza argini?
    Perché si voterà con il sistema “Po rc a t a ”, inutile
    farsi illusioni. Con il quale i voti fuori dalle
    due coalizioni maggiori contano solo per partecipare
    alle spoglie della sconfitta. Dunque è
    necessario che nella coalizione repubblicano-
    costituzionale una parte cruciale la giochino
    una o più liste autonome di società civile,
    legate alle tematiche e alle passioni di dieci anni
    di lotte. E nessuna sirena centrista. Sarà bene
    lavorarci subito, discuterne fin da ora e operativamente
    su giornali e web, perché molto
    presto potrebbe già diventare troppo tardi.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    18 feb 2012 - 11:58 - #4
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    Lo spread morale
    di Marco Travaglio
    Il caso Tedesco, in Italia, è il Parlamento che salva
    due volte l’ennesimo parlamentare dall’ar resto
    per corruzione, concussione, falso, truffa,
    turbativa d’asta, associazione per delinquere. Il
    caso tedesco, in Germania, è il presidente della
    Repubblica che si dimette per un prestito agevolato. Lo
    spread che divide Italia e Germania è tutto qui: il
    diverso rendimento dei titoli di Stato è solo una
    conseguenza. E chi, in questi mesi, si è molto divertito
    a sbeffeggiare Angela Merkel perché “fa gli interessi
    della Germania”, dovrebbe vergognarsi e andarsi a
    nascondere. Che dovrebbe fare un capo di governo, se
    non gli interessi del suo paese? E che dovrebbe fare un
    capo di Stato coinvolto in uno scandalo se non
    dimettersi e consegnarsi alla Giustizia? Lo stupore di
    noi italiani alla notizia delle dimissioni di Wulff è la
    nostra irredimibile dannazione. Siamo così abituati alle
    cazzate dei politici sull’immunità parlamentare, sulla
    presunzione di innocenza, sull’accanimento
    giudiziario, sullo scontro fra politica e magistratura,
    sulle toghe politicizzate, sul “così fan tutti” e sull’“a mia
    insaputa”, da non capacitarci dinanzi al gesto normale
    di uno statista chiacchierato che se ne va a casa. Con il
    candore disarmante del bambino che urla “il re è
    nu d o ! ”, la Merkel ha commentato: “Il presidente non
    poteva più servire il popolo”. Qualcuno in Italia
    penserà che si sia convertita al maoismo: invece è e
    resta una robusta democristiana. Ma lo spread fra Italia
    e Germania è tutto qui: in quel “servire il popolo”. Non
    si può servire il popolo quando si è sospettati di
    comportamenti scorretti, né quando ci si deve dividere
    fra i palazzi delle istituzioni e quelli di giustizia.
    Checché ci abbiano raccontato i trombettieri di regime
    a ogni lodo Maccanico-Schifani, a ogni lodo Alfano, a
    ogni legittimo impedimento sulla necessità di
    importare la celebre “immunità per le alte cariche” ch e
    sarebbe già “prevista in tutto il mondo”, scopriamo che
    quella immunità, come la pensano i nostri ladri della
    patria, non esiste da nessuna parte. In pochi paesi,
    come la Francia, è prevista solo per il capo dello Stato e
    solo finché resta in carica. E in Germania nemmeno
    per lui: spetta al Parlamento, come per qualunque
    parlamentare, concedere o negare l’autorizzazione a
    procedere: ma solo sulla carta, perché nella realtà il
    Parlamento tedesco l’autorizzazione ai giudici la
    concede sempre. Wulff sapeva che avrebbe presto
    perduto lo scudo protettivo. E, dinanzi alla prospettiva
    di fare il presidente e l’imputato, s’è dimesso da
    presidente. In Italia, dovendo scegliere, si dimettono
    da imputati. E, si badi bene, Wulff non ammette affatto
    di essere colpevole, anzi: si proclama innocente. Ma
    vuole difendersi come un comune cittadino, senza i
    privilegi connessi alla carica. Esattamente come fece il
    suo omologo israeliano Katsav, accusato di molestie
    sessuali: pur potendo avvalersi dell’i m mu n i t à
    presidenziale, non la invocò neppure (gli veniva da
    ridere all’idea che molestare segretarie fosse un reato
    connesso alla carica). Così le democrazie vere si
    difendono dalla corruzione: dando l’esempio dall’alto.
    Da ieri B. ha un motivo in più per detestare la “culona”
    (mentre Wulff si dimetteva, il Pdl nominava il
    plurimputato Verdini commissario a Modena per
    ripulire il partito inquinato da infiltrazioni malavitose:
    come nei film western, quando il bandito diventa
    sceriffo). Ma il caso tedesco (con la t minuscola) mette
    in mora tutta la classe dirigente italiota: i nostri partiti,
    ma anche i tecnici alla Severino, che continuano a
    baloccarsi con la famosa e fumosa “l e g ge
    anticor r uzione” di rinvio in rinvio, per far scadere
    anche questa legislatura senz’aver fatto nulla contro il
    cancro che ci trascina verso il baratro. C’è da sperare
    che la Merkel perda le prossime elezioni e dunque,
    come si usa nelle democrazie serie, vada in pensione:
    quando anche Monti alzerà bandiera bianca, sconfitto
    dal partito trasversale del malaffare, potremo sempre
    prenderla in prestito per un po’, di seconda mano.