
Mario Adinolfi sogna un vero partito democratico. Tutt’altro, insomma, rispetto a quello che è oggi il Pd veltroniano.
Nella seconda parte del suo colloquio con PolisBlog spiega come, nonostante tutto, sia possibile rilanciare questa nuova forza politica che per motivi vari, a suo avviso, è già alla frutta.
Al centro dell’assemblea costituente del Partito Democratico c’è il dialogo con la maggioranza, un’eventuale apertura a sinistra, la collocazione dei democratici a livello europeo e le dimissioni di Prodi. Qual è il suo punto di vista su questi temi?
“Io sono contrario al neoconsociativismo con Berlusconi, al tentativo di questo gruppo dirigente disastroso di permanere legittimandosi attraverso il gioco delle parti con il governo. L’opposizione per il Pd è una grande occasione per costruire l’identità del partito. Se restiamo fermi allo schema del mero gioco di potere, tra un anno alle europee sarà il disastro e per il Pd sarà la fine. Sulle alleanze future, dobbiamo vedere l’evoluzione del quadro complessivo. Su Prodi, sarei felice se rimanesse presidente”.
Ma se il Pd, a suo avviso, è alla frutta, cosa propone per rilanciarlo?
“Propongo un profondo ricambio di classe dirigente, non basato sulle logiche della cooptazione, ma sul fronte di una battaglia politica di identità del partito. Un partito della democrazia diretta, dove conta davvero la base, per compiere scelte identitarie coraggiose: un’idea di sicurezza che non sia quella delle destre che fanno leva sulle paure, un forte slancio liberalizzatore in economia e soprattutto nelle professioni dove vanno abbattute le barriere d’ingresso corporative, una netta propensione per la ricerca, l’innovazione, la spesa sul futuro. In Inghilterra i laburisti persero per decenni, poi arrivarono i quarantenni che inventatorno il New Labour e con Tony Blair tornarono a vincere. Dobbiamo riavviare il Pd per farlo somigliare a quella esperienza politica”.
(2. Fine)
glorfindel
20 giu 2008 - 16:59 - #1Cmq sto tizio è proprio impresentabile. L’ho pure visto dal vivo…
Cavolo almeno si tagliasse i capelli.
Lo so, le persone non si giudicano così, ma non posso fare a meno di pensare che se è così sciatto per se stesso, come potrà essere invece attento e preciso per quel che riguarda la cosa pubblica?
.:.
20 giu 2008 - 17:16 - #2concordo con glorfindel
adinolfi è una botte
non sono Ewan J.
20 giu 2008 - 17:31 - #3continuo a trovarlo - assieme a letta - un’alternativa migliore a veltroni
forse letta ha quel non so che di istituzionale in più…
klinger
20 giu 2008 - 17:37 - #4“…poi arrivarono i quarantenni che inventatorno il New Labour…”
Uau si è accorto 15 anni dopo della sinistra riformista inglese,peccato che quel treno sia già partito e sia pure già arrivato.
Questo tizio è zavorra inutile,scalpita perchè ormai è stato liquidato?
crock
20 giu 2008 - 18:14 - #5quoto 4..se davvero credesse che il PD è morto sarebbe il primo ad andarsene ..
Ginval
20 giu 2008 - 20:22 - #6Adinolfi è l’unico nel Pd che ha le palle, ha meno di quarant’anni e dà battaglia contro Veltroni e gli oligarchi. Almeno ci prova, si candida alle primarie, dà interviste, organizza momenti di dibattito politico. Io a quello del 7 giugno a Roma ci sono andata e almeno si poteva parlare liberamento. Io lo ammiro, ce ne fossero come lui e il Pd si potrebbe salvare.
.:.
20 giu 2008 - 20:28 - #7E’ letteralmente una palla al piede per il pd… non avendo ottenuto buoni risultati alle primarie (dati da una scarsa visibilità mediatica) ora attacca il suo stesso partito !
Liberty Valance
20 giu 2008 - 22:00 - #8la risposta del PD all’altro crasto di ferrara giuliano
ahhhhhhahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha
.:.
21 giu 2008 - 10:04 - #9@8
sono di sinistra
ma ti devo dare ragione!!!
VomitusMaximus
21 giu 2008 - 15:12 - #10Sembra improponibile il rilancio del PD dal Moore italico.
Aggiustati la zazzera, e tagliati la barba, che le mei.
busyblackele
07 lug 2008 - 00:28 - #11deliver sea water elephant house tom land we this juicy tom