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Caos autotrasporti, pronta la precettazione? Ma i nodi non si sciolgono con la polizia. Politica latitante

Pubblicato: 23 gen 2012 da il passator cortese

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L’Autorità di garanzia degli scioperi ha scritto al ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, per valutare se ci sono gli estremi per emanare l’ordinanza di precettazione nei confronti delle organizzazioni degli autotrasportatori che stanno effettuando il fermo nazionale. In poche parole si vuole l’intervento della polizia.

La situazione è davvero critica, con blocchi e code sulle strade: c’è il rischio che la protesta sfugga di mano anche sul fronte sicurezza. Secondo Coldiretti della Lombardia potrebbero essere a rischi i rifornimenti per latte e verdura a Bergamo, Cremona, Mantova. Il prefetto di Napoli, Andrea De Martino, minaccia multe fino a 10mila euro e il sequestro dei mezzi a chi impedisce il transito dei veicoli.

Il ministero dell’Interno segue «con molta attenzione» le proteste degli autotrasportatori che dalla Sicilia si stanno diffondendo in più parti d’Italia «perchè nulla esclude che questi malesseri possano sfociare in manifestazioni di tipo diverso». Lo ha detto il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri nel corso della trasmissione Radio Uno ‘Prima di Tutto’. «Eravamo molto allertati, molto attenti perchè era prevedibile che ci sarebbero state delle manifestazioni», ha spiegato il ministro, «sicuramente potrebbero esserci aggregazioni di varie forme di dissenso anche di altre categorie e potrebbero saldarsi scontentezze varie che poi possono portare a manifestazioni».

Insomma c’è allerta al limite dell’allarme. Organizzare blocchi stradali è un reato che va perseguito con tutti i mezzi di cui dispone lo Stato. Non si può permettere che la situazione degeneri. Ma non è con la polizia che certi nodi si sciolgono.

Che fanno le organizzazioni di categoria? Dove sono i partiti? Perché sindaci, governatori, parlamentari, esponenti dei partiti non sono sulle strade a confrontarsi con chi protesta e sta creando disagi sempre più grandi ai cittadini? La politica non si fa nei paludati talk show, ma in mezzo alla gente, specie se sbaglia ed è esasperata. Nessuno può sottovalutare ciò che sta accadendo. Tanto meno pensare che si risolve tutto con i manganelli e gli idranti della forza pubblica.

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7 commenti

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  • Profilo di panoramix

    panoramix

    23 gen 2012 - 18:48 - #1
    1 punto
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    Bisognerebbe domandarsi come mai siano arrivati fino a questo punto e cercare di ascoltare queste persone .
    Molto più semplice agire come sempre, ovvero lavandosene le mani o richiedendo l’intervento della polizia.
    Tanto qui bastonano tutti tranne i loro privilegi !

  • Bergamasco

    23 gen 2012 - 19:14 - #2
    0 punti
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    Come in tutti i lavori se vi è un aumento di qualsiasi genere si aggiornano il listino prezzi… qualcuno mi può spiegare il bene il motivo? non riesco a capire…

  • Protesta Sociale

    23 gen 2012 - 19:16 - #3
    -1 punto
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    AVANTI AD INOLTRANZA.
    Il governo se ne sbatte di tutto e di tutti, ormai il popolo non è più sovrano.
    Corretto quindi che nello stesso modo il popolo se ne sbatta allegramente del governo e blocchi tutto.
    CON L’ELICOTTERO devono arrivare gli alimenti a montecitorio!
    Leggi popolari, nel cesso.
    Referendum, nel cesso.
    E che sia rivoluzione, quella vera stavolta,
    questa classe politica che da 50 anni campa su un popolo sempre più povero,
    deve essere SPAZZATA VIA.
    Ah, io sono di destra, sia ben chiaro.
    Chi crede ancora al comunismo è rimasto distratto dalle veline negli ultimi 10 anni..

  • Profilo di valter29

    valter29

    23 gen 2012 - 19:49 - #4
    0 punti
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    La propria libertà finisce dove comincia la libertà altrui. I manifestanti possono avere tutte le ragioni di questo mondo ma non possono ledere gli interessi altrui quindi i blocchi sono giustamente vietati dalle leggi. In altre parole i manifestanti non possono creare il caos. Detto questo, quello degli autotrasportatori è uno sciopero conseguente alle norme salva Italia varate da un governo sostenuto anche dalle sinistre. Il pericolo di estensione è reale. La legge di mercato vuole che i prezzi delle merci siano determinati dalle condizioni di produzione, trasporto e vendita. Gli autotrasportatori a fronte di un aumento delle loro spese devono sempliceente aumentare il costo del trasporto. Non vedo la necessità di mettere in ginocchio la Sicilia e poi l’intera nazione. Mi chiedo come mai la protesta è partita proprio da quell’isola e non da altre regioni nelle quali il traffico è maggiore. E’ stata adombrata la presenza della mafia il che in Sicilia ci sta anche bene. Un esponente del movimento dei forconi ha dichiarato che vuole la Repubblica della Sicilia indipendente dall’Italia. Se si avverasse sarebbe un bene per la Sicilia e per l’Italia con la speranza che altre regioni seguano l’esempio della Trinacria. Purtroppo rimarrà semplicemente un sogno come lo fu al tempo del “bandito” Giuliano.

  • magilla1

    24 gen 2012 - 10:07 - #5
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    Sacrosanto il diritto a scioerare, i b locchi no.
    Cito dall’articolo “Ma non è con la polizia che certi nodi si sciolgono. ”
    Non sono d’accordo. Siamo giunti a questa situazione perchè troppe volte si è lasciato correre, e permessa l’illegalità.
    Se si interviene con la polizia contro i blocchi abusivi temo ci saranno scontri, non sarà nello, il bilancio della singola cosa sarà che forse non ne valeva la pena, ma se si comincia a farlo sempre in ottica furura conviene, perchè se si rischia l’arresto (e si, è giusto, tu non puoi per scioperare impedire a me di andare a lavorare o a prendere l’aereo o che) le prossime volte ci penseranno un pò prima di fare blocchi illegali. Questo vale per tutte le categorie.
    Per far sentire la propria voce basta far durare di più lo sciopero, ma è più facile far pagare la propria protesta anche ad altri.

  • magilla1

    24 gen 2012 - 10:08 - #6
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    scusate “non sarà nello”=”non sarà bello”

  • magilla1

    24 gen 2012 - 10:09 - #7
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    Ah, anch’io sono più di destra che di sinistra. ma i blocchi collpiscono chi non c’entra niente. Se si va a montecitorio è un’altra cosa