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Per Michel Martone i laureati dopo i 28 anni sono degli sfigati

Pubblicato: 24 gen 2012 da V.

Commenti dei lettori

martone laureati sfigati 28 anniLa frase esatta di Michel Martone, viceministro al Lavoro e alle Politiche Sociali, è questa

Dobbiamo dire ai nostri giovani che se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto tecnico professionale sei bravo. Essere secchione è bello, almeno hai fatto qualcosa

I dati più recenti di AlmaLaurea che ho trovato risalgono al marzo 2011 e offrono questo quadro

laureati pre-riforma del 2004 conseguivano il titolo a 27,8 anni contro i 26,9 anni relativi al complesso dei laureati 2010. Un valore che migliora al netto del ritardo all’immatricolazione: per il complesso dei laureati, l’età alla laurea passa da 26,9 a 24,9 anni.

Potete leggere l’intero dossier in pdf qui. interessanti anche i dati 2011. Nel dettaglio per i laureati triennali, presi sempre dal documento di AlmaLaurea

I più giovani a concludere gli studi risultano i laureati dei percorsi linguistico (24,6 anni), geo-biologico ed ingegneristico (entrambi a 24,7 anni) mentre l’età più elevata si riscontra fra i laureati dei gruppi insegnamento (28,5 anni) e giuridico (29,2). L’età elevata alla laurea in questi due percorsi è però riconducibile alla presenza – compresa fra il 15 e 16 per cento – di laureati che si sono immatricolati con un ritardo superiore ai 10 anni. Così concludono gli studi a meno di 23 anni 35-37 laureati su cento dei gruppi ingegneria, psicologico, chimico-farmaceutico, linguistico, scientifico, economico-statistico, mentre allo stesso traguardo non arrivano che 18 laureati su cento del gruppo insegnamento e solo 6 laureati su cento del gruppo giuridico. Concludono nei tre anni previsti 67 laureati delle professioni sanitarie su cento

Naturalmente quella di Martone è una provocazione, che a spiegarla un attimo ha anche un suo senso. Stare in università parcheggiati a far nulla per anni e anni non è proprio questa meraviglia, anche se può sembrarlo. Oggi come oggi poi, con lauree triennali non improbe, arrivare a quel passettino è davvero questione di poco: e farlo a 28 anni è effettivamente un po’ tardi, considerato che oggi si entra in ateneo normalmente tra i 18 e i 19 anni. E Martone invece che faceva se non a 28, a 29 anni? A quanto spiega sul suo curriculum, era professore.

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30 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di william-wallace

    william-wallace

    24 gen 2012 - 14:31 - #1
    0 punti
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    Fai te che io inizio a 28! Oddio, cosa penserà di me Martone? Brividi!

  • Di.io

    24 gen 2012 - 14:32 - #2
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    come dargli torto?
    e basterebbe poco: chi supera di oltre il 40% il tempo previsto per laurearsi viene buttato fuori dall’università senza se e senza ma e in quella disciplina non si può più laureare. Punto.
    Poi ci possono essere i se e i ma: facciamo un disciplinare diverso per chi lavora (tempo pieno o part time comunque più di 20 ore alla settimana), ci può stare.
    L’Italietta è piena di laureati per disperazioni (dopo 7 o 8 anni che vai avanti su e giù per i corridoi a suon di 18 trovano un modo per darti un pezzo dilaurea e cacciarti fuori) che, una volta sul mondo del lavoro, non si accontentantano di fare raccogliotori di pomodori (una delle poche attività degne delle loro capacità), ma pretendono un posto da laureati….. Ma chi ve lo da a voi un posto da laureati? Asini siete, per quanto alla fine infarciti di nozioni che non avete capito, ed ad un lavoro da asini potete aspirare.
    Punto.
    All’estero già si fa: se ad Innsbruk viene bocciato per tre volte ad uno stesso esame devi cambiare indirizzo di studi!!!
    Cosa si ottiene in questo modo:
    1) se uno non capisce la materia può dedicarsi da subito a qualcosa d’altro invece di perdere un sacco di tempo
    2) se uno ci capirebbe anche ma tende a tirare ad indovinare invece che studiare perché si sente “più intelligente della media”, viene reinvogliato a non considerare un esame come una puntata alla lotteria.
    Combinando una regola di questo tipo con un numero minimo di esami sostenuti per poter iscriversi all’anno successivo… vedete che bel sfoltimento di scaldabanchi si otterebbe!!!.
    Alcuni dicono che così le università non avrebbero fondi a sufficienza. Io dico che così servirebbero aule più piccole, più veloci da riscaldare e meno dispendiose da illuminare, nei laboratori servirebbero meno apparecchiature da comperare e mantenere in funzione e meno materiale consumabile. Secondo voi i risparmi non eguagliano (se non addirittura superano) il mancato introito delle tasse universitarie?
    Non solo, avremmo più docenti a disposizione degli studenti: gli studenti perdigiorno che spesso distraggono i docenti si leverebbero infatti di torno.
    Un’università efficiente è un’università che sforna poche menti preparate, elastiche, istruite ma ricche di inventiva. Un’università che sforna menti poco stimolate e rassegnate a dover crescere assieme alla subnormalità produrrà sempre mediocrità.
    L’accesso all’università è un diritto, studiare una volta ottenuto l’accesso un dovere!
    L’accesso all’università è un diritto, il tito do studio che essa può conferire NO!!

  • Profilo di fabiosca85

    fabiosca85

    24 gen 2012 - 14:34 - #3
    2 punti
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    E se uno ha fatto altre esperienze perche condannarlo?

  • Di.io

    24 gen 2012 - 14:35 - #4
    1 punto
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    Bravo william, è logico che con questa disertazione non si vuole dire che è uno scandalo finire a 28 ma che è uno scandalo finire dopo (28 - 19) 9 anni suonati di permanenza all’università.
    Ma generalizzando è evidente che, poiché il 99% degli universitari si inscrive subito dopo il diploma, si può prendere 28 anni come età di riferimento per sostenere le affermazioni di cui sopra.

  • Profilo di giaserg

    giaserg

    24 gen 2012 - 14:46 - #5
    0 punti
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    Giusto incentivare vie alternative piuttosto che la laurea per tutti, anche se in 10 anni, ma questa è una frase accettabile da un genitore, non da un ministro peraltro non votato, siamo allo stato etico
    Tralaltro una banalità, ovvia.

    Ok che c’è la crisi e siamo tutti frustrati ed invidiosi del prossimo, ma la libertà è ancora un valore, libertà anche di sbagliare e di fare il caxone fino a 30anni, non si toglie il posto a nessuno!

  • Profilo di floop

    floop

    24 gen 2012 - 15:17 - #6
    0 punti
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    Non ha tutti i torti…

  • Profilo di gatzpacho

    gatzpacho

    24 gen 2012 - 15:49 - #7
    0 punti
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    Secchione è bello…non troppo. Conoscere è bello, sviluppare uno spirito critico e usarlo nella società di tutti i giorni è bello; vedere i frutti dei propri sacrifici è bello, ma bisogna vedere cosa si intende per secchione. Secchione non è chi fa il suo dovere ma sa anche uscire a stirarsi 10 medie dopo l’esame, secchione è chi rifiuta un 27, che si crede superbo solo perchè concentra la sua vita sullo studio e poi non ha una vita sociale. Secchione sarà bello per alcuni, ma per me è molto triste.
    E questo qui che a 29 anni fa il professore sarà anche un genio (forse), ma a me sembra uno già vecchio, che si è perso gli anni più divertenti della vita.

  • Profilo di maccol

    maccol

    24 gen 2012 - 15:54 - #8
    0 punti
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    Ci sono casi e casi: chi scalda i banchi ma anche chi deve dividere il tempo tra studio e lavoro. Bisogna pensare che esitono persone che non si fanno pagare le scuole da mammina e papino, quindi risulta ovvio che dovendo tirare su denari i tempi si dilatano.Risulta facile attaccare una categoria di persone quando magari si hanno le spalle coperte dalla nascita.Detto questo auguro buona giornata

  • Profilo di fabiosca85

    fabiosca85

    24 gen 2012 - 16:11 - #9
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    Scusate una cosa: ma si riferisce alle lauree triennali o quinquennali? Perchè se il riferimento è al primo caso rettifico ciò che ho detto e do ragione al ministro

  • Profilo di emanuele777

    emanuele777

    24 gen 2012 - 16:32 - #10
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    io mi son lureato a 28, ma non posso che dargli ragione…

  • solitecose

    24 gen 2012 - 16:45 - #11
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    Forse il caro viceministro non sa che non tutti hanno la sua fortuna di avere mammina e papino che ti pagano gli studi nelle migliori università e relative COSTESE esperienze all’estero. Un master “serio” nelle migliori università costa anche 15.000€ una cosa di sicuro non alla portata di tutti.. anzi se vogliamo dirlo possibili solo per i figli di papà. Migliori università significa avere i migliori professori che ti insegnano molto di più e ovviamente si ottengono risultati decisamente migliori. Io ho testato sulla mia pelle.
    E’ facile criticare quando si ha avuto tutta la strada in discesa.

  • Profilo di pigi

    pigi

    24 gen 2012 - 16:55 - #12
    1 punto
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    Ed ecco il solito trombone che trancia giudizi universali, che naturalmente partono dal presupposto che quello che fa lui è giusto e quello che fanno gli altri è sbagliato.
    Si parla di abolire il valore legale del titolo di studio ed ecco il burocrate che invece dice che la laurea presa a meno di ventotto anni vale più di quella presa dopo. Ma cosa ne sa lui delle esigenze di studio o aggiornamento di cui le persone sentono la necessità?
    Una laurea in giurisprudenza di trent’anni fa, anche se presa a ventidue anni, vale meno di una presa adesso a cinquantadue anni, che almeno è aggiornata con la normativa attuale.
    Basterebbe questo per far intendere che il tipo non capisce una mazza e che, a maggior ragione, è inadatto a fare il viceministro.

  • Cistòn

    24 gen 2012 - 17:19 - #13
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    C’era quel detto “perchè i generali sono così stupidi? perchè li scelgono tra i colonelli”

  • Profilo di caligola

    caligola

    24 gen 2012 - 17:37 - #14
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    Quello che dice ha valore, se consideriamo che vuol dire SEMPLICEMENTE che non ha senso metterci 9-10 anni a fare una laurea di 5.
    Ovviamente se uno ha lavorato e vuole POI prendersi una laurea per completare la propria formazione, è un discorso diverso. Alla fine sono perfettamente d’accordo che metterci troppo a laurearsi non ha senso, e non credo sia una cosa così difficile da capire. Non per niente anche le tasse universitarie scalano a seconda del fuoricorso che si ha.

  • Di.io

    24 gen 2012 - 17:39 - #15
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    ma cosa caspiterina centra il costo di un master serio all’estero con il tempo di laurea? Il master in genere lo si fa post laurea (e quindi non porta via tempo nel calcolo per arrivare ai 28).
    Di più, associ il valore del mater al prezzo d’acquisto dello stesso e cosa vorresti farci credere? che smetti per 5 anni di studiare per lavorare e raccogliere i soldi per fare il master? e poi fatto il master riprendi e fiisci l’università? Andiamo è una situazione senza senso se non altro per la difficoltà realistica di riprendere a studiare dopo 5 anni di lavoro con il cambio di mentalità ed attitudini che questo comporta.
    Pigi, in questo caso non posso far altro che darti della capra (per usare un termine tanto caro ad uno della vostra compagine): il messaggio non è che laureandosi a 56 anni si è peggio, il messaggio è se ci metti più di 8 anni a laurearti sei sfigato.
    Tanto più che lui dice: “dobbiamo dire ai nostri giovani”, e quindi non parlava certo al 56enne che si è laureato (a meno che quest’ultimo non sia iscritto all’università da quando ne aveva 19, nel qual caso prenditelo pure tranquillamente tu come avvocato perché io non lo prenderei manco gratis) e nemmeno al 28ettene!!! parlava a quandi, a 22/24 anni stanno “tirando la sega” all’università e gli faceva presente che partire a 19 per arrivare a concludere il ciclo di studi a 28 è da sfigati!
    Ed io sono pienamente daccordo.
    Piuttosto mi soffermerei su un altro punto: “essere secchioni è bello”
    Behh, qui va in effetti definito bene il termine perché se secchione è uno che va molto bene negli studi, brillante e capace, allora siamo tutti in accordo con il ministro, ma se secchione è uno che, indipendentemnte dai risultati raggiunti, per raggiungere gli stessi vive solo di libri allora no, perché in questo caso secchione è diverso da intelligente e spesso questi secchioni hanno vita molto ma molto difficile quando devono lavorare, quando la soluzione non è applicare le regole che si sono studiate su di un libro ma inventare nuove regole!
    Per questo non basta il nozionismo, ci vuole inventiva, per questo le università, soprattutto scientifiche e tecniche, dovrebbero far iniziare da subito un percorso di “creazione o comprensione di innovazione” al fianco dello studio e comprensione di quanto già fatto.

  • Profilo di boh1

    boh1

    24 gen 2012 - 17:44 - #16
    0 punti
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    in parte quoto pigi.. mi sembra più da sfigato quest atteggiamento della serie ” io so come gira il mondo” dopo aver passato la vita tra i migliori studi legali ed università. Dal punto di vista umano e sociale, considero molto più formanti ben altre esperienze ( belle o brutte ).
    Ha sicuramente capacità elevate nel suo campo, ma forse un po di umiltà non guasterebbe. Questo esibire le 3 linguette parlate come un trofeo è leggermente urtante ( un bel chissenefrega ?? ) . E forse al paese servirebbero ministri e vice ministri più legati al mondo comune e non gente che ha vissuto in quel mondo parallelo tra master milionari, università trilingue ecc ecc.
    Ma è tutto un discorso senza senso perchè questo governo a cominciare da monti è tutta una pagliacciata.

  • Profilo di quartana

    quartana

    24 gen 2012 - 17:51 - #17
    -1 punto
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    Io mi sono laureato in Ingegneria con voto 81 su 100.
    Mi sono iscritto al Politecnico di Milano e nei primi 3 anni ho dato 3 esami in totale, poi in 3 anni ho dato i restanti 28 esami e la tesi di laurea.
    Al primo colloquio di lavoro mi hanno assunto subito dicendomi chiaramente che preferivano uno con 81 di media, che aveva dato tutti quegli esami in soli tre anni, che uno con 100 e lode che si fosse laureato in 5 anni.
    Morale: ho potuto constatare in prima persona che la velocità nel fare le cose ha un reale valore aggiunto.

  • Di.io

    24 gen 2012 - 17:52 - #18
    0 punti
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    Poi io giudico la frase, estrapolata dal suo contesto così come è stta presentata in questo blog e francamente che l’abbia detta Micheal Montone, il papa, Maria Giovanna Elmi o un montone di passaggio mentre copulava tra le alpi non mi importa un granché.

  • Profilo di quartana

    quartana

    24 gen 2012 - 17:53 - #19
    -1 punto
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    Vorrei aggiungere, per boh1, che conosco 4 lingue

  • Profilo di boh1

    boh1

    24 gen 2012 - 17:54 - #20
    0 punti
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    il problema è anche un altro..lui fa tutta una serie di analisi ( e giudizi ) prendendo in considerazione un unico e semplice dato. Considerando tutte le situazioni complesse, è un errore grossolano che un viceministro non dovrebbe commettere.
    Tanto che ha dovuto pure rettificare.

  • Profilo di boh1

    boh1

    24 gen 2012 - 17:56 - #21
    0 punti
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    @19 quindi ??

  • Profilo di panoramix

    panoramix

    24 gen 2012 - 18:54 - #22
    0 punti
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    Censurato per quale motivo ? ammazzatevi

  • Profilo di panoramix

    panoramix

    24 gen 2012 - 18:55 - #23
    1 punto
    Up Down

    Non posso scrivere che martone è uno snob , altezzoso e arrogante che anche se dice coso giuste grazie alla sua spocchia sembrano str@@@nzate ?
    ripeto ammazzatevi

  • Profilo di screech87

    screech87

    24 gen 2012 - 21:13 - #24
    0 punti
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    Secondo me il concetto che voleva esprimere Martone voleva assumere ben altro significato…ovvio però che, per come si è espesso, non tutti l’abbiano colto(ed a ragione direi).
    Preso nell’ottica dei “28 anni limite massimo per la laurea” è un discorso stupido e qualunquista perchè i motivi di un percorso di studi travagliato possono essere molteplici e non così atipici.
    Se vogliamo interpretalo invece come “nella vita è meglio darsi da fare e cercare di perdere meno tempo possibile” piuttosto che stare “parcheggiati” all’università passando la giornata non a studiare ma a giocare a carte, ca22eggiare al bar, correre dietro le gonnelle o organizzare i tornei di W.O.W. con gli amici sfruttando la wifi dell’università…è un altro discorso.
    Io credo che bisogna dare sempre il meglio di sé mirando a determinati obiettivi ma dandosi comunque certi limiti entro i quali, se si pensa di aver “perso tempo”(che poi non è mai così perchè di ogni esperienza si può far tesoro), si cambia facoltà, lavoro o hobby per qualcosa in cui si riesce meglio, che magari risulti anche più facile e appagante oltre che adatto alle proprie capacità, esigenze e predisposizioni.

  • Profilo di codroipo

    codroipo

    25 gen 2012 - 00:17 - #25
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    che barba, da una frase che tutti capiscono cosa voglia dire, parole parole inutili e fuorvianti.
    se ti iscrivi all’università, ci metti il triplo e fai spendere migliaia di euro ai tuoi genitori perchè pensi solo alle polle, ai saldi da Abercombrie, agli allenamenti di calcio, ai tornei di Pes, ai party in Corso Como e ai nuovi fari per la Mini…si sei uno sfigato

  • chimera222

    25 gen 2012 - 01:33 - #26
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    concordo con codroipo
    tanti se e tanti ma per una semplice verità - ma ormai la moda italica è di contestare tutto e sempre facendo i distinguo e buttando tutto in farsa
    intanto le persone capaci e competenti sono sempre di meno in questo paese e l’economia va a rotoli perché tutti vogliono tutto e subito senza alzare un dito
    d’altronde trent’anni di consumismo-edonismo-menefreghismo-sfascimo non possono che distruggere le forze sane di una nazione

  • ...lettore

    25 gen 2012 - 01:37 - #27
    -1 punto
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    Sciocca affermazione di un elemento prestato alla politica che vive staccato dalla
    realtà,molti giovani per mantenersi agli studi sono costretti a lavorare anche.

  • Profilo di pigi

    pigi

    25 gen 2012 - 09:11 - #28
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    Aggiungo una considerazione: l’università è adatta a chi ha una certa forma mentis, quella di tenere a mente un gran numero di nozioni fino al momento dell’esame. Poi si inizia con un altro esame e un altro ancora.
    Quelli che hanno questa forma mentis vanno benissimo agli esami, ma la gran parte di quello che hanno studiato dopo un po’ svanisce.
    Chi studia lentamente e ricorda anche dopo diversi anni è svantaggiato agli esami, ma sicuramente è più adatto alle attività lavorative.
    Ad un corso di aggiornamento mi è capitato di sentire una laureata con lode e con trenta e lode in statistica che chiede: “ma cosa sono i logaritmi?”.

  • chimera222

    25 gen 2012 - 09:14 - #29
    0 punti
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    non si parla di quelli che lavorano, quelli che iniziano dopo, ma degli studenti-studenti che dopo le superiori vanno all’università e non fanno altro
    martone ha ragione, ma rappresenta l’altra faccia della medaglia: i raccomandati-figlidipapà che il lavoro ce l’hanno garantito (e quale lavoro!) prima di iniziare a studiare
    la somma delle due cose: studentellisbarbatellibamboccioni e figlidipapàraccomandati costituiscono - mi dispiace ma è così - l’ossatura della classe dirigente italiana, vedete un po’ voi se si può andare da qualche parte in questo modo
    ah, per tutti gli altri: la vita dello studente-lavoratore, gli stage e incarichi a progetto, ecc. ecc. sperando di aver imbroccato la facoltà giusta (ad es. la veneranda ingegneria)

  • Profilo di caaritto73

    caaritto73

    25 gen 2012 - 17:24 - #30
    0 punti
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    Panoramix vieni su fugadapolis,lì non ti censura nessuno :D