
Il Pd continua a crescere nei sondaggi, che lo danno ormai stabile sopra il 28% e a circa sei punti dal Pdl. Ma la risalita del partito nel gradimento dell’elettorato non riesce a sanare le sue perenni divisioni. Ed è proprio questa una delle ragioni, come scrive Marcello Sorgi sulla Stampa, per cui il segretario Bersani resta così contrario alle elezioni anticipate. Al momento infatti il tempo gioca a favore dei democratici. Non solo: dopo aver sostenuto con convinzione l’esecutivo Monti, parte dell’elettorato del Pd (che apprezza le liberalizzazioni) non capirebbe un passo indietro. Inoltre, come sottolinea Stefano Menichini su Europa, una caduta di Monti lascerebbe sul tavolo numerosi problemi irrisolti, che si troverà inevitabilmente ad affrontare, e con meno libertà di manovra, il prossimo governo.
Molto improbabile quindi che Bersani decida di approfittare del momento vantaggioso e scelga di andare alle elezioni: meglio lasciare che Monti risolva le questioni più spinose e intanto il partito lavori per sanare le troppe divisioni. Un lavoro che si prospetta lungo e difficile, e che attraversa tutto lo spettro delle questioni politiche a partire proprio dal sostegno a Monti. Molti nel Pd, capeggiati dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, non gradiscono i tecnici e la loro politica: “Fanno un po’ pena i tecnici che per ottenere il consenso rincorrono i politici e fanno proclami e annunci da Vespa. Noi siamo favorevoli alle liberalizzazioni, ma il decreto del governo porta alla deregulation”.
Il partito è spaccato in due anche sul fronte lavoro: da una parte chi, come il vicesegretario Letta, appoggia il Governo su tutto la linea, o, come Ichino e la sua “flexsecurity”, ha idee sulle riforma del lavoro molto riformiste, e dall’altra il gruppone della sinistra Pd che su questi temi guarda al responsabile economico Fassina, che invece la pensa molto diversamente: “Non si deve giocare con la pelle dei lavoratori in una corsa verso il basso. Non voglio un contratto del lavoro unico, ma un contratto che tenda a includere sempre di più i lavoratori. L’agenda di Monti non è la nostra”. E per marcare la sua differenza dall’ala filogovernativa del Pd, Fassina ha incontrato i tassisti per ascoltarne proposte e rivendicazioni.
Ma la divisione forse più difficile da sanare riguarda l’annosa questione delle alleanze e della riforma elettorale. La famosa fotografia di Vasto è stata al momento messa in ibernazione, in attesa di capire come evolverà la riforma della legge elettorale e come si comporterà il Terzo Polo. L’alleanza con Vendola e Di Pietro piace all’ala sinistra del Pd ma fa paura ai centristi. Inoltre le posizioni dei tre partiti nei confronti del Governo sono diverse: il Pd sostiene Monti, l’Idv ha un comportamento ambiguo e Sel, fuori dal parlamento, lo critica senza mezzi termini. Proprio in questo cuneo vorrebbe inserirsi Nichi Vendola, che sta lavorando a un piano per unire la sinistra del Pd per consentirle di avere più peso quando si dovranno decidere le alleanze. Un modo per costringere anche Di Pietro - che continua a dirsi sostenitore del trio di Vasto ma che sembra sempre più lontano dall’orbita del Pd - a uscire allo scoperto, unirsi alla forza “sinistra Pd-Sel” e trattare con la segreteria del Pd da una posizione vantaggiosa. Dopo la scomparsa dei comunisti in Parlmento causata dalla “corsa solitaria” di Veltroni nel 2008, Vendola non vuole correre il rischio di ritrovarsi di nuovo solo.
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DalPD-L Allabrace
25 gen 2012 - 20:24 - #1„Tutti devono solidarizzare e mettersi in moto per protestare. Tutti devono avere la consapevolezza che, se non ci organizziamo per difendere i nostri diritti, ci massacreranno ancora di più. Fiumi di denaro scorrono nei conti correnti dei ricchi e del clero, nei paradisi fiscali. Questa è la politica di rastrellamento dei soldi dalle tasche dei lavoratori per farli confluire nelle tasche dei ricchi. Come si fa a pensare di togliere i soldi dalla circolazione e depositarli in conti correnti e poi dire che si crea lavoro. Senza circolazione del denaro non c’è lavoro nè produzione di ricchezza. Ci tengono fermi, con tutto il benessere che potremmo produrre per tutti. E’ un paradosso oramai mortale.“
“Basta col caro gasolio. Ora siamo disperati”
„Basta col caro benzina,i petrolieri si arricchiscono sempre di piu’ e chi lavora diventa sempre piu’ povero….anzi lavora gratis,cosi’ non si puo’ ci vogliono portare alla fame mentre i ricchi ingrassano come maiali.“
Meno male che qualche giudice sta indagando su questa bolla speculativa inventata con la complicità di questi mezzi uomini politichiesa
caligola
25 gen 2012 - 23:50 - #2Purtroppo la credibilità della politica è pari a zero. Le forze in campo sono le stesse di 15 anni fa con cambiamenti praticamente nulli, ovvero gli stessi personaggi che in un modo o nell’altro hanno contribuito ad azzoppare l’Italia. Non sarà certo una crisi a farli cominciare a ragionare sul lungo e periodo e non solo in ottica elezioni…
automatico
26 gen 2012 - 08:20 - #3Il pd sa benissimo che per governare, ieri come oggi ci vuole una vasta maggioranza in camera e senato, con chi crede di allearsi? con vendola? con di pietro?
se avesse avuto i voti andava ad elezioni, mica appoggiava monti, cosa credete?
zero idee da anni, questa e’ la verita’ del pd…