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Italia unter alles: cosa dicono in Germania della crisi e di noi

Pubblicato: 27 gen 2012 da Giulio Mattioli


“Am deutschen Wesen, soll die Welt genesen”, ovvero “Grazie alla presenza tedesca, il mondo guarirà”. Questo motto, coniato dal poeta romantico ottocentesco Emanuel Geibel, va tenuto bene a mente se si vuole capire il comportamento della Germania nella crisi dell’Euro.

Certo, oggi questo proverbio non è più molto popolare: essendo stato utilizzato nel corso della storia soprattutto da imperatori, nazisti e conservatori, è vissuto con imbarazzo dai tedeschi più progressisti. Eppure ci dice qualcosa di utile sulla storia culturale della Germania.

Per fare un’analogia: molti di noi rabbrividiscono a sentire “Franza o Spagna, purchè se magna“, e tuttavia è difficile negare che questa frase rappresenti un atteggiamento di fondo che ha contato (e conta ancora) molto nella storia del nostro paese.

Molti tedeschi condividono con francesi, britannici ed americani una convinzione particolare - che invece manca quasi del tutto agli italiani: quella che la loro società e le relative istituzioni siano le migliori, e che gli altri paesi avrebbero solo da guadagnare dal prenderli ad esempio.

Quando poi si parla di crisi dell’euro, entra in gioco anche un altro fattore: la memoria ancora fresca delle riforme del governo Schroeder. Tra gli anni ‘90 e l’inizio dei 2000, l’economia tedesca era in difficoltà: fresca di riunificazione, con una crescita scarsa e la disoccupazione alle stelle, ancora nel 2003 la Germania veniva definita dalla stampa anglosassone come “the sick man of Europe”.

Tutti i tedeschi ricordano bene quegli anni, e li citano spesso quando si parla della crisi nei paesi del sud Europa. Il ragionamento è: “noi abbiamo riformato le pensioni e tagliato lo stato sociale (comunque molto più generoso del nostro, ndr), e siamo tornati a crescere. Ora è il vostro turno di stringere un po’ la cinghia.

Quando il potente ministro delle finanze Schaueble o quello degli esteri Westerwelle mettono il veto sul potenziamento del fondo salva stati e sugli Eurobond e ripetono ossessivamente la loro ricetta per i paesi in crisi (risparmio, disciplina di bilancio, riforme strutturali), è questo che intendono: fate come noi, e guarirete. “Am deutschen Wesen..”, per l’appunto.

Secondo molti osservatori, tuttavia, le cose purtroppo non sono così semplici: alcuni, come il premio nobel per l’economia Paul Krugman, ritengono che l’idea teutonica di una “austerità espansiva” non abbia nessun fondamento economico.

I tedeschi credono che la loro esperienza mostri che l’austerità funziona: in fondo, anche loro hanno passato un brutto periodo una decina d’anni fa, ma poi hanno stretto la cinghia, e alla fine tutto si è sistemato. Non servirà probabilmente a niente, ma vale la pena di ripeterlo ancora: l’esperienza tedesca può essere generalizzata solo se troviamo qualche alieno là fuori con cui avviare scambi commerciali - e in fretta!

Il punto è che, come spiega Krugman nel prosieguo del suo post, la soluzione tedesca alla crisi degli anni ‘90 è stata portare la bilancia commerciale in attivo: più esportazioni che importazioni. Il problema è che poichè il mondo è un sistema chiuso, e i paesi europei esportano in gran parte tra di loro, è logicamente impossibile che molte altre economie seguano questo modello.

O meglio: sarebbe possibile se la Germania riducesse le sue esportazioni o aumentasse la sua domanda interna, al solo scopo di lasciare che gli altri paesi europei ne approfittino. Una soluzione che, per il momento, è tanto probabile quanto l’inizio di una politica di scambi commerciali con Marte.

(2 - continua)

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di emanuele777

    emanuele777

    27 gen 2012 - 12:54 - #1
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    bè basta farsi un giro in qualche ufficio pubblico italiano ed uno tedesco e vedere come cambia tutto dal giorno alla notte… per la nostra povera italia occorrerebbe mettere a capo di tutte le amministrazioni pubbliche e governi regionali team di tedeschi, il paese cambierebbe alla velocità della luce, e in meglio

  • Profilo di caligola

    caligola

    27 gen 2012 - 12:58 - #2
    0 punti
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    Secondo me un articolo interessante, sarebbe spiegare, dati alla mano, come la Germania sia passata dall’essere, a inizio 2000, uno Stato non in difficoltà ma certo non splendente (aveva un deficit notevole, ben superiore al nostro e quello spagnolo, una situazione economica non florida ed esportazioni che competevano con quelle nostrane, francesi e spagnole) all’essere il miglior Stato dell’eurozona dieci anni dopo.
    Perché? Grazie all’Euro, ovviamente. La Germania è in centro all’Europa e questo la favorisce già geograficamente, visto che le economie UE commerciano principalmente tra di loro. Inoltre l’euro ne ha favorito le esportazioni, essendo una moneta più debole del marco. Senza contare che tutti gli stati satelliti (Portogallo, Spagna, Grecia, Irlanda e non ultimo NOI) non hanno più potuto contare su una banca centrale per deprezzare moneta e sono ricorsi a soluzioni come il facilitare il credito al consumo, cosa che ha portato alla loro rovina.
    Non parlo per sentito dire, basta che guardiate la analisi di Mundell (premio nobel nel ‘99) su dove può essere applicata una moneta unica. Aveva predetto tutto, e senza difficoltà: gli stessi creatori dell’Unione Europea sapevano che una unione monetaria sarebbe stata insufficiente e che ci sarebbe stato bisogno di un’unione fiscale e politica per far funzionare l’Europa Unita. Però questo non è mai accaduto. L’UE è ferma al 2001.

  • Profilo di pigi

    pigi

    27 gen 2012 - 13:31 - #3
    1 punto
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    Dobbiamo andarcene più lontano possibile, a gambe levate, da questa gente. Non c’è niente da fare.
    La storia lo dimostra: in un unica entità, come dovrebbe essere l’Europa, se una nazionalità diventa egemone, le altre finiscono stritolate, in un modo o in un altro.
    Ce la vogliamo ricordare una proposta della Merkel? Gli stati che non hanno i conti in ordine perdono il diritto di voto. I loro cittadini perderebbero dunque i diritti politici.
    Questa mentalità denota una volontà di prevaricazione che può essere fronteggiata in un solo modo: levando il disturbo.
    L’alternativa è un impoverimento tale da farci perdere un quarto del PIL, come minimo. Che poi è quello che vorrebbero i tedeschi, perché il nostro apparato produttivo, gravato da tasse esorbitanti - che questo governo ha aumentato - non è in grado di sostenere il nostro reddito.
    Passeremo da una manovra all’altra. Fino a quando?

  • Profilo di valter29

    valter29

    27 gen 2012 - 15:19 - #4
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    La nostra realtà non è paragonabile quella tedesca e non parlo di economia che è una conseguenza. Parlo della mentalità e dei nostri “costumi” di vita. Giusto ieri un servizio delle IENE ha colto sul fatto dipendenti del Comune di Roma che timbravano per altri assenti, timbravano e poi uscivano disertando il lavoro. Noi abbiamo le numerose mafie, loro no. Noi siamo una nazione giovane che ha assemblato popoli completamente diversi per cultura, storia, tradizioni, modo di vita, ecc., loro sono nazione da secoli e molto potente. Noi siamo stati invasi da tutti e loro no. Solo al nord vi sono stati reazioni all’invasore, loro hanno invaso. Noi non abbiamo materie prime, loro ne hanno sempre avute. Noi abbiamo avuto un impero, per breve tempo, nel quale abbiamo rimesso soldi, loro hanno avuto imperi da sfruttare. Noi abbiamo continuato a scialare quando si aveva superato il limite di guardia, loro hanno fatto sacrifici al momento giusto. E potrei continuare. Logica quindi la posizione tedesca che non vuol farsi trascinare dalle altre disastrate economie della zona EURO per non vanificare i sacrifici fatti cui va aggiunto la sempiterna presunzione di essere superiori agli altri. Non mi sento di biasimare i tedeschi per il loro atteggiamento. Piuttosto pongo una domanda: cosa faremmo noi se dopo aver fatto sacrifici (come abbiamo iniziato a fare) dovessimo farne altri per aiutare popoli che hanno sperperato la loro ricchezza spendendo ben più di quel che potevano permettersi?

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    27 gen 2012 - 15:35 - #5
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    Io sono filo tedesco e sti paragoni non hanno senso.
    La loro struttura statale federale è assolutamente diversa dalla nostra struttura centralistica.
    Mettete un’italiano in germania e dopo poco tempo sarà come un qualsiasi altro tedesco.
    Mettete un tedesco in italia e dopo poco tempo sarà come un qualsiasi altro italiano.
    A berlino prima di tutto hanno ristrutturato l’esistente badando a non distruggere la natura.
    Qui si costruisce senza senso e si lascia andare in malora l’esistente.

  • Profilo di Franco2bis

    Franco2bis

    27 gen 2012 - 21:00 - #6
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    Siamo gli sfigati d’Europa (Martone docet).
    È inutile sbraitare e lamentarsi. Siamo gli ultimi della classe e ce lo stanno sbattendo in faccia. Punto.

  • Profilo di caligola

    caligola

    28 gen 2012 - 15:00 - #7
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    @pigi: se le cose continuano così è da andarsene sul serio … la mancanza di una classe politica in grado di agire e sopratutto IMPORRE il proprio volere all’Europa, si sente. L’Italia è comunque la terza economia europea, ma sembriamo l’ultima a giudicare dal nostro peso politico. Questo perché ce la facciamo bellamente mettere nel cu/lo… dai tedeschi in primis.

    @Valter: smettila di fare qualunquismi, il nostro paese avrà SICURAMENTE tutti i difetti del mondo, ma certamente l’attuale unione monetaria non aiuta… aiuta i tedeschi.

  • Profilo di sternig

    sternig

    28 gen 2012 - 23:03 - #8
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    @ caligola

    Forse ti sei perso qualche puntata della storia economica dell’europa e della Germania, innazitutto il debito della Germania è più grande ora che non 10 o 20 anni fa quando c’era ancora il ‘Deutsche Mark’.
    Inoltre la Germania era già un colosso mondiale negli anni 80′ quando già esportava, in termini assoluti, più degli USA e del Giappone stesso, tanto per intendersi.
    La vera forza della RFT è la buona amministrazione e la competitività della loro economia, essa dovrebbe essere presa da esempio da tutti i paesi dell’europa, infatti ci sono in europa numerose nazioni che stanno meglio della stessa Germania proprio grazie al fatto che le somigliano senza evrne la stessa forza economica e industriale.

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