Ancora una volta il capo dello Stato è entrato nel merito della crisi economica e politica, con critiche e proposte.
Nella giornata conclusiva della sua visita a Bologna Giorgio Napolitano ha lanciato un severo monito: “L’Italia deve uscire dalla crisi più sobria e più giusta”. Il presidente della Repubblica ha identificato il modello bolognese ed emiliano come quello dove non vi è soltanto “ricchezza e opulenza” ma c’è “una vita molto socievole”.
“Si può andare verso una nuova misurazione del benessere”, ha ricordato Napolitano; il modello emiliano mostra la possibilità di una vita “ugualmente molto gratificante anche se con un ridimensionamento del livello di redditi”.
Poi ha toccato altri temi caldi: “L’attuazione di misure sul federalismo fiscale non è una opzione ma un dovere di attuazione costituzionale” e ha chiarito che è necessario “andare al di là dell’impasse attuale. Vediamo cosa modificare ed innovare”.
E sulle Province: “Siamo rimasti a metà, la riforma deve essere una priorità”. C’è da sperare che i partiti non facciano come sempre orecchie da mercante?
stefano1966
31 gen 2012 - 18:52 - #1Il Modello Bolognese.
Che spettacolo che sei presidente.
Sei rimasto ai luoghi comuni di 20 anni fa.
Bologna non ha un sindaco decente da 20 anni.
E ogni giorno chiude un’azienda.
Ducati,Malaguti,ecc.
Che spettacolo.
caligola
31 gen 2012 - 19:07 - #2- la possibilità di una vita “ugualmente molto gratificante anche se con un ridimensionamento del livello di redditi”. -
Certo, come no. Detto da uno come lui poi, che ha vissuto una VITA da benestante e che ancora adesso comunque ha assicurato fino alla morte un futuro tutt’altro che ridimensionato a livello economico. Chi deve imparare a vivere sul “nuovo modello” sarebbero le generazioni future? Complimenti. Buffone pure lui, bravo solo a parlare del niente…
untouchable
01 feb 2012 - 09:20 - #3almeno non ha proposto il modello napoletano
valter29
01 feb 2012 - 10:54 - #4Napolitano certe cose dovrebbe dirle al suo caro Monti. Quando dice che bisogna attuare il federalismo fiscale (voluto e imposto dalla Lega) e per la questione delle Province a chi si rivolge? Allora non venga a blaterare ma lo imponga a Monti che in definitiva è una sua creatura. Monti fino ad oggi non ha minimamente inciso sull’assetto istituzionale italiano che, oltre a quanto sopra, prevedeva la seconda fase del federalismo come propugnato dalla Lega, cioè la fine del bicameralismo perfetto, il Senato delle Regioni e il dimezzamento dei parlamentari e sembra che non abbia proprio voglia di addentrarsi in questi temi. Male, molto male perchè simili riforme avrebbero dato soddisfazione agli italiani che avrebbero accettato meno malvolentieri i sacrici richiesti.
Caligola: in un mio precedente commento sulla differenza fra noi e i tedeschi mi ha definito “qualunquista”. A parte che avrei preferito che lei entrasse nel vivo del discorso e non che lo avesse liquidato in quel modo (ad es. sostenendo che non è vero che noi abbiamo molte mafie e loro no) vorrei che mi spiegasse due cose perchè evidentemente sono al di sotto della sua levatura: cosa si intende esattamente per qualunquismo e dove io sarei degno di tale appellativo. Cordialmente sempre.