Crisi di governo, diretta: oggi le dimissioni di Letta, poi consultazioni

Crisi governo extraparlamentare: oggi le dimissioni di Letta, poi le consultazioni.

ore 10:00 - “Se Renzi ci stupisce non è detto che gli voteremo contro – spiega il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini chiarendo che - mai nella vita entreremo in un governo di sinistra”. La soluzione ideale per la Lega Nord, continua Salvini, sarebbe andare alle elezioni subito:

Renzi sarebbe il terzo premier incaricato senza passare dal voto: queste cose succedono solo a Cuba o nella Corea del Nord.

ore 09:53 - Dovrebbe essere un’assemblea di parlamentari del Movimento 5 Stelle a decidere se e con quali modalità il gruppo politico dovrà partecipare alle prossime consultazioni del capo dello Stato. Dopo avere chiesto la messa in stato d’accusa di Giorgio Napolitano, il M5S potrebbe anche rifiutarsi di salire al Colle per esprimere la posizione del gruppo sull’attuale crisi di governo.

ore 09:48 - La prima reazione del Movimento 5 Stelle alla svolta di Renzi arriva dal cofondatore del movimento Gianroberto Casaleggio:

Fare previsioni fino al 2018 mi pare molto azzardato. Con Renzi per noi non cambia niente. Siamo interessati ai problemi dei cittadini e non dei partiti. Non voteremo la fiducia, valuteremo le singole proposte.

In merito ai dissidenti all’interno del movimento, Casaleggio ha risposto laconico:

Espelleremo i dissidenti dal Movimento? Non siamo stalinisti.

ore 09:40 - “Non siamo disponibili ad aderire a un governo connotato politicamente come di sinistra o di centrosinistra” ha dichiarato il segretario del Ncd, Alfano, rispondendo a Renzi che ha annunciato un nuovo esecutivo con la stessa coalizione che appoggiava Letta. “O si fanno grandi cose, come le riforme, o si va al voto e noi siamo pronti”, ha precisato. Alfano ha difeso l’ex premier Letta e il governo:

Cade per uno scontro nel Pd (...) Letta meritava parole più generose. Nulla è scontato. Se non si darà spazio alle nostre istanze, diremo no al nuovo governo,
ha avvertito Alfano.

14 febbraio 2014, ore 08:55: la crisi di governo è un fatto. Ieri, Giorgio Napolitano ha ricevuto il vicepremier, Angelino Alfano, che poi si è prodotto in una conferenza stampa in cui ha spiegato che dirà sì solamente a un governo d'emergenza.

Oggi Enrico Letta salirà al Colle per rassegnare formalmente le proprie dimissioni. A quel punto, la crisi di governo (che si preannuncia esclusivamente extra-parlamentare), sarà un fatto.

E inizierà il valzer delle consultazioni, che Giorgio Napolitano vorrebbe brevissime.

Crisi di governo, 13 febbraio 2014

20.10 Sarà Silvio Berlusconi a guidare la delegazione di Forza Italia che si recherà al Colle per iniziare le consultazioni di rito con Giorgio Napolitano. Consultazioni che seguono ogni crisi di governo.

19.20 Il Ncd di Alfano dovrebbe appoggiare il governo Renzi, a condizione però che non sia un governo politica, di sinistra e con orizzonte 2018.

17.43 Enrico Letta non partecipa alla direzione del Pd, cui scrive una missiva pubblicata dal sito del Governo:

«Carissimi,

penso che, in una giornata importante come questa, sia fondamentale che la discussione si sviluppi, e le decisioni conseguenti siano assunte, con la massima serenità e trasparenza. Per questo preferisco aspettare a Palazzo Chigi le determinazioni che verranno prese, in modo che tutti in Direzione si sentano liberi di esprimere valutazioni ed esplicitare le decisioni che ritengono opportune.

Vi ringrazio,

Enrico Letta»

Contestualmente, il premier ha annullato una visita a Londra in programma da tempo. Secondo quanto scrive l'Ansa, intanto, dopo l'intervento di Renzi Angelino Alfano e i tre ministri in quota Ncd (Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello e Beatrice Lorenzin), hanno raggiunto Letta a palazzo Chigi.

Crisi di Governo: la direzione del Pd del 13 febbraio 2014

Crisi di governo - Matteo Renzi

13 febbraio 2014 - La crisi di governo si apre alla direzione del Pd? - Dopo la sopravvivenza del governo ad ottobre, con il "tradimento" da parte di una parte della destra berlusconiana - poi confluita nel Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano - e con il cavaliere che si arrendeva, votando la fiducia al governo Letta, ecco che è il Partito democratico di Matteo Renzi ad aprire di fatto la crisi di governo.

Alla direzione del Pd si fanno già i saluti di rito e si parla del premier in carica al passato, ringraziandolo tanto per l'operato.

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