Responsabilità civile dei giudici, come funziona in Europa?

giudici responsabilità europa

Il governo ha subito la prima sconfitta alla Camera (con uno scarto di oltre 50 voti) su un emendamento del leghista Gianluca Pini al Ddl comunitaria 2011, emendamento che modifica il concetto di responsabilità civile dei magistrati. Rispetto alla legislazione attuale, il testo approvato alla Camera (e che il ministro Severino si è augurato che il Senato modifichi) prevede che i magistrati possano essere chiamati a rispondere in proprio e in solido da chi si ritiene vittima di errore giudiziario. Rispetto alla legislazione attuale, le novità sono essenzialmente due:


    1) il cittadino potrà agire contro il magistrato, e non più solo contro lo Stato.
    2) l'emendamento introduce il concetto di "manifesta violazione del diritto" che sostituisce (e amplia) i principi di dolo e colpa grave.

Per i promotori dell'iniziativa, si tratta di una "vittoria di civiltà" che servirà a responsabilizzare i giudici. Per tutti gli altri, si tratta di un'intimidazione nei confronti dei magistrati, approvata facendosi scudo di un'indicazione dell'Unione Europea. Ma come funziona la responsabilità civile dei giudici nel resto d'Europa? Paradossalmente, se l'emendamento Pini diventasse legge, l'Italia si troverebbe fuori dal diritto comunitario più di quanto non si trovi oggi.

In Francia, Germania, Portogallo, Belgio e Paesi Bassi il principio è lo stesso stabilito dalla legge Vassalli, con qualche differenza. Per esempio in Francia il cittadino può rivalersi sullo Stato, ma lo Stato, se condannato, può a sua volta rivalersi sul giudice in caso di "mancanza intenzionale particolarmente grave". Situazione simile in Belgio e Portogallo, con lo Stato che può rivalersi sul giudice solo in caso di dolo intenzionale. Nei Paesi Bassi la responsabilità è unicamente dello Stato che non può rivalersi sul giudice.

In Spagna invece Stato e giudice possono essere chiamati in solido a rispondere civilmente dei danni causati, ma solo dopo che un Tribunale apposito abbia stabilito che vi sia stato dolo o colpa grave. In Germania, come a tutt'oggi in Italia, la responsabilità civile è unicamente dello Stato. Fa eccezione l'Inghilterra che stabilisce "l'immunità giudiziaria": i magistrati non devono rispondere di nessun atto sottoscritto nell'esercizio delle proprie funzioni.

Tra i 264 deputati che hanno votato Sì all'emendamento, non ci sono stati solo i leghisti e i pidiellini, ma anche i radicali, che sulla responsabilità civile hanno costruito una lunga battaglia.

Nel 1987 il Partito radicale, assieme al Pli e al Psi, promosse un referendum per l'abrogazione degli articoli 55, 56 e 74 del codice di procedura civile del 1940 che fino ad allora avevano regolato la questione escludendo che Stato e magistrati rispondessero delle loro azioni.

Il referendum (che si tenne assieme a quello sul nucleare) vide una netta vittoria dei Sì. L'allora ministro di Grazia e Giustizia Giuliano Vassalli propose una legge, votata da Pci, Psi e Dc, che allo stesso tempo accoglieva e mitigava (e, secondo i radicali, tradiva) il risultato del referendum, escludendo che il magistrato potesse rispondere direttamente del proprio operato ma facendo ricadere la responsabilità sullo Stato.

Foto | ©TMNews

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 49 voti.  

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO