
Gianni Alemanno tuona contro la Protezione civile: «Ci avevano detto 35 mm di neve». E il sindaco di una Roma innevata chiede una commissione d’inchiesta.
Ma qualcosa non torna. Sia chiaro: se c’è da rilevare le responsabilità del Dipartimento, qui non ci si tira di certo indietro. Ma è possibile, ci chiediamo, che sia stato commesso un errore così marchiano?
Purtroppo per Alemanno, pare proprio di no. Anzi, l’errore arriva, se mai, dal suo staff. Ecco quel che scrive la Protezione civile:
«aspettando il lavoro della Commissione d’inchiesta auspicata dal sindaco Alemanno, date le informazioni scorrette che stanno circolando, [il Dipartimento] ritiene necessario puntualizzare alcuni aspetti. I 35 mm di cui parla il sindaco sono contenuti nelle previsioni giornaliere che il Centro Funzionale Centrale del Dipartimento ha inviato nei giorni scorsi al Centro Funzionale della Regione Lazio, dove, crediamo, lavorino tecnici ed esperti capaci di leggere tali dati»
Infatti, quando in meteorologia si comunicano i dati delle precipitazioni (per scoprirlo è sufficiente leggere la voce pluviometro su Wikipedia, anche se si presuppone che i tecnici specializzati lo sappiano senza nemmeno bisogno di un solo click online), si comunicano in equivalente d’acqua. E l’equivalente d’acqua è, esattamente, un decimo della densità nevosa. Quindi, continua il comunicato del Dipartimento di Protezione Civile:
«I 15-35 mm sono riferiti a cumulate di precipitazione di acqua equivalente: i tecnici, che leggono le previsioni e le traducono in informazioni intelligibili per tutti, sanno bene che 1 mm di acqua corrisponde a circa 1 cm di neve. Quindi, i 15-35 mm, se riferiti a neve, si trasformano in centimetri».
Alemanno tuona, ma su di lui, a quanto pare, piove una grossa figuraccia.
Foto | © TM News
tjnik72
04 feb 2012 - 17:28 - #1AH AH AH AH AH AH AH AH AH!!!
In Italia gli Schettino non mancano mai…
gigi30a
04 feb 2012 - 17:38 - #2a pensare che quando lo si è votato si è spacciato per uomo anti criminalità e della tolleranza zero
fabio nolli
04 feb 2012 - 17:54 - #3che poi, fosse la prima, di figuraccia…
nchomsky
04 feb 2012 - 19:40 - #4Ma oltretutto TUTTI (giornali media sedi della protezione civile) parlavano già da mercoledì di una forte nevicata e freddo intenso a ROMA entro due giorni, come poi è successo, Alemanno per dare l’allerta ai suoi oltre ai dati voleva anche una FOTO di come sarebbe nevicato?
DCBA
04 feb 2012 - 20:01 - #5Vabbè dai Gianni è la prima e ultima volta che sarai sindaco di Roma
gunny35
04 feb 2012 - 20:16 - #6Cosa saranno mai 30 centimetri, disse Rocco Siffredi…
acaro50
04 feb 2012 - 20:23 - #7E che come al solito da una certa città in giù, la favola si ripete.
Se ci sono i mezzi mancano gli autisti, se ci sono gli autisti mancano i mezzi, se ci sono autisti e mezzi manca la benzina.
gia.
05 feb 2012 - 09:56 - #8Allucinante come i paraocchi della propria appartenenza politica possano arrivare a difendere l’indifendibile. A Roma lo sapeva anche Alemanno che avrebbe nevicato forte, visto che già da giovedì aveva disposto la chiusura delle scuole. In alcuni punti (davanti a centri anziani, strutture pubbliche, metropolitane) sono stati portati anche sacchi di sale. E lì sono rimasti perché non c’era nessuno incaricato di spargerli. Né sono stati assunti spalatori, e quelle poche immagini televisive di un paio di fotogeniche addette dell’AMA che spalavano la neve in centro erano la solita mossa mediatica di un sindaco alla frutta che cerca di trasformare le sue bugie in realtà nell’illusione (chi si crede di essere, Berlusconi?) di controllare i media per fargli dire quello che vuole.
automatico
05 feb 2012 - 13:23 - #9sinistra scatenata a sciacallare su un evento (per roma) eccezionale.
erano 27 anni che non succedeva e la protezione civile aveva sottovalutato il problema.
a milano invece pochi cm di neve hanno creato molto caos e pochissimi mezzi si sono visti in azione, solo nelle vie principali ma pisapia e’ loro amico e tutti zitti…
nchomsky
05 feb 2012 - 13:38 - #1012
Negare la ormai più che chiara incapacità (unita ad una forte dose di faccia tosta) di Alemanno & co. nell’amministrare la capitale dopo innumerevoli prove negative in fatti - parole - opere - omissioni, parlando di sciacallaggio ogni volta che tutto ciò viene certificato è da ipocriti, specie se il PERSONAGGIO in questione è diventato SINDACO grazie ad una campagna elettorale basata nello sciacallaggio mediatico su tutto ciò che poteva portare voti…
nchomsky
05 feb 2012 - 13:42 - #11LA CRONACA DELL’INCAPACITà DIMOSTRATA DAL SINDACO
Il vertice di giovedì:
Bisogna dunque tornare indietro di qualche giorno. Alle 19.30 di giovedì 2 febbraio, quando Gianni Alemanno entra negli uffici della Protezione Civile accompagnato da Tommaso Profeta, l’uomo responsabile della sicurezza e dei piani di protezione civile della città. Gabrielli ha convocato il Comitato nazionale tecnico per discutere e aggiornare i piani per l’emergenza che ha colpito il centro-nord. È un tavolo dove normalmente non vengono invitati gli enti locali. Ma questa volta, quello che sta per abbattersi su Roma consiglia la presenza del sindaco, dei rappresentanti della provincia (l’assessore alla sicurezza Ezio Paluzzi) e della Regione (il dirigente generale Luca Fegatelli). Ad Alemanno, insomma, non sfugge il motivo per cui è stato convocato. Anche perché, il sindaco sa bene che la città che amministra è l’unica a non avere ancora, ad otto anni dall’entrata in vigore della direttiva che lo impone, un “centro funzionale” per il monitoraggio delle condizioni ambientali. Per sapere che tempo farà, Alemanno ha due soli strumenti: il televideo e la Protezione civile.
Il bollettino che gli viene consegnato è chiaro. I meteorologi prevedono per venerdì 3, fino all’alba del 4, “precipitazioni combinate” pari a 35 millimetri d’acqua. Con una postilla ovvia. Se sarà acqua o neve, dipende da dove si collocherà lo “0″ termico. Alemanno, che per giunta è un alpinista, dovrebbe sapere che quei 35 millimetri d’acqua, se trasformati in neve, significano 35 centimetri. E, almeno giovedì sera (al contrario di quanto dirà poi), la questione sembra essergli chiara. Si lascia infatti con Gabrielli con un impegno e una scommessa guascona: “Caro prefetto, allora ce la giochiamo con un grado. Venerdì osserveremo la temperatura. Se raggiungiamo lo “0″ in città, faccio partire il “piano neve”". Il capo della Protezione civile prende atto, ma insiste. Gli chiede se non ritenga opportuno allertare comunque il “Sitema nazionale di protezione civile”. Quello che consente di far affluire a Roma da altre parti del territorio nazionale, mezzi e risorse aggiuntive per fronteggiare l’emergenza. Alemanno ringrazia, ma declina: “Il piano c’è, non ho bisogno di nulla”.
Il fax che svela la menzogna:
Il sindaco, del resto, in quelle ore ha una sua coerenza. Sa così bene quello che sta per precipitargli sulla testa ed è così convinto di poter fare da solo che il pomeriggio del 2 ha disposto la chiusura delle scuole per venerdì e sabato. Ma c’è di più. Conosce a tal punto quale emergenza si avanza che martedì 31 gennaio, il suo Tommaso Profeta (l’uomo che è con lui alla Protezione civile), ha inviato alle 3000 associazioni di volontariato della città una comunicazione ufficiale che invita alla immediata mobilitazione. Leggiamo: “In riferimento all’informativa di condizioni meteo avverse protocollo RK 206/2012 e il possibile peggioramento della situazione meteo con rischio neve a quote basse, dalla serata del 31 gennaio, si ritiene indispensabile l’attivazione di presidi per far fronte alle eventuali esigenze di Protezione Civile, connesse all’assistenza alla popolazione”. Il sindaco chiede “a partire dalle 23 del 31 gennaio, fino a cessate esigenze”, squadre di 4 volontari che verranno pagati a forfeit (20 euro ciascuno).
Le tre telefonate:
È solo nella notte tra venerdì e sabato, quando comprende che il suo “piano neve” forse non è mai neppure partito, che Alemanno è aggredito dal panico. Alle 20 chiama una prima volta Gabrielli. “Per caso avete delle lame (gli spazzaneve ndr.)?”. Una domanda non solo tardiva, ma inutile, visto che il Dipartimento non ha mezzi propri. Alle 23, una seconda chiamata. “Ho bisogno di 50 tonnellate di sale”. E se possibile, questa nuova richiesta è ancora più surreale della prima, perché su Roma nevica ormai da oltre 12 ore e il sale, lo sa chiunque, va sparso prima che la neve attecchisca sull’asfalto. Intorno alla mezzanotte, l’ultimo grido di chi sta naufragando: “Mi dia l’esercito”, chiede Alemanno a Gabrielli confondendolo con il Prefetto, l’unico per legge autorizzato a far uscire mezzi e uomini dalle caserme.
acaro50
05 feb 2012 - 15:26 - #12Avanti Italia
Come al solito dobbiamo trovare un capro espiatorio da mettere alla berlina.
Cosi ci sentiamo con la coscienza pulita.
L’ultima nevicata eccezionale a Roma risale al 1956 cosa dovevano fare???
Col senno del poi, ci si può fare tante cose, sicuramente riempirci la bocca e le pagine di questo blog. come fa nchosky con la pubblicazione dei soliti articoli maniacali.
nchomsky
05 feb 2012 - 16:10 - #1315
“L’ultima nevicata eccezionale a Roma risale al 1956 cosa dovevano fare???”
Prepararsi con spazzaneve e sale (che vanno preparati o richiesti in prestito prima e non dopo)come proposto dalla protezione civile (in una riunione non certo fatta a caso ma per decidere il meglio da farsi date le previsioni meteo a rischio) ma rifiutato “da er più mejo de tutti”.
Ma qualche incarico (inteso come dovere a lui spettante) tocca anche ad Alemanno quale sindaco di Roma, o tutto (quando le cose vanno male) è sempre responsabilità di altri???
acaro50
05 feb 2012 - 16:34 - #14“Prepararsi con spazzaneve e sale (che vanno preparati o richiesti in prestito prima e non dopo)”
Forse sta sfuggendo che tutta l’Italia/Europa è in emergenza, in questo frangente ogni regione tiene ben strette le proprie disponibilità, senza privarsene, dando assistenza a chi per condizioni climatiche e storiche ne hanno meno bisogno.
Mi sembra una logica elementare.
Tenere un parco attrezzi/macchine per una evenienza che capita ogni 30-50 anni mi sembra assurdo,
quindi non rimaneva che chiederle, ma a chi……!!!!!…….
automatico
05 feb 2012 - 17:20 - #15la sinistra ha gola di potere…
tg3 scatenato contro alemanno, macchina del fango a spese pubbliche.
nchomsky
05 feb 2012 - 17:36 - #1617-18
“quindi non rimaneva che chiederle, ma a chi……!!!!!…….”
Non mi pare che avete le idee molto chiare sui fatti accaduti prima della nevicata…
Dai verbali della riunione di Giovedi tra Amministrazione Comunale - Regionale Protezione Civile e Prefetto:
“Il capo della Protezione civile prende atto (delle rassicurazione del Sindaco su il loro eventuale piano di intervento), ma insiste. Gli chiede se non ritenga opportuno allertare comunque il “Sitema nazionale di protezione civile”. Quello che consente di far affluire a Roma da altre parti del territorio nazionale, mezzi e risorse aggiuntive per fronteggiare l’emergenza. Alemanno ringrazia, ma declina: “Il piano c’è, non ho bisogno di nulla”.”
I mezzi quindi erano disponibili (almeno il minimo per fronteggiare le prime eventuali emergenze) se richiesti per tempo (anche dalla Toscana che aveva affrontato lo stesso problema nei giorni precedenti).
Non dovevano mica comprarli ma solo averli in prestito per i giorni critici previsti dal meteo della Protezione Civile….
Stefano75B
05 feb 2012 - 21:41 - #17Quando piove Roma si allaga, quando nevica la Capitale si blocca… e poi l’ultima vigliaccata di voler attribuire la colpa agli altri anche mobilitando di maggiorenti del Pdl. Alemanno è senza credibilità e dignità.
stefano1966
05 feb 2012 - 22:18 - #18Il solito gioco delle parti tra PD e PDL con scaricabarile e io son meglio tu sei peggio.
Non è nevicato solo a roma.
In Romagna è caduto 1 metro di neve in pianura e 2 metri in collina…e non è il Sestriere.
I sindaci,senza tante polemiche,hanno chiesto ai cittadini di spalare e dare una mano.
Di non aspettare…..la nevicata è stata eccezionale,quindi gambe in spalla e pedalare.
I Romani si son dati da fare.
I politici romani invece stanno litigando.
Come di solito il popolo agisce e i politici parlano,parlano….parlano.
automatico
06 feb 2012 - 08:00 - #19tanto i romani non ci pensano neanche a votare un sinistro come pisapia.
aumento dei biglietti dei mezzi pubblici del 50%, centro a pagamento, lavavetri e zingari dappertutto, Milano e’ in ginocchio, pensateci bene ad ascoltare la loro propaganda…
automatico
06 feb 2012 - 08:12 - #20o preferite un sindaco del pd come quella di genova che nonostante le previsioni in quel caso si, negative della protezione civile di pioggia forte , non chiuse le scuole e causo’ MORTI E FERITI.
la propaganda della sinistra in quel caso zitta zitta…
docreed76
06 feb 2012 - 13:32 - #21Propaganda di sinistra??? E’ stata la propaganda di sinistra ad abbandonare Roma e i romani nel caos più totale per 48 ore??E’ stata la propaganda di sinistra a scaricare la responsabilità verso gli altri e dire ai romani, che se non voglio la neve devono prendere la pala e toglierla??? Con tutti i problemi che sta incontrando l’Italia in questi giorni difficili, per automatico, i problemi gravi sono i i 50 lavavetri e i 1600 zingari di Milano e provincia, che rendono Milano invivibile. Voi con la neve a Milano come è andata??? 8 ore di traffico per tornare a casa??? 96 ore dalla nevicata e ancora la neve sta tutta là?? Avete un Sindaco che in 96 ore è stato più in televisione a pararsi le natiche e scaricare le colpe ad altri che a coordinare le operazione per l’emergenza??? Vuoi a Milano avete visto spazzaneve e spargisale?? Noi a Roma i 5 giorni neanche l’ombra. Complimenti automatico sarai tu che puzzi di propaganda??
automatico
06 feb 2012 - 14:11 - #22a milano comunque pisapia ha fatto ben poco, erano pulite solo le vie principali, nelle secondarie nessuno spazzaneve, se nevicava di piu’ erano guai…
docreed76
06 feb 2012 - 14:58 - #23“erano pulite solo le vie principali” ecco appunto da noi neanche quelle, se nevicava di più a Roma non erano guai (visto che ci siamo ritrovati nei guai per 30 cm di neve) ma una catastrofe senza paragoni. Dobbiamo ringraziare il Sole se oggi si può circolare per le strade di Roma senza morire, e non certo quell’incompetente bugiardo ladro scarica barile capace solo di dare poltrone ai suoi amichetti e campare di ideologie morte e sepolte.
moderatore
06 feb 2012 - 15:28 - #24Abbiamo dovuto moderare dei commenti dal momento che contenevano volgarità e illazioni che, come è specificato nelle linee guida per la moderazione, non sono ben accette.
ciompo981
07 feb 2012 - 05:00 - #25Ma quale destra e sinistra! Sono romani! Punto! E alemanno è un pugliese! Ecco spiegato tutto! Il veneto alluvionato si è ripreso da solo in due e due quattro! Genova alluvionata idem! Secessione subito da questi baluba incompetenti e parassiti!
Up
07 feb 2012 - 21:56 - #26automatico
05 feb 2012 - 12:23 - #9
-2
punti
sinistra scatenata a sciacallare su un evento (per roma) eccezionale.
erano 27 anni che non succedeva e la protezione civile aveva sottovalutato il problema.
a milano invece pochi cm di neve hanno creato molto caos e pochissimi mezzi si sono visti in azione, solo nelle vie principali ma pisapia e’ loro amico e tutti zitti…
Abbiamo trasmesso la favola di Automatico!!!!Peccato che automatico e l’unico milanese che ha il viale intasato dalla neve.Grazie Giuliano!!!!
ghoo
09 feb 2012 - 11:05 - #27solita storia incompetenti raccomandati al posto sbagliato
tuttacolpadipisapia
12 feb 2012 - 18:26 - #28secondo me pisapia ha fatto in maniera che le correnti portassero la neve a roma
nchomsky
23 feb 2012 - 19:10 - #29Diversamente onesti
di Marco Travaglio
Dice Emma Marcegaglia che il sindacato,
difendendo l’articolo 18, “protegge gli
assenteisti, i ladri, i fannulloni”. Quando poi la
sua frase scatena polemiche, la presidente di
Confindustria precisa che “a volte l’articolo 18 diventa
un alibi dietro cui si possono nascondere dipendenti
infedeli, assenteisti cronici e fannulloni”. E così, per due
volte, la signora ha perso un’ottima occasione per tacere.
Perché l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori non
obbliga affatto le aziende oltre i 15 dipendenti a tenerseli
anche se infedeli, assenteisti, fannulloni e ladri.
Semplicemente consente a chi viene licenziato senza
giusta causa o giustificato motivo di chiedere al giudice il
reintegro in azienda. Dopodiché il giudice stabilisce se il
licenziamento era motivato o pretestuoso: nel primo
caso reintegra, nel secondo no. Ora l’infedeltà, la
fannulloneria e il furto sono motivi più che giustificati
per licenziare: bisogna però, come per tutte le accuse,
dimostrarli. A questo punto occorre esaminare il pulpito
da cui viene la predica. Davvero la signora Marcegaglia
ha le carte in regola per accusare i sindacati di
proteggere i ladri? Dipende da che cosa intende per
“ladr i”. Se ladro è chi si appropria indebitamente di
denaro altrui, nella categoria rientrano gli imprenditori
che pagano tangenti e le accollano alla collettività
gonfiando i costi dei lavori; e per giunta vincono appalti
truccati, togliendo lavoro alle imprese più meritevoli ma
non avvezze alla mazzetta; e, per farlo, accumulano fondi
neri sottraendoli al Fisco, cioè costringendo altri a pagare
le tasse al posto loro. Che ha fatto in vent’anni
Confindustria per combattere la corruzione? Una
beneamata mazza. Anzi ha fatto molto per favorirla.
Quando B. depenalizzò il falso in bilancio mentre Bush
ne alzava le pene a 25 anni di galera, non si ricordano
vibranti denunce del sindacato degl’imprenditori, che
anzi era favorevole (memorabile l’entusiasmo di
Tronchetti Provera). Né appelli confindustriali al
Parlamento perché ratifichi la Convenzione
anti-corruzione di Strasburgo del 1999, che contiene
nuovi reati come l’autoriciclaggio e la corruzione tra
privati. Eppure la corruzione tra privati è tipica dei ladri
che derubano le aziende e tanto angustiano la sora
Emma: si tratta infatti del reato (punito in tutto il mondo
fuorché in Italia) commesso dai manager che affidano le
commesse non ai fornitori più capaci e convenienti, ma a
quelli che li riempiono di regali e di mazzette. Così le
imprese spendono di più, si impoveriscono, sono
costrette a licenziare e spesso a fallire. Articolo 18 o
meno. Capita spesso che, in una fabbrica, l’o p e ra i o
sorpreso a rubare un pistone o un cacciavite venga
licenziato in quanto ladro: molto più rari i casi di
capiufficio acquisti licenziati perché prendono mazzette
dai fornitori. Poi ci sono i manager che le tangenti le
pagano per vincere indebitamente appalti. E, in materia,
la signora Marcegaglia dovrebbe essere piuttosto esperta,
per motivi famigliari e istituzionali. Famigliari perché il
fratello Antonio e il suo gruppo hanno patteggiato la
pena (rispettivamente 11 mesi e 6 milioni di
risarcimento) a Milano per corruzione nel caso
Enipower: cioè per una maxi-tangente di 1 milione in
cambio di un appalto di caldaie da 127 milioni. In più i
magistrati stanno indagando su una rete di conti svizzeri
che sarebbero stati alimentati per un decennio da fondi
neri dei Marcegaglia per “operazioni riservate”. Motivi
istituzionali perché la prima fila delle assemblee di
Confindustria pare l’ora d’aria di San Vittore, tanti sono
gli imprenditori inquisiti e pregiudicati che la sora Emma
non s’è mai sognata di espellere in quanto “ladr i”. Fra
questi si segnalano i vertici del gruppo B., condannati in
Appello a risarcire 560 milioni per aver fregato la
Mondadori corrompendo un giudice. Se nemmeno
questi gentiluomini sono considerati ladri, resta da
capire chi sono, i ladri. Ma forse la sora Emma si ispira a
Trilussa: “La serva è ladra, la padrona è cleptomane”.