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Veritometro: Berlusconi più popolare di Merkel e Sarkozy?

Pubblicato: 06 feb 2012 da Giulio Mattioli

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“Sono ancora popolarissimo, quasi il doppio dei miei colleghi Merkel e Sarkozy”


Silvio Berlusconi, 3 febbraio 2011

Scoprite perchè dopo il salto

Silvio Berlusconi è di nuovo tra noi! Con un’intervista al Financial Times, l’ex premier è tornato ad eseguire i brani più popolari del suo repertorio, per la gioia dei fan e dell’autore del veritometro di polisblog.

Tra questi oltre al nuovo singolo “Non mi ricandiderò” anche i vecchi classici: da “C’è un complotto contro di me” a “Il più popolare sono io

Sono ancora popolarissimo, quasi il doppio dei miei colleghi Merkel e Sarkozy. Nei sondaggi, ho ancora personalmente il 36% della fiducia. Se cammino per strada fermo il traffico. Sono un pericolo pubblico e non posso uscire a fare shopping!»

Per pigrizia, farò una cosa che nessun buon giornalista dovrebbe fare: prendo per buona la cifra di Berlusconi, e mi limito ad informarmi sulla popolarità di Angela Merkel. Un paio di colpi di mouse e mi ritrovo su un recente articolo della Sueddeutsche Zeitung:

La cancelliera Angela Merkel ha raggiunto secondo un sondaggio della ARD il suo picco di popolarità degli ultimi due anni (..). Il 64% degli intervistati si sono dichiarati soddisfatti del suo operato - il miglior risultato dal dicembre 2009. La popolarità della sua coalizione (cristiano-democratici e liberali), al 42%, è anch’essa al suo massimo storico. Il 69% si dice d’accordo con l’affermazione che Angela Merkel è una “buona cancelliera“. 85% la considerano una politica “che rappresenta bene il nostro paese nel mondo“. Il 55% ritengono che Merkel opera “non come una donna di partito, ma come una figura bipartisan“.

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    06 feb 2012 - 16:26 - #1
    1 punto
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    Probabilmente il Berluska confonde il termine “Popolare” con “Famigerato”…

  • Profilo di donchisciotte

    donchisciotte

    06 feb 2012 - 17:20 - #2
    0 punti
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    Popolare non e’ una accezione necessariamente positiva,
    magari bonaria , ma non positiva.

    Un Popolare mentecatto….
    vedi che sta ?

  • Profilo di petauro2

    petauro2

    06 feb 2012 - 18:29 - #3
    1 punto
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    l’ex presidente di tutte le mezze falsità non perde occasione per fare breccia nei cuori dei disperati che hanno bisogno di un leader deforme e deviato.
    E’ talmente stucchevole che non c’è neppure più gusto a sbugiardarlo… E lo fa persino immotivatamente! E’ proprio devianza poco professionale la sua! ;)

  • Profilo di automatico

    automatico

    06 feb 2012 - 21:13 - #4
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    sempre meglio di bersani, l’ uomo della birretta triste…

  • Profilo di sternig

    sternig

    06 feb 2012 - 22:05 - #5
    0 punti
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    Berlusconi può delirare quanto vuole, la storia lo ricorder come uno dei più grandi cialtroni che abbiano in-governato il paese.

    Il primo che sia stato pubblicamente deriso dai colleghi europei.
    Il primo che sia stato indicato esplicitamente dai più importanti giornali economici europei come un personaggio molto negativo.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    25 feb 2012 - 12:22 - #6
    0 punti
    Up Down

    Di per sé
    di Marco Travaglio
    Francamente non si capisce che ci vanno a fare
    oggi, di sabato, in tribunale le tre giudici
    del processo Mills. Ma si prendano il weekend
    lungo per un pic nic fuori porta, pensino
    alla salute, si divertano e lascino perdere il processo.
    Ieri infatti, proprio sul filo di lana, è emersa la
    prova regina dell’innocenza dell’imputato. Casomai
    fosse sfuggita, l’on. Paolo Bonaiuti ha voluto riassumerla
    in una perentoria nota ufficiale che precede il
    comunicato del suo signore e padrone: “Le annotazioni
    del presidente Berlusconi, di per sé sole, imporrebbero
    una piena e totale assoluzione”. Ecco:
    “Di per sé sole”. Non c’è bisogno di indagini o processi:
    se lo dice l’imputato, non è il caso di procedere
    oltre. Anche se la Cassazione ha già stabilito che
    Mills fu corrotto dalla Fininvest per conto di B. Da
    ieri il diritto arcoriano si arricchisce di un nuovo
    istituto: l’autocertificazione. Funziona così. Il giudice
    domanda all’imputato: “Ha per caso scritto annotazioni?”.
    E lui, arrossendo un po’: “Ve ra m e n t e
    sì”. “Ce le può gentilmente anticipare?”. “Dopo lunghe
    e tormentate riflessioni, mi sono giudicato innocente”.
    “Ah, beh, allora è fatta: assolto. E scusi
    tanto per il disturbo”. Un modo come un altro per
    sfoltire i sovraccarichi: si condannano solo gli imputati
    che si dichiarano colpevoli, sempreché si trovi
    qualcuno così c0gli0ne. Ed eccole, le “annotazioni”
    che “di per sé sole imporrebbero” ecc. 1) B. si pavoneggia
    per il suo “record di tutto il sistema solare
    ” in fatto di inchieste, perquisizioni, processi, parcelle:
    ottimo sistema per convincere i giudici della
    propria innocenza, visto che neanche il più incallito
    delinquente abituale vanta numeri simili. 2) “Mil -
    ls è uno dei tantissimi avvocati di cui all’estero la Fininvest
    si è occasionalmente servita”. Peggio che
    mai: se Mills, che ha confessato di aver creato per
    Fininvest 64 società offshore, era solo uno dei “tan -
    tissimi”, figurarsi che avran fatto gli altri. 3) Mills rubò
    600 mila dollari a un armatore e poi, “per non
    pagare l’imposta”, “inventò che erano una donazione
    di Bernasconi, nel frattempo morto”. In realtà
    Mills scrisse al suo commercialista che quei soldi
    erano la ricompensa per le sue false testimonianze
    ai processi Gdf e All Iberian, in cui aveva “evitato a
    Mr. B. un mare di guai”. Ma, secondo Mr. B., mentì.
    Del resto, se un avvocato inglese ruba 600 mila dollari
    a un cliente, la prima idea che gli viene per nascondere
    il furto senza dare nell’occhio è accusare
    un capo di governo straniero: e chi se no? 4) Interrogato
    la prima volta a Milano, Mills confermò che i
    soldi glieli avevano dati i due B. Ma mentì perché
    “temeva di venire arrestato”. Primo caso al mondo
    di indagato che, per non essere arrestato, commette
    un altro reato. 5) Mills, testimoniando ai processi
    Gdf e All Iberian, fu “causa di due condanne” in primo
    grado per B.: ergo B. non aveva interesse a pagarlo.
    B. dimentica che, al processo Gdf, fu poi assolto
    perché mancava la prova del suo interesse ad
    addomesticare le verifiche fiscali: la prova avrebbe
    dovuto portarla Mills, ben conscio che un’appro -
    fondita ispezione su Tele+ avrebbe rivelato che il
    vero proprietario della pay-tv era B., in barba alla
    legge Mammì, tramite alcuni prestanome nascosti
    dietro le offshore. Ma Mills, testimone corrotto, non
    disse nulla e B. la sfangò. Però ultimamente – anno -
    ta B. – “Mills ha radicalmente escluso di aver mai ricevuto
    somme di denaro” per le due testimonianze.
    E B. esclude radicalmente di averlo pagato. Dunque,
    anche se la Cassazione ha già accertato il contrario,
    sono innocenti. Come insegna il Bonaiuti,
    noto giureconsulto della scuola del “di per sé”.