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“Sono ancora popolarissimo, quasi il doppio dei miei colleghi Merkel e Sarkozy”
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Scoprite perchè dopo il salto
Silvio Berlusconi è di nuovo tra noi! Con un’intervista al Financial Times, l’ex premier è tornato ad eseguire i brani più popolari del suo repertorio, per la gioia dei fan e dell’autore del veritometro di polisblog.
Tra questi oltre al nuovo singolo “Non mi ricandiderò” anche i vecchi classici: da “C’è un complotto contro di me” a “Il più popolare sono io”
“Sono ancora popolarissimo, quasi il doppio dei miei colleghi Merkel e Sarkozy. Nei sondaggi, ho ancora personalmente il 36% della fiducia. Se cammino per strada fermo il traffico. Sono un pericolo pubblico e non posso uscire a fare shopping!»
Per pigrizia, farò una cosa che nessun buon giornalista dovrebbe fare: prendo per buona la cifra di Berlusconi, e mi limito ad informarmi sulla popolarità di Angela Merkel. Un paio di colpi di mouse e mi ritrovo su un recente articolo della Sueddeutsche Zeitung:
La cancelliera Angela Merkel ha raggiunto secondo un sondaggio della ARD il suo picco di popolarità degli ultimi due anni (..). Il 64% degli intervistati si sono dichiarati soddisfatti del suo operato - il miglior risultato dal dicembre 2009. La popolarità della sua coalizione (cristiano-democratici e liberali), al 42%, è anch’essa al suo massimo storico. Il 69% si dice d’accordo con l’affermazione che Angela Merkel è una “buona cancelliera“. 85% la considerano una politica “che rappresenta bene il nostro paese nel mondo“. Il 55% ritengono che Merkel opera “non come una donna di partito, ma come una figura bipartisan“.
nchomsky
06 feb 2012 - 16:26 - #1Probabilmente il Berluska confonde il termine “Popolare” con “Famigerato”…
donchisciotte
06 feb 2012 - 17:20 - #2Popolare non e’ una accezione necessariamente positiva,
magari bonaria , ma non positiva.
Un Popolare mentecatto….
vedi che sta ?
petauro2
06 feb 2012 - 18:29 - #3l’ex presidente di tutte le mezze falsità non perde occasione per fare breccia nei cuori dei disperati che hanno bisogno di un leader deforme e deviato.
E’ talmente stucchevole che non c’è neppure più gusto a sbugiardarlo… E lo fa persino immotivatamente! E’ proprio devianza poco professionale la sua! ;)
automatico
06 feb 2012 - 21:13 - #4sempre meglio di bersani, l’ uomo della birretta triste…
sternig
06 feb 2012 - 22:05 - #5Berlusconi può delirare quanto vuole, la storia lo ricorder come uno dei più grandi cialtroni che abbiano in-governato il paese.
Il primo che sia stato pubblicamente deriso dai colleghi europei.
Il primo che sia stato indicato esplicitamente dai più importanti giornali economici europei come un personaggio molto negativo.
nchomsky
25 feb 2012 - 12:22 - #6Di per sé
di Marco Travaglio
Francamente non si capisce che ci vanno a fare
oggi, di sabato, in tribunale le tre giudici
del processo Mills. Ma si prendano il weekend
lungo per un pic nic fuori porta, pensino
alla salute, si divertano e lascino perdere il processo.
Ieri infatti, proprio sul filo di lana, è emersa la
prova regina dell’innocenza dell’imputato. Casomai
fosse sfuggita, l’on. Paolo Bonaiuti ha voluto riassumerla
in una perentoria nota ufficiale che precede il
comunicato del suo signore e padrone: “Le annotazioni
del presidente Berlusconi, di per sé sole, imporrebbero
una piena e totale assoluzione”. Ecco:
“Di per sé sole”. Non c’è bisogno di indagini o processi:
se lo dice l’imputato, non è il caso di procedere
oltre. Anche se la Cassazione ha già stabilito che
Mills fu corrotto dalla Fininvest per conto di B. Da
ieri il diritto arcoriano si arricchisce di un nuovo
istituto: l’autocertificazione. Funziona così. Il giudice
domanda all’imputato: “Ha per caso scritto annotazioni?”.
E lui, arrossendo un po’: “Ve ra m e n t e
sì”. “Ce le può gentilmente anticipare?”. “Dopo lunghe
e tormentate riflessioni, mi sono giudicato innocente”.
“Ah, beh, allora è fatta: assolto. E scusi
tanto per il disturbo”. Un modo come un altro per
sfoltire i sovraccarichi: si condannano solo gli imputati
che si dichiarano colpevoli, sempreché si trovi
qualcuno così c0gli0ne. Ed eccole, le “annotazioni”
che “di per sé sole imporrebbero” ecc. 1) B. si pavoneggia
per il suo “record di tutto il sistema solare
” in fatto di inchieste, perquisizioni, processi, parcelle:
ottimo sistema per convincere i giudici della
propria innocenza, visto che neanche il più incallito
delinquente abituale vanta numeri simili. 2) “Mil -
ls è uno dei tantissimi avvocati di cui all’estero la Fininvest
si è occasionalmente servita”. Peggio che
mai: se Mills, che ha confessato di aver creato per
Fininvest 64 società offshore, era solo uno dei “tan -
tissimi”, figurarsi che avran fatto gli altri. 3) Mills rubò
600 mila dollari a un armatore e poi, “per non
pagare l’imposta”, “inventò che erano una donazione
di Bernasconi, nel frattempo morto”. In realtà
Mills scrisse al suo commercialista che quei soldi
erano la ricompensa per le sue false testimonianze
ai processi Gdf e All Iberian, in cui aveva “evitato a
Mr. B. un mare di guai”. Ma, secondo Mr. B., mentì.
Del resto, se un avvocato inglese ruba 600 mila dollari
a un cliente, la prima idea che gli viene per nascondere
il furto senza dare nell’occhio è accusare
un capo di governo straniero: e chi se no? 4) Interrogato
la prima volta a Milano, Mills confermò che i
soldi glieli avevano dati i due B. Ma mentì perché
“temeva di venire arrestato”. Primo caso al mondo
di indagato che, per non essere arrestato, commette
un altro reato. 5) Mills, testimoniando ai processi
Gdf e All Iberian, fu “causa di due condanne” in primo
grado per B.: ergo B. non aveva interesse a pagarlo.
B. dimentica che, al processo Gdf, fu poi assolto
perché mancava la prova del suo interesse ad
addomesticare le verifiche fiscali: la prova avrebbe
dovuto portarla Mills, ben conscio che un’appro -
fondita ispezione su Tele+ avrebbe rivelato che il
vero proprietario della pay-tv era B., in barba alla
legge Mammì, tramite alcuni prestanome nascosti
dietro le offshore. Ma Mills, testimone corrotto, non
disse nulla e B. la sfangò. Però ultimamente – anno -
ta B. – “Mills ha radicalmente escluso di aver mai ricevuto
somme di denaro” per le due testimonianze.
E B. esclude radicalmente di averlo pagato. Dunque,
anche se la Cassazione ha già accertato il contrario,
sono innocenti. Come insegna il Bonaiuti,
noto giureconsulto della scuola del “di per sé”.