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L'agenda digitale del governo Monti

Pubblicato: 06 feb 2012 da Andrea Signorelli

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monti e profumo agenda digitaleOpen data, open source, cloud computing e smart cities. I quattro punti cardinali dell’agenda digitale del governo Monti presentata nel decreto legge sulle semplificazioni dovrebbero iniziare a vedere la luce da giovedì, quando si terrà il primo incontro della cabina di regia formata dal ministro dell’Istruzione Profumo, della Funzione pubblica Patroni Griffi e della Funzione pubblica Passera. Inizia quindi a prendere forma il progetto pensato dall’Unione Europea nel 2010 e i cui obiettivi dovrebbero essere raggiunti nel 2020, con l’eccezione della banda larga, per cui si prevede che già nel 2013 tutti i cittadini europei siano raggiunti dalla banda larga. Ma una banda larga “in piccolo”, niente 100 mega al secondo, ci si dovrà accontentare di averne 2.

Il primo punto riguarda l’accesso libero ai dati pubblici: per fornire tramite un sito dedicato del governo in modo trasparente le informazioni ai cittadini, dando anche la possibilità di creare applicazioni basate sugli open data. “Mettere un documento in Rete è utile solo se i dati sono scaricabili e riutilizzabili da tutti. Così i dati generano altri dati e può nascere un’economia di applicazioni civiche. Quante applicazioni per telefonino c’erano un anno fa? E oggi? E’ una cosa che sai dove inizia ma non dove finisce”, spiega il ministro Profumo a Repubblica.

Un progetto che diventa funzionante se contemporaneamente, come è nel progetto dell’agenda digitale, si utilizzano software aperti e si archiviano tutti i dati attraverso il cloud compunting, per condividere i dati tra le pubbliche amministrazioni e riuscire a fare un passo avanti verso la sburocratizzazione. Per cui, per esempio, a partire da maggio 2012 i pagamenti all’Inps potranno essere fatti solo via internet, come già si può fare oggi per l’iscrizione alle scuole e università. Ma il traguardo finale, e più ambizioso, sono le smart cities, città collegate digitalmente per quel che riguarda mobilità, risparmio energetico, sistema educativo, sicurezza, sanità, servizi sociali e cultura: “Sarà lo strumento per trasformare le tante esperienze, positive ma isolate fatte in giro per l’Italia, in prototipi per un progetto Paese - spiega Profumo - A partire dalla scuola dove il rapporto docente-discente si rovescerà e tutti potranno uscire dal microcosmo della classe per incontrare il mondo attraverso la Rete”.

Obiettivi finora sempre annunciati e mai realizzati, fatta eccezione per la posta elettronica certificata voluta da Brunetta. Ma per l’Italia è ora di darsi una mossa, come spiega il docente della Bocconi Francesco Sacco all’Unità: “A dire quanto l’Italia è indietro bastano due numeri: 8 e 51. Il primo dice che siamo ancora parte delle otto più grandi economie del mondo, il G8 appunto; il secondo è la classifica stilata dal World Economic Forum in base alla qualità di internet in ciascun Paese: 51esimi. Sono due cifre distanti, troppo distanti. E che prima o poi porteranno delle conseguenze”.

L’iniziativa del Governo potrebbe essere una delle ultime chance per approfittare delle nuove tecnologie per ridare slancio all’economia, come spiega ancora Sacco.


«Internet crea nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani. Nelle principali economie mondiali, in media per ogni posto perso ne ha creati 2,6 e principalmente nelle Piccole e medie imprese. In Francia, che ha un’economia molto simile alla nostra, se Internet fosse un settore varrebbe il 3,7% del Pil ed entro il 2015 il 5,5%, più di energia, trasporti o agricoltura. In Italia, invece, varrebbe circa il 2%. In Francia Internet ha creato un saldo positivo di 700.000 nuovi posti in 15 anni, rafforzando soprattutto le Pmi. In Italia soltanto 320.000, soprattutto nelle grandi imprese. Ma l’uso di Internet è più vantaggioso per le piccole e medie imprese che non per le grandi. Ogni euro investito da una Pmi francese in rete (siti, posta elettronica, software) si è tradotto in due euro di margine operativo e ogni euro speso in marketing online ha generato 2,5 euro di utile».

Ed è proprio la sfida che la cabina di regia voluta dal Governo vuole raccogliere: un paese digitale per rendere la pubblica amministrazione meno costosa sia per lo stato sia per i cittadini e incentivare giovani imprenditori a entrare nell’economia 2.0. “Se saremo bravi nasceranno tante startup tecnologiche che, con un po’ di capitale di rischio, possono diventare imprese solide. Il nostro ruolo è formare bravi cittadini del mondo che fra le altre cose siano capaci non di trovarsi un lavoro, ma di creare lavoro”.

Grandi progetti per cui servono soldi, che al momento non si vedono. I 600 milioni stanziati, ma che ancora non si sa da dove verranno presi, sono comunque troppo pochi, come dice a l’Espresso Maurizio Dècina, ordinario di Reti e Comunicazioni del Politecnico di Milano: “Sono nozze con i fichi secchi. I 600 milioni di euro stanziati sono davvero pochissimi, comunque del tutto insufficienti per un Paese come il nostro, dove il 40 per cento della popolazione non sa usare i computer”. E pochissimi anche se confrontati con i 4,5 stanziati complessivamente dalla Francia.

Foto | ©TMNews

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Flavia Marzano

    06 feb 2012 - 18:27 - #1
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    Dove si parla di Open Source nel Decreto Semplificazioni?

  • atteipapac

    07 feb 2012 - 00:01 - #2
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    la rete in Italia fa sicuramente pena, se entro il 2013 tutti potranno avere almeno 2Mbit/s potremmo dirci soddisfatti

  • Profilo di donchisciotte

    donchisciotte

    07 feb 2012 - 12:32 - #3
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    Sarei interessato anche io a sapere dove si parla di uso dell’Open Source (sarebbe un bel passo avanti)

  • Profilo di valter29

    valter29

    07 feb 2012 - 19:05 - #4
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    Io mi domando e dico se si devono sempre usare termini inglesi che almeno una parte di giovani capisce ma che suonano ostici per gente di una certa età. Possibile che non esista una traduzione italiana? Perchè sempre questa esterofilia? Nessuno si rende conto che in questo modo si mettono sempre più al di fuori della società gli anziani?

  • cansei

    08 feb 2012 - 11:07 - #5
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