L’audizione di ieri in Senato del capo della Protezione Civile Franco Gabrielli è stata seguita da un incontro di un’ora e mezza con il premier Mario Monti, durante il quale si sarebbe discusso su come potenziare la struttura che gestisce le emergenze, e che nell’ultima settimana è stata travolta da polemiche e accuse di inefficienza. A dire il vero, la volontà del governo di intervenire sulla Protezione Civile non è nuova, se è vero che già dall’insediamento si era parlato della necessità di cambiare l’attuale sistema. Sistema che, dopo il varo della legge 10/2011, sembra per dirla con le parole di Gabrielli “un Tir con il motore di una 500″.
La Protezione Civile in Italia ha avuto una vita piuttosto movimentata: solo nel 1976, dopo il terremoto del Friuli, fu deciso di creare la figura di un Sottosegretario con delega alle emergenze (il Democristiano Giuseppe Zamberletti, che ricoprì il ruolo quasi ininterrottamente per oltre un decennio) che negli anni successivi si trasformò in Commissario governativo. Dal 1982 venne creato il Ministero per il Coordinamento della Protezione Civile, affiancato dal Dipartimento della Protezione Civile, ma la struttura ministeriale venne presto accantonata in favore di un potenziamento del Dipartimento, guidato prima da un Sottosegretario del Ministero degli Interni e successivamente dal Capo del Dipartimento. Con la legge 401/2001, infine, le competenze vengono ricondotte alla Presidenza del Consiglio. È nella stessa legge che alla Protezione civile viene assegnata anche la gestione dei “grandi eventi”.
Nel 2009 il Governo Berlusconi provò a varare una riforma che avrebbe trasformato la Protezione Civile in una S.p.A. posseduta dalla Presidenza del Consiglio, ma il progetto non andò in porto sia per le resistenze della Corte dei Conti sia, soprattutto, per le inchieste sulla “cricca” che colpirono Bertolaso e la gestione dei “grandi eventi”. Nel giro di pochi mesi si è passati da un estremo all’altro, e con il varo del Milleproroghe 2011 il Governo ha limitato fortemente i poteri del Dipartimento.
Cosa dice in sostanza la legge 10/2011? La legge limita fortemente l’autonomia della Protezione civile per quanto riguarda il reperimento delle risorse per operare: al verificarsi di un’emergenza, sono le Regioni a dover reperire fondi aumentando le accise e le imposte regionali; se questo non basta, si può attingere al Fondo Nazionale di protezione civile. Peccato che il fondo sia azzerato dal 2004.
Inoltre la legge (che secondo i dietrologi è stata una vendetta di Tremonti contro i “nemici” Letta e Bertolaso) prevede che tutte le ordinanze di carattere finanziario, debbano essere concertate con il ministro dell’Economia, ascoltata anche la sezione regionale della Corte dei Conti. Significa che prima di agire sulle emergenze, la Protezione Civile deve aspettare due controlli preventivi.
Ma quali sono invece le soluzioni prospettate da Monti? Al momento non è ancora dato sapere, ma nei mesi scorsi si era parlato insistentemente della volontà di riportare la Protezione Civile sotto l’ala del ministero degli Interni – e il ministro Cancellieri era presente all’incontro tra Monti e Gabrielli. Monti ha chiesto al viceministro dell’Economia Grilli di reperire subito dei fondi per l’emergenza e questo, secondo indiscrezioni sarebbe la spia dell’intenzione del governo di ripartire la Protezione civile tra due ministeri: quello dell’Interno, a cui spetterebbe l’intervento sulle emergenze, e quello dell’Economia, a cui spetterebbe la gestione economica e il controllo delle spese.
Una soluzione, questa, che non incontrerebbe il favore dei diretti interessati, con Gabrielli che spinge invece per tornare a una situazione simile a quella pre-2011.
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pigi
08 feb 2012 - 16:22 - #1Sembra evidente che l’errore principale sia quello, commesso dal governo Berlusconi 2001-2006, di aver messo insieme la protezione civile con la gestione dei “grandi eventi”, tipo il G8.
Ci vuol poco a capire che sono avvenimenti da gestire in modo completamente diverso: per le emergenze deve valere il massimo della rapidità e del pragmatismo.
I grandi eventi possono essere gestiti con le normali procedure per l’affidamento dei lavori, e se queste fossero troppo bizantine e troppo lente è l’occasione buona per semplificarle per sempre e per tutte le occasioni.
La scelta di affidarli alla protezione civile per semplificare l’iter è un tipico trucchetto da azzeccagarbugli, di cui il governo Berlusconi ha dato tanti esempi, e che sono sempre stati controproducenti per tutti, Berlusconi compreso.
dani83
08 feb 2012 - 16:48 - #2concordo con pigi … aggiungendo che bisogna comunque dare sempre un occhio al budget e a i fornitori a cui la protezione civile si appoggia per non ricadere piu nei vecchi errori.
automatico
08 feb 2012 - 21:09 - #3ma torino che e’ in ginocchio da 10 giorni per la neve non la nomina nessuno?
ah no, e’ vero, il sindaco fassino e’ di sinistra e si deve tacere…
dani83
08 feb 2012 - 23:29 - #4Mah io sono stato a Torino in questi giorni e non mi è sembrato che fosse così in ginocchio, anzi si circolava molto bene …
certo che è brutto non sapere cosa dire caro automatico .