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Ore 12 - Da Berlusconi-Bossi a Monti-Draghi: miserie e miracoli della politica Made in Italy

Pubblicato: 10 feb 2012 da Massimo Falcioni

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altroFino a poche settimane addietro, all’estero, il binomio rappresentativo della politica Made in Italy corrispondeva a Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, anche se sul ponte di comando, insieme al Cav, c’era Umberto Bossi.

Di fatto l’Italia era in mano a B&B, un “duo” da “gatto e la volpe” che, oltre ad avere negato la realtà della crisi e aver operato solo per se stessi (leggi ad personam ecc.) e per le cricche amiche, ha tolto al Paese ogni credibilità e “peso” politico a livello internazionale. Insomma, con B&B, l’Italia era ridotta alla canna del gas, una nazione spolpata e da evitare, l’ultimo vagone del treno Europa, protagonista per le barzellette, i bunga bunga e i processi del premier e per le volgarità e le minacce bofonchiate dal Senatur.

Su Ore 12 non mancano tirate d’orecchie a Mario Monti e ai suoi ministri: forti con i deboli e deboli con i forti. Ma come non riconoscere la differenza abissale fra oggi e prima? E non è solo una questione di stile e di linguaggio.

A dire il vero, il nuovo binomio è … anomalo, formato dal premier Mario Monti e dal presidente della BCE Mario Draghi.

Due italiani “autorevoli” che non raccontano barzellette o volgarità ma che, per come stanno affrontando (pur su piani diversi) la crisi – con l’azione pur durissima di risanamento e l’impostazione pur non lineare della ripresa – stanno riportando l’Italia nella prima fila, non solo in Europa, come dimostrano i riconoscimenti a Monti del presidente Usa Barack Obama: “Mai così forte il legame con l’Italia. Il vostro premier ha avuto una partenza poderosa. Roma è una diga per l’Euro, aiuterà la ripresa americana”. E’ poco? Forse.

Ma sono tasselli decisivi – limitati dalla latitanza dei partiti sostanzialmente storditi e rinchiusi nei propri guai e nei propri privilegi - per la premessa di una vera svolta per uscire dal tunnel.

“Monti e Draghi – dice il direttore di Radio 24 Fabio Tamburini – sono diventati i simboli della ripresa, stanno dimostrando che si può battere la crisi e il cupo pessimismo dilagante”. Ottimismo esagerato? Vedremo.

D’altronde Monti non è, per fortuna, l’emulo di Lenin. Tanto meno il replay “presentabile” di Berlusconi.

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1 commento

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  • Profilo di pigi

    pigi

    10 feb 2012 - 13:27 - #1
    -2 punti
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    Se la gente preferisce essere tartassata da Monti pur di non avere più al governo Berlusconi, vuol dire che ormai il nostro tasso di tifoseria politica ha raggiunto un livello da ultrà.
    Questo è un governo di destra, anzi, di destra medioevale e feudale, quando si tassavano i beni posseduti e le persone, non i redditi. Quando i titoli passavano dal padre al figlio e le caste comandavano sul popolo.
    Cosa c’è da essere contenti se da un governo di centro-destra passiamo ad uno di destra medioevale non si capisce, se non con l’avversione verso il barzellettiere Berlusconi.