
Si fa sempre più tesa la situazione in Grecia, proprio all’indomani dell’accordo che doveva allontanare il paese dal rischio default, pericolosamente materializzatosi nelle ultime settimane. I sindacati hanno proclamato 48 ore di sciopero generale per protestare contro le misure di austerity chieste dall’Europa e approvate dal governo.
Lo sciopero, sin da stamattina, è presto degenerato in guerriglia urbana tra manifestanti e polizia. In piazza Syntagma si sono riunite fin dalla prima mattina oltre 7mila persone, e il malcontento è presto sfociato in violenza: i manifestanti hanno attaccato la polizia con molotov e pietre, e le forze di sicurezza hanno risposto con cariche e lacrimogeni.
Al momento il bilancio è di quattro feriti e cinque arresti, ma gli scontri continuano e la polizia si sta schierando a difesa del palazzo del Parlamento e delle altre sedi istituzionali, che i manifestanti stanno cercando di assaltare. In mattinata, alcuni lavoratori hanno occupato gli uffici del Ministero delle Finanze.
Tutto questo non fa che mettere ancora di più all’angolo il governo Papademos, dopo che l’Eurogruppo ha rimandato a mercoledì prossimo la decisione di sbloccare 130 miliardi di aiuti per Atene. Prima di quella data, il Parlamento dovrà ratificare l’accordo trovato tra governo e autorità europee, e l’approvazione non sembra scontata.
Oggi diversi membri del Pasok, il partito dell’ex premier Papandreou, si sono dimessi per non dover votare sì all’accordo, e il partito di estrema destra, Laos, sembra sul punto di uscire dalla maggioranza, con la conseguenza di far cadere il governo.
Intanto il ministro delle Finanze Venizelos torna ad agitare lo spettro di un’uscita dall’euro, che già nei mesi scorsi spaventò non poco l’Eurogruppo. Resta da capire se in questo caso la minaccia è rivolta ai partner europei o ai partiti che appoggiano il governo.
E in Italia? La questione greca resta in primo piano nella visita di Monti in Usa, con il premier che rassicura sulla solidità italiana, e si augura una soluzione rapida.
Da sinistra arrivano invece critiche all’approccio dell’Unione Europea, sulla scorta di una lettera che il capogruppo dei socialisti-democratici al Parlamento Europeo, Hannes Swoboda, ha inviato a Barroso, e in cui si dice, tra l’altro “L’approccio punitivo e ideologico della troika al problema della sovranità greca è un grave tradimento del modello sociale europeo e della solidarietà che è un principio fondante dell’Unione” e si invita Barroso e il commissario Olli Rehn a riferire a Strasburgo.
Per seguire la giornata di scontri in corso, c’è il liveblog di RadioBubble.gr, in inglese.
Foto | ©TMNews
caligola
10 feb 2012 - 17:37 - #1La Grecia a questo punto DEVE uscire dall’euro. Gli unici a cui interessa che rimanga dentro sono i tedeschi, le cui banche hanno pesanti investimenti in quel paese.
Ma ha senso che una nazione sia obbligata a fare tali sforzi? Secondo me no, arrivati ad un certo punto le manifestazioni di piazza diventano un insulto alla democrazia. Ormai è CONCLAMATO che la maggioranza dei greci non voglia questo futuro di austerità estrema, quindi che senso ha che siano obbligati ad affrontarlo? Dove sarebbe la supposta democrazia?
La Germania è ora che si svegli: dopo un default della Grecia dovrà decidere definitivamente se volere davvero l’unificazione europea o continuare a godere dell’unità monetaria a discapito delle persone che vivono nei paesi in difficoltà.
stefano1966
10 feb 2012 - 19:54 - #2Il Poasy ha sostanzialmente chiesto l’arresto dei rappresentanti della Troika.
In pratica la polizia greca si sta preparando ad attuare un colpo di stato.
Tutta la mia solidarietà al popolo Greco.
fabiopbannato
10 feb 2012 - 20:27 - #3http://www.beppegrillo.it/2012/02/la_polizia_grec/index.html
per completare quando scritto da stefano1966
stefano1966
10 feb 2012 - 22:07 - #4Volendo si può andare anche direttamente sul sito Poasy per leggere la lettera.
Nel senso che non è allarmismo.
E’ proprio un comunicato ufficiale rilasciato nel sito.
Ma….come diceva Monti da Gad….
http://www.youtube.com/watch?v=Qq7omxEXhR8
la Grecia è la prova che l’euro funziona.
Dalle mie parti si dice “meglio toccarsi i maroni”.