Calderoli insulta il Ministro Kyenge, poi si scusa. Napolitano: "Indignato"

Volgarità inaudita dall'ex Ministro per le semplificazioni, autore della legge elettorale e attuale vicepresidente del Senato.

Roberto Calderoli

Calderoli: "Mi sono scusato"

Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato nel bel mezzo della bufera per l'infausto appellativo al ministro Cecile Kyenge, ha dichiarato di aver chiesto scusa, personalmente, al ministro:

"Ho parlato al telefono col ministro Kyenge e mi sono scusato. Ci siamo chiariti e ci siamo dati appuntamento in Parlamento per un confronto franco e leale."

Questa mattina aveva pubblicamente cercato di minimizzare, gettando inutilmente acqua sul fuoco viste le polemiche insorte, invitando il ministro Kyenge al Berghemfest di agosto, per un incontro personale volto a seppellire l'ascia di guerra. Roberto Maroni, segretario federale della Lega Nord e Presidente della Regione Lombardia, ha plaudito alle scuse di Calderoli, sottolineando come alla Lega Nord interessi contestare non le persone, bensì le idee che queste portano avanti.

Napolitano: "Indignato"

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in merito alle parole del vicepresidente del Senato Calderoli sul ministro Cecile Kyenge, alle minacce ricevute via internet da Mara Carfagna e all'incendio doloso occorso al liceo Socrate di Roma per mano di sconosciuti, si è detto, riferiscono alcune fonti del Quirinale

"colpito e indignato per i gravi episodi di questi giorni che dimostrano tendenze all'imbarbarimento della vita civile e affronterà il tema nell'incontro con la stampa del prossimo 18 luglio."

Enrico Letta: "Parole inaccettabili, oltre ogni limite"

Aggiornamento 14 luglio 2013, ore 18.30 - Non si arrestano le polemiche per le parole razziste proferite ieri dal vicepresidente del Senato Calderoli sul ministro Kyenge; le parole di Calderoli spaccano anche internamente la Lega, che si divide tra "no comment" (Gianluca Pini), commenti di solidarietà per il "tritacarne mediatico" (Matteo Salvini) riservato a Calderoli e altri di condanna (Francesco Speroni).

Salvini in particolare ce l'ha con i giornalisti, che avrebbero creato un caso mediatico sulla "battuta" del collega di partito, dimenticando che una "battuta" fa ridere mentre le frasi di Calderoli no, nemmeno a sforzarsi: se il problema continua ad essere chi riporta le notizie e non chi le produce è evidente che la verità intellettuale in Italia resterà sempre un'utopia difficile da raggiungere.

Francesco Speroni si è invece spinto oltre, dichiarando:

"Dal punto di vista fisico Calderoli può anche avere ragione. D'altronde si diceva che Celentano sembrasse uno scimpanzè. I paragoni tra animali e personaggi ci possono stare. Non si tratta assolutamente di razzismo, perchè ognuno può dire quello che vuole. [...] La Kyenge? Beh, è rotondella e paffuttela... mi ricorda l'omino della Michelin."

Una solidarietà che è più che altro l'ennesima scivolata su una buccia di banana. A proposito di oranghi.

Aggiornamento 14 luglio 2013, ore 13.16 - E' una vera e propria girandola di dichiarazioni di sdegno quella che si sta verificando in queste ore, in seguito alle incredibili frasi del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli rivolte al ministro Cecile Kyenge. A nulla è valsa la parziale retromarcia dello stesso Calderoli:

"Ho parlato in un comizio, ho fatto una battuta, magari infelice,ma da comizio, questo è stato subito chiaro a tutti i presenti. Non volevo offendere e se il ministro Kyenge si è offesa me ne scuso, ma la mia battuta si è inserita in un ben più articolato e politico intervento di critica al ministro e alla sua politica."

Niente da fare: Pd e Sel chiedono all'unisono le dimissioni di Calderoli dalla vicepresidenza del Senato, ma anche il segretario del Pdl, vicepremier e ministro dell'Interno Angelino Alfano ha definito le parole di Calderoli "inaccettabili". La diretta interessate, il ministro all'integrazione di origine congolese Cecile Kyenge ha invece commentato con uno stile decisamente nobiliare:

"Ascoltando queste parole provo rammarico. Bisogna usare la propria visibilità per trasmettere messaggi costruttivi. Chi siede nelle istituzioni deve cercare di utilizzare la propria posizione per confrontarsi: ben vengano le critiche costruttive purchè basate sui fatti, non sulle offese."

Il Presidente del Senato Grasso e la Presidente della Camera Boldrini hanno invece espresso la loro totale solidarietà al ministro Kyenge, che sembra oramai essere il bersaglio preferito dell'ineleganza razzista della Lega Nord, molto più occupata a insultarla che non a ricostruire quel movimento del nord lacerato dalle inchiesta giudiziarie che hanno coinvolto tesoreria, dirigenza e la famiglia Bossi.

Su Twitter l'attore Alessandro Gassman ha lanciato il trend #Calderolizziamoci: una risata vi seppellirà (hanno già aderito Ricky e Gianmarco Tognazzi)


Aggiornamento 14 luglio 2013, ore 11.52 - Ha commentato così, con parole durissime, il primo ministro italiano Enrico Letta le dichiarazioni del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli sul ministro Cecile Kyenge:

"Le parole riportate oggi da organi di stampa e attribuite al senatore Calderoli nei confronti di Cecile Kyenge sono inaccettabili. Oltre ogni limite. Voglio esprimere piena solidarietà e sostegno, mia e del governo, a Cecile: andiamo avanti con il tuo ed il nostro lavoro."


Il leghista Roberto Calderoli, il cui nome è legato nella storia politica italiana con la legge elettorale da lui stesso ribattezzata Porcellum, aveva detto che il ministro dell'integrazione di origine congolese gli fa "pensare ad un orango". Per qualche ora le critiche al vicepresidente del Senato sono state il top trend su Twitter di ieri.

Roberto Calderoli a Cecile Kyenge: "Non posso non pensare ad un orango"

Roberto Calderoli insulta pesantemente il Ministro Cecile Kyenge dal palco della festa della Lega Nord a Treviglio, come racconta il CorSera.

Inizia così:

«Fa bene a fare il Ministro, ma forse lo dovrebbe fare nel suo Paese. È anche lei a far sognare l’America a tanti clandestini che arrivano qui»

E chiosa, quindi, in maniera incommentabile:

«Io mi consolo quando navigo in Internet e vedo le fotografie del governo. Amo gli animali, orsi e lupi com’è noto, ma quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di orango»

Di insulti alla Kyenge ne sono arrivati a non finire, da siti neonazisti alle dichiarazioni di Borghezio, da Dolores Valandro ad Anna Maria Giovacchini (gli ultimi tre, tutti di provenienza leghista).

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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