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Italia unter alles: cosa dicono in Germania della crisi e di noi

Pubblicato: 13 feb 2012 da Giulio Mattioli

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Grecia: il parlamento approva l’ultimo piano di austerità mentre decine di migliaia di persone manifestano ad Atene, con scontri e violenze nel centro della città. Ieri sera la notizia principale sulle pagine online dei principali quotidiani europei era questa, e le immagini della città in fiamme erano una scelta ovvia per il corredo grafico.

Eppure, c’è un’eccezione di rilievo: la stampa tedesca. Date un’occhiata alla gallery di screenshot, scattatati poco dopo la mezzanotte di ieri. Su i siti di Spiegel, Sueddeutsche e FAZ non si vedono roghi né violenze. La scelta dei grafici è caduta invece sulle foto che vedono alcuni deputati greci gridare, gesticolare, lanciare fogli.

Solo un ritardo nell’aggiornamento dei siti? Probabile. Eppure il fatto solo la stampa tedesca abbia proposto queste immagini dell’assemblea potrebbe avere anche un’altra spiegazione..

Le rivolte in Grecia viste dai siti web dei quotidiani europei
Le rivolte in Grecia viste dai siti web dei quotidiani europei Le rivolte in Grecia viste dai siti web dei quotidiani europei Le rivolte in Grecia viste dai siti web dei quotidiani europei Le rivolte in Grecia viste dai siti web dei quotidiani europei

Tra media, politici e opinione pubblica tedesca è largamente condivisa un’interpretazione della crisi greca che suona più o meno così: il paese ha vissuto al di sopra dei propri mezzi per lungo tempo, ed è affetto da gravi problemi di corruzione, organizzazione e indisciplina.

La soluzione? Correggere queste “anomalie” della mediterranea Grecia, per renderla più simile all’efficiente modello tedesco. Una volta fatti questi “compiti a casa”, la crescita economica arriverà più o meno naturalmente e il debito sparirà.

Un’interpretazione che ha molti limiti, come abbiamo visto nelle puntate precedenti di Italia unter alles. In particolare, diventa difficile spiegarsi la contrarietà di massa dei greci all’austerità, che sta dietro alle grandi manifestazioni e alle violenze.

Migliaia di ateniesi in piazza per difendere il loro diritto a ritmi “mediterranei” da dolce vita? Gente disposta a bruciare edifici per impedire che la corruzione venga estirpata dal suo paese? Troppa attenzione alle proteste rischierebbe di mettere in crisi le convinzioni radicate di giornalisti e lettori tedeschi. E’ quella che gli psicologi chiamano dissonanza cognitiva.

Le immagini dei disordinati parlamentari greci (che nessun altro quotidiano europeo mette in evidenza) offrono una soluzione più comoda: trasmettono l’idea di una classe dirigente incapace ed attaccata ai propri privilegi. Confermano i lettori nella convinzione che un po’ più di ordine teutonico non farebbe poi male ai greci. Riducono la dissonanza cognitiva.


Considerate ora i seguenti fattori: lo stato dell’economia nella penisola; la reputazione dell’Italia in Germania; la sciagurata propensione alla sceneggiata di molti nostri parlamentari. Ce n’è abbastanza per concludere che è solo una questione di tempo prima che anche all’Italia tocchi un trattamento del genere da parte della stampa tedesca.

(5 - continua)

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • Profilo di caligola

    caligola

    13 feb 2012 - 18:42 - #1
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    La Grecia fallirà, prima o poi. Non si può continuare a perseguire questa strada e che va bene solo alla Germania. Se i greci vogliono uscire dall’euro e fare bancarotta, LO FACCIANO. Sono o no una democrazia? La Germania sta giocando col fuoco per salvare le proprie banche che hanno investito in Grecia… e credo che prima che la cosa possa arrivare qui da noi si saranno già fatti una doccia fredda col fallimento greco.