Ilva: tumori a Taranto, Bondi dà la colpa alle sigarette

"Morti e malattie sono in diminuzione negli ultimi anni". Per poi descrivere una situazione assolutamente "sotto controllo" e "senza alcuna emergenza sanitaria".

La percentuale superiore alla media di tumori a Taranto è colpa delle "troppe sigarette che si fumavano in città negli anni Settanta". La frase che ha aperto una vera e propria crisi politica è di Enrico Bondi, commissario del governo per l'emergenza Ilva. Il ministro Andrea Orlando ha convocato urgentemente proprio Bondi.

Polemiche a Taranto

Il commissario cita una relazione di 44 pagine, preparata da quattro suoi consulenti e inviata nei giorni scorsi alla Regione Puglia e alle autorità sanitarie locali. E aggiunge: "Morti e malattie sono in diminuzione negli ultimi anni". Per poi descrivere una situazione assolutamente "sotto controllo" e "senza alcuna emergenza sanitaria".

E ancora: "I dati sono sballati. C'è troppa enfasi sul possibile ruolo dell'impianto siderurgico, effetto della pressione mediatico-giudiziaria e non di giustificazioni scientifiche". Il primo a infuriarsi per questa relazione e per queste parole è stato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: "E' inaccettabile".

A lui si sono aggiunti il Pd (Anna Finocchiaro e Antonio Decaro) e le associazioni ambientaliste. Silenzio da parte del sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, e dal Pdl. Come detto, il ministro dell'Ambiente Orlando ha immediatamente convocato Bondi per ricevere delle spiegazioni. Le associazioni ambientaliste, invece, si chiedono se Bondi sia commissario del governo o dell'azienda.

Foto | © Getty Images

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