Si potrebbe semplicemente chiuderla qui dicendo che è “affar loro”, della Lega. Ma quando un sindaco di una città come Verona, democraticamente eletto, va sotto i riflettori dei media non per le sue (buone) capacità di amministratore locale bensì per la sua defenestrazione da vicepresidente del Parlamento della Padania, diventa anche “affare nostro”.
Perché il Carroccio è stato al governo dell’Italia per anni con Umberto Bossi che ha fatto e disfatto ciò che voleva, fino alla ciliegina sulla torta della “nomina” del Trota al Pirellone. Il Senatur ha predicato bene e razzolato male. La Lega, presentata come movimento di base, l’essenza della democrazia, altro non era e non è, se non un partito personale, padronale, un mini partito di stampo leninista.
Adesso al sindaco “ribelle” Flavio Tosi è stata tolta (per “assenteismo” e per posizioni “di ispirazione nazionalista”) una corona fasulla di una istituzione fasulla, qual è il Parlamento della Padania. Si consuma così forse l’ultimo atto di una commedia interna diventata una farsa che vede protagoniste le faide interne del Carroccio nel feudo scaligero e veneto, di non poco peso nel partito di Bossi.
Anche per il primo cittadino di Verona vale il detto: “Si raccoglie ciò che si semina”. Tosi, tutt’altro che sprovveduto, sa bene cos’è la Lega, chi è Bossi, chi comanda. Adesso ha le mani libere per prepararsi da “battitore libero” alle prossime elezioni di maggio. Forse pochi ricordano il curriculum di Flavio Tosi, brillante come leghista, forse un po’ meno per chi come lui nutre ambizioni di governo … nazionale.
Le “perle” del sindaco “ribelle” non si contano: fra l’altro è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione per “propaganda di idee fondate sulla discriminazione e sull’odio razziale” a non tenere più comizi. Ora Tosi si prepara alla nuova battaglia di maggio. Non è tipo da fare il martire. Getterà la maschera del leghista puro e duro o tornerà all’ovile e tutto finirà a tarallucci e … grappini?
La vicenda ha molti aspetti tipo “Oggi le comiche”. Ma perché non approfittare della cacciata di Tosi per guardare con la lente di ingrandimento (con in mano la Costituzione e il Codice penale) le “Istituzioni” inventate dalla Lega? Bossi e i suoi si dichiarano appartenere ad un fantasioso Stato padano: cosa manca per espellerli dalle Istituzioni (non è legale un doppio giuramento di fedeltà) avviando processi per oltraggio?
ice
19 feb 2012 - 11:19 - #1Bossi, Calderoli e Borghezio hanno portato la Lega in un vicolo cieco
Maroni e Tosi dovrebbero approfittarne per fondare un nuovo partito, liberi dai vincoli che legano la Lega (simbolo compreso) a Berlusconi.
La spina dorsale della LEGA li seguirebbe subito
La spina dorsale della lega sono i volontari sul territorio, non i dirigenti
Sono i volontari sul terirtorio che diffondono un immagine della Lega costruttiva e porduttiva
caligola
19 feb 2012 - 13:55 - #2Costruttiva e produttiva fino a un certo punto: sono comunque per la maggioranza ignoranti colossali che credono in idee razziste e demagogiche. La vera “produttività padana” sicuramente non è costruita da questi buffoni che votano un partito di buffoni, ma dalle centinaia di migliaia di persone che lavorano onestamente, a prescindere dal fatto che votino lega (anche perché spesso ci si dimentica di quanto è insignificante la lega, e quanto non abbia minimamente la maggioranza del nord)
caligola
19 feb 2012 - 13:57 - #3ah, e prima che spunti il solito leghista del caz/zo a farmi notare che praticamente tutte le regioni sono governate da leghisti: beh, quelli erano appoggiati anche dal PDL. La lega da sola non vale niente, ed è ben lontana da quello che proclama: ovvero che ipoteticamente L’INTERO “POPOLO PADANO” scenderebbe a suo fianco per fare la secessione.
codroipo
19 feb 2012 - 15:02 - #4a me mi hanno espulso da Hogwarts :-(
steffa
19 feb 2012 - 15:35 - #5http://www.agerecontra.it/public/press20/?p=9207
Orgoglio Italiano
19 feb 2012 - 16:06 - #6La lega va eliminata è come l’ETA, è una minaccia, solo che questa magna alla grande i nostri soldi.
gigi30a
19 feb 2012 - 19:38 - #7la lega critica tanto il sud ma se avete notato bene ha “meridionalizzato il nord”
nepotismo-bossi ha piazzato il figlio alla regione (si pensava fosse un malcostume tipico del sud!!)
il populismo e il lagnarsi dando sempre la colpa ad altri (tipico del sud )
ora regna sovrano anke al nord hanno unito l’italia invece di dividerla
io a quelli credono ankora a bossi e co…….. li manderei dallo psicologo
petauro2
19 feb 2012 - 20:59 - #8Si continua a parlare di Maroni o Tosi, ma anche Zaia come quelli ‘bravi’ che sottostanno a un ‘regime’ che li limita e imbavaglia.
Ricordo a tutti che questi 3 scarti politici e professionali, sono cresciuti e hanno proliferato sotto l’egida del braccio razzista, qualunquista e populista della lega, Maroni inzuppando il nord di mafia, Tosi che fa il ribelle ma è stato abbastanza ignorante da diventare ‘vicepresidente del parlamento padano’ cose da pazzi, Zaia che insieme ai suoi compagni di merende non ha mai aperto bocca sul federalismo mai neppure sfiorato tanto per dirne una, tutti e 3 hanno avuto ghiotte occasioni di dissociarsi, tutti e tre si son guardati bene dal farlo, troppo per loro somigliare a politici seri… Padania, topolinia e gotham city, dovrebbero metterli a prendere torte in faccia in un circo.
leccomatico
19 feb 2012 - 21:27 - #9#7 pienamente d’accordo
peppekle
20 feb 2012 - 13:03 - #10La lega ha un elettorato ultrapopulista e, purtroppo, poco alfabetizzato politicamente. Gente che in buona fede ha creduto alle urla contro Roma ladrona, mentre Bossi ed i suoi facevano gli stracomodi loro a Roma ed in tutto il nord, a volte anche a braccetto con le mafie.
Oggi come oggi la questione Lega viaggia su due binari, da un lato la “base”, che al di là di certi atteggiamenti cabarettistici ha lavorato e lavora bene a contatto con i cittadini, dall’altro il “vertice” che purtroppo è fatto di persone che, per incapacità, disinteresse o peggio, interesse personale, hanno svenduto gli ideali sui quali erano stati eletti. La situazione a questo punto sarebbe matura per una scissione di tipo ex-democristiano, ma la realtà è che la lega ha pochi voti: il suo elettorato è fortissimo nelle roccaforti, ma in campo nazionale è una goccia nel mare. Il Carroccio serve a Berlusconi nelle amministrative, per conquistare alcune piazze, ma alle politiche non toglie e non mette nulla. Se scissione deve essere, scissione sia e prepariamoci a vedere tanti paeselli e qualche provincia minore nel nuovo schieramento, ma avviamo il requiem della Lega come partito nazionale.