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Monti alla Borsa di Milano, aspettando le decisioni sulla Grecia

Pubblicato: 20 feb 2012 da Guido

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Monti alla Borsa di Milano

Giornata intensa per gli scenari economici, quella di oggi. Sul fronte interno, nei prossimi minuti il premier Mario Monti è atteso a Piazza Affari a Milano dove incontrerà la comunità finanziaria per illustrare l’agenda economica del governo per il 2012. Si tratta della terza tappa del tour de force a cui Monti si sta sottoponendo per convincere gli investitori della solidità italiana: dopo la City di Londra e Wall Street, tocca adesso alla Borsa italiana.

È probabile che i contenuti dell’incontro non saranno diversi da quelli di Londra e New York, e in aggiunta a quanto già detto ai partner stranieri Monti potrebbe anticipare qualcosa delle prossime riforme in campo di fisco e di mercato del lavoro, su cui in queste ore circolano diverse indiscrezioni. Tra queste, spicca la possibilità di un taglio della prima aliquota Irpef dal 23 al 20%, misura che sarebbe coperta da metà della cifra (stimata in 11 miliardi) che il governo prevede di incassare dalla lotta all’evasione. Sul tavolo poi restano altre questioni: dall’aumento dell’Iva, che è ancora possibile scongiurare, all’Ici sui beni della Chiesa, alla riforma delle agevolazioni fiscali. Tutte cose che dovrebbero essere affrontate e decise entro venerdì, e oggi è possibile che il premier faccia qualche anticipazione a Piazza Affari.

Nel pomeriggio, svestiti i panni del premier, Monti vestirà quelli di ministro dell’Economia e volerà a Bruxelles per la riunione dell’Eurogruppo dedicata al piano di salvataggio della Grecia. Dopo l’approvazione da parte del Parlamento di Atene del piano di tagli concordato con la troika Bce-Fmi-Ue, si attende la decisione di Bruxelles di sbloccare i 130 miliardi di euro che serviranno a salvare la Grecia dal fallimento.

Lo stanziamento della cifra era previsto già per due settimane fa, subito dopo l’accordo tra il governo greco e le autorità europee, ma poi l’Eurogruppo aveva rimandato prima in attesa del sì del Parlamento, e poi di nuove garanzie da parte di Atene. È stata la Germania a tirare il freno allo stanziamento dei 130 miliardi, con il ministro delle Finanze Schauble in prima linea a chiedere altre garanzie e nuove riforme. Ieri sera l’agenzia Bloomberg citava un documento interno al ministero tedesco secondo cui le riforme finora attuate dalla Grecia non sarebbero sufficienti a garantire una ripresa dell’economia. Inoltre i ministri delle Finanze Ue vorrebbero ridurre al di sotto del 4% i tassi per i prestiti ad Atene.

Per questo l’esito dell’Eurogruppo di oggi non è scontato, anche se dopo la conference call a tre di venerdì scorso tra la Merkel, Monti e il premier greco Papademos si era diffuso un certo ottimismo. Oggi lo stesso Papademos sarà a Bruxelles per una serie di incontri a margine dell’Eurogruppo e per perorare la causa greca: senza i soldi del fondo salvastati la Grecia andrebbe incontro al default, e d’altronde il governo (ormai a fine mandato, in vista delle elezioni della prossima primavera) difficilmente sarà in grado di varare nuove misure di austerity contro un’opinione pubblica ostile all’Ue ma, stando ai sondaggi, consapevole che un ritorno alla dracma sarebbe uno scenario da evitare.

Un’ipotesi per oggi è che l’Eurogruppo sblocchi solo una parte dei 130 miliardi promessi: si parla di 14,5 miliardi, quanti basterebbero a saldare l’obbligazione con i creditori greci in scadenza il 20 marzo, data cruciale non solo per il paese ma per tutta l’Eurozona, vista l’esposizione della Bce verso i bond governativi della Grecia. È questa riflessione, assieme all’andamento delle borse, a convincere la Germania ad allentare, almeno in parte, i cordoni della borsa per salvare Atene.

Foto | ©TMNews

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