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I "poveri" boiardi di Stato da 300 mila euro al milione. Salvati dal Parlamento?

Pubblicato: 20 feb 2012 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

Chi si … “scandalizza” per gli emolumenti dei nostri parlamentari forse ignora i compensi dei boiardi di stato. Quanto guadagnano i grandi manager italiani?

Si va da 1,2 milioni di auro annui di Antonio Mastrapasqua, presidente Inps (la cifra lorda dichiarata nel 2009 comprende tutti gli introiti della ventina di consigli di amministrazione di cui Mastrapasqua fa parte), ai 620.000 euro lordi di Attilio Befera, presidente di Equitalia e direttore Agenzia delle Entrate. Segue una lunga fila di “poveri” attorno ai 500.000 euro, giù giù fino a 400 mila, 300 mila ecc.

Giovanni Pitruzzella, neo presidente Antitrust (475.000), Mario Canzio, ragioneria generale dello Stato (516.000), Giuseppe Vegas, presidente Consob (507.000). Seguono un migliaio di altri pesci grossi, tutti ben sopra i 350 mila euro annui.

Nessuna logica punitiva, ma il bubbone degli emolumenti da nababbi dei manager pubblici e degli incarichi e delle presidenze nelle società pubbliche va schiantato. Sono stipendi da star o quasi (spesso per produrre grandi deficit) che, come abbiamo visto con pochi esempi, vanno ben oltre i 100 mila, 200 mila euro, spesso soltanto per sedere in un consiglio di amministrazione per una semplice alzata di mano, di solito concordando con il presidente, il quale sovente ricambia la cortesia, con nuovi incarichi e benemerenze.

Uno degli scandali è il welfare dei boiardi di Stato: non solo miliardi di euro spesi in gettoni di presenza e indennità per gente che scalda la sedia, ma pensioni d’oro per i dirigenti di prima fascia, che non scendono mai sotto i centomila euro.

Ora il decreto salva Italia impone un tetto massimo agli emolumenti di questi esimi e pregevolissimi boiardi di Stato: i superburocrati non potranno superare il tetto annuo di 305 mila euro annui. Ma … Già, c’è sempre un ma quando la scure non colpisce i soliti noti. Il governo ha inviato alla Camera l’elenco di oltre 700 alti burocrati per poter procedere ai tagli dei manager pubblici.

E’ già accaduto. In precedenza, per ben due volte, la Camera ha preso atto degli elenchi, e tutto è rimasto come prima. C’è tempo fino al primo marzo per il parere dei parlamentari, poco decisi, anzi per nulla decisi a dare l’ok per sforbiciare amici e amici degli amici. Non c’è due senza tre? Come si sa, una mano lava l’altra.

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14 commenti

Commenti dei lettori

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  • magillaa

    20 feb 2012 - 18:56 - #1
    1 punto
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    ancora più scandalose degli stipendi sono le buonuscite date per andarsene dopo aver portato quello che gestivano allo sfascio

  • Profilo di jackburtonitaly

    jackburtonitaly

    20 feb 2012 - 19:14 - #2
    1 punto
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    il problema è che lo sappiamo..e anche da tempo..

    quoto ovviamente#1..

  • Profilo di automatico

    automatico

    20 feb 2012 - 19:28 - #3
    0 punti
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    e’ tempo che lo sostengo, questi sono i veri sperperimiliardari.
    cosa aspetta monti a ridurre drasticamente questi compensi assurdi?
    un laureato oggi va a lavorare al call center per 600 euro al mese, di sicuro troveremmo migliaia di professionisti disposti ad “accontentarsi” di 40/50.000 euro all anno, altroche’ milioni…
    il problema sono le clientele legate ai partiti, di destra e di sinistra…

  • Profilo di pigi

    pigi

    20 feb 2012 - 19:33 - #4
    0 punti
    Up Down

    Questi non sono manager di società quotate in borsa, soggette alla concorrenza nazionale e internazionale: sono burocrati.
    Sono persone che amministrano enti pubblici, la cui attività è disciplinata da leggi e regolamenti. Devono agire quasi da computer umani. Nessuna possibile creatività, nessuna, o quasi, alternativa di gestione.
    E per occupare quelle poltrone devono guadagnare somme del genere?
    Queste distorsioni sono il frutto avvelenato della seconda repubblica, quando la crisi della politica ha fatto riempire la bocca di concetti mutuati dal settore privato applicandole ad enti che non ne hanno le caratteristiche, perché non devono perseguire profitti né devono lottare con la concorrenza.
    Sono da amministrare con una buona diligenza, certo, ma nulla di più. E gli stipendi devono essere adeguati ai pochi rischi. Cioè devono essere bassi.
    Se poi non sono d’accordo, prego. Il privato è pronto ad accoglierli e vedremo cosa sanno fare, se lo sanno fare.

  • Profilo di caligola

    caligola

    20 feb 2012 - 19:55 - #5
    1 punto
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    Vogliamo davvero scandalizzarci perché un manager di una GRANDE IMPRESA/ENTE PUBBLICO guadagna sul milione di euro all’anno? Andate a vedere quanto guadagnano nel privato e scoprirete che le cifre sono analoghe se non superiori.

    Questo articolo è qualunquista allo stato puro quando afferma come i manager siano “gente che scalda la sedia”.
    Il problema infatti non sono i compensi di per sé, di fatto allineati con il privato, ma la quantità di manager “dubbi”. Per esempio le CENTINAIA di posti di lavoro da “dirigenti” della regione Sicilia: quelli sono i veri sprechi. Non il fatto che il presidente dell’antitrust guadagni 700mila euro annui.

    Poi se Monti ha imposto questo limite di 305mila euro annui, ovviamente gli sprechi ci saranno anche in questo ambito. Tuttavia il problema non si risolve se tagli a UN manager 300mila euro di stipendio, ma poi ne hai CINQUANTA che fanno i dirigenti del nulla in Sicilia che guadagnano la stessa cifra.

  • Profilo di dani83

    dani83

    20 feb 2012 - 19:57 - #6
    0 punti
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    #3 “è tempo che lo sostengo” …. ma smettila che lo dici solo ora che c’è Monti ,perchè prima non ne parlavi, ah già i posti più ghiotti sono in mano alla destra ….

    prevedo la tua risposta … celentano …bersani… coop rosse … penati …

  • Profilo di caligola

    caligola

    20 feb 2012 - 19:59 - #7
    0 punti
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    @pigi: Ciò che dici non ha senso. Un dirigente di un’impresa pubblica ha lo stesso identico ruolo, compito e responsabilità di uno di un’impresa privata, con l’unica differenza che deve rendere conto ad un azionista maggioritario che è lo Stato.
    Poi cosa vuol dire che “Sono persone la cui attività è disciplinata da leggi e regolamenti”? Le aziende private hanno le stesse identiche regole di quelle pubbliche.

    Poi, ED E’ UN ALTRO DISCORSO, vogliamo parlare del fatto che un dirigente quando sbaglia NEL PUBBLICO non viene mai punito abbastanza? Sono D’ACCORDISSIMO.
    Infatti lo Stato non è certo celere nel cambiare consiglio d’amministrazione quanto un’azionista privato incaz/zato perché ha perso i suoi soldi. Basta vedere come funzionano le cose in RAI, o nelle FERROVIE DELLO STATO. Per questo infatti secondo me bisognerebbe privatizzare quasi tutto (questi due esempi in primis), per evitare clientelismi, favoritismi e altro marciume che prolifera nel pubblico.
    Però da qui a dire che i dirigenti di un’azienda pubblica devono essere pagati meno di quelli di una privata, ne passa.

  • Profilo di acaro50

    acaro50

    20 feb 2012 - 20:36 - #8
    1 punto
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    # 6
    Questo è il vero marcio del paese
    E’ un sistema avvallato, condiviso e consolidato nel tempo da tutte le parti politiche.
    Speriamo che Monti riesca a scardinare questo ingranaggio.
    Nutro qualche dubbio, ma posso sempre ricredermi.

  • Profilo di automatico

    automatico

    20 feb 2012 - 21:25 - #9
    0 punti
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    5 i privati coi loro soldi fanno quel che gli pare, coi soldi pubblici e’ diverso…

  • Profilo di automatico

    automatico

    20 feb 2012 - 21:26 - #10
    0 punti
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    6 vediamo nelle regioni rosse da che parte vengono tutti i dirigenti?

  • Profilo di pigi

    pigi

    21 feb 2012 - 09:17 - #11
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    #5
    Ho già spiegato tutto: un manager di una ditta di diritto privato, vedi Marchionne o l’AD di Finmeccanica, ma anche tanti di medie imprese, devono confrontarsi con il mercato globale, quindi devono fare scelte strategiche di importanza capitale, in cui si gioca la stessa esistenza dell’ente che dirigono.
    Ma scusa, chi dirige l’INPS o un’autority, deve forse fare tutto questo? Perché sostieni che sono la stessa cosa, negando l’evidenza?
    Non dico che scaldano la sedia, perché magari lavorano sodo, ma il contenuto del loro lavoro, è di livello nettamente inferiore a quello di un vero manager.
    E quindi deve essere pagato meno, molto meno.
    Se poi ritengono di poter essere utilizzati meglio nel privato, la porta è aperta.

  • Profilo di dani83

    dani83

    21 feb 2012 - 11:38 - #12
    0 punti
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    giusto automatico e siccome begnini , di publico non ha nulla con i suoi soldi ci fa quello che gli pare ….
    regione rosse .. fai ridere sai dire sempre le solite cose!!!!

  • Profilo di valter29

    valter29

    21 feb 2012 - 20:08 - #13
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    Concordo sul fatto che vi sono troppi alti burocrati troppo pagati e che sono arrivati a quei posti molto spesso per appoggi politici di vario colore. Concordo anche che i loro rischi non sono paragonabili a quelli degli AD privati non dovendosi confrontare con la concorrenza mondiale e che i loro posti sono assai più sicuri di quelli del campo privato. Spero pertanto che Monti riesca ad imporre il tetto anche se ho molti dubbi visti i precedenti. Se ci riuscirà vedremo quanti di quei super burocrati si sentiranno offesi e deprezzati e si rivolgeranno al privato. Ho conosciuto anni fa un alto funzionario che andato in pensione con qualche anno di anticipo è stato subitamente accapparrato da più di un’industria di livello internazionale per via delle sue conoscenze in alto loco ma che dopo nemmeno un anno è stato letteralmente buttato alle ortiche. Ecco, se mai avverrà quanto sperato e se gli alti funziionari si riverseranno sul settore pubblico dò loro un anno prima di finire in soffitta, salva la solita eccezione che conferma la regola.

  • Profilo di Alan Moore Rewind

    Alan Moore Rewind

    20 mag 2012 - 17:43 - #14
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    CHE GENTAGLIA……E RIGOR MONTIS VUOLE I SOLDI DAL POPOLO PER MANTENERE QUESTI DEGENERATI ……….SONO LORO IL MALE DA ESTIRPARE DALLO STATO INSIEME CON LA CLASSE POLTICA CHE GLI CONSENTE DI FARE QUESTO……..