
L’Ici sui beni ecclesiastici? Era stata annunciata in pompa magna da Mario Monti come misura che avrebbe permesso all’Italia - forse - di non incorrere nelle sanzioni europee per aiuti di Stato (sul nostro paese pende, infatti, una procedura di infrazione. E non è detto che, anche in caso di applicazione della norma, l’Unione Europea non imponga il recupero forzoso dei crediti dello Stato nei confronti della Chiesa dal 2006 al 201). L’annuncio era avvenuto nella serata del 15 febbraio, a margine dell’incontro del premier con la Commissione europea.
L’Europa, cui era stata proposta una bozza di provvedimento che non era stata divulgata, se non per sommi capi sul sito del Governo, aveva espresso la propria soddisfazione.
Ma oggi, ecco la sorpresa. Dalla bozza del decreto fiscale che è stata divulgata a mezzo stampa, la norma è sparita. Avrebbe dovuto incidere su tutte le attività commerciali in edifici di strutture no profit (quindi anche sulle Onlus). E in effetti il terzo settore resta nel mirino del Governo, visto che l’art.9 della bozza contiene l’estensione del potere di accesso ai dati da parte della Guardia di Finanza per combattere le frodi Iva eventualmente commesse da strutture operanti nelle attività non commerciali.
Ma al momento nella bozza del decreto non c’è alcuna traccia della tassazione sulla quota parte degli edifici ecclesiastici (e appartenenti a enti no profit) destinati ad attività commerciali. Sarà cambiato qualcosa, rispetto a una settimana fa?
Foto | © TM News
maccol
22 feb 2012 - 12:59 - #1da cattolico praticante mi vergogno di questa disparità e controsenso
Up
23 feb 2012 - 02:34 - #2V E R G O G N A