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Mercegaglia spara sul sindacato: "Difende ladri e fannulloni". Ma tace sui morti in fabbrica, uno al giorno!

Pubblicato: 21 feb 2012 da il passator cortese

Commenti dei lettori

L’impressione è che Emma Mercegaglia, per dare una spallata al tavolo sulla riforma del lavoro e cancellare l’art. 18, la voglia buttare “in vacca”. La presidente di Confindustria spara a zero sul sindacato perché: “Difende i ladri e i fannulloni”. A stretto giro di posta, Susanna Camusso replica furiosa: “Adesso è davvero troppo!”.

La Mercegaglia avrà le sue buone ragioni, ma non si può fare di tutta un’erba un fascio. Vanno abbassati i toni e non sarebbe male da parte della Mercegaglia lo stesso zelo anche su altri nodi del mondo del lavoro, a cominciare da quello della sicurezza.

Anche ieri una nuova vittima, l’ennesima. Nel solo mese di gennaio 2012 sono stati 31 i morti sul lavoro in Italia, una vittima al giorno. Oltre 1000 le vittime del 2011, siamo il Paese maglia nera in Europa, uno dei peggiori al mondo.

Proprio oggi la Cgil, anche alla luce della recrudescenza di morti sul lavoro, ultima quella di un operaio di una delle imprese appaltate per i servizi invernali da Autostrade per l’Italia, ha chiesto l’istituzione di una procura nazionale sugli infortuni sul lavoro e sulle malattie professionali.

Precisa il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere:”La mole di infortuni e di morti sul lavoro sono prove continue della esigenza di creare una procura specializzata che utilizzi le migliori competenze e che possa attivare con efficacia i meccanismi di controllo e prevenzione. Non è più sopportabile che si continui a morire sul lavoro e per questo è utile che il ministro del Lavoro Fornero si occupasse, con la stessa determinazione, anche di questi problemi”.

La Mercegaglia tace, ma nelle imprese italiane continuano a verificarsi infortuni anche gravi e incidenti mortali anche perché molte imprese non informano correttamente i lavoratori sui rischi a cui sono esposti, né offrono loro un’adeguata formazione antinfortunistica. Dice Maurizio Marcelli della Fiom-Cgil: “Sono troppe le aziende che non rispettano le norme e violano sistematicamente le leggi, così come sono troppe quelle che non permettono che le rappresentanze dei lavoratori vengano elette democraticamente e possano svolgere le proprie funzioni”.

D’altra parte il Governo e le Regioni tagliano le risorse ai servizi di prevenzione e protezione sul lavoro, col risultato che non vengono più svolti i necessari compiti ispettivi e di prevenzione. Che ne dice la Confindustria? E il governo dei professori?

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16 commenti

Commenti dei lettori

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  • magilla1

    21 feb 2012 - 18:05 - #1
    1 punto
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    In parte ha ragione, pensiamo ad esempio ai dipendenti beccati a rubare a malpenssa fatti reintegrare.
    il fatto che ci sian morti sul lavoro non ha nulla a che fare, una cosa cattiva da una parte non è compensata da una cosa cattiva dall’altra.
    Questa cosa di voler difendere tutti a prescindere è una di quelle che ha portato l’italia allo sfascio, rendendo difficile le trattative sindacali, e se fosse possibile licenziare chi è evidentemente (e comprovatamente) un fannullone forse non ci sarebeb la richiesta di cancellare l’articolo 18.
    Difendere i lavoratori si, ma non chi danneggia l’immagine della categoria e da appigli a chi parla male del sindacato.

  • Profilo di automatico

    automatico

    21 feb 2012 - 18:36 - #2
    1 punto
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    sono decenni che difendono lazzaroni, disonesti, incapaci, e’ ora che certi personaggi vengano licenziati in tronco…

  • Profilo di _marco_

    _marco_

    21 feb 2012 - 18:57 - #3
    0 punti
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    Ti riferisci alla marcegaglia vero?

  • Profilo di automatico

    automatico

    21 feb 2012 - 19:19 - #4
    0 punti
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    no, ai sindacalisti

  • Profilo di gigi30a

    gigi30a

    21 feb 2012 - 19:57 - #5
    1 punto
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    PERCHè IO CHE LAVORO IN UNA PICCOLA AZIENDA DI MENO DI 15 DIPENDENTI NON HO NESSUNA TUTELA!!!!!!!I SINDACATI SE NE FRAGANO DI ME!??????????SE UN DIPENDENTE PUBBLICO INVECE SONO PRONTI A STRACCIARSI LE VESTI ENON VIENE LICENZIATO ANKE CON GRAVI COLPE! io sto con la marcegaglia

  • Profilo di petauro2

    petauro2

    21 feb 2012 - 20:18 - #6
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    La Marcegaglia si dimentica non solo dei morti sul lavoro, ma della quantità di contratti a progetto sfruttati da piccole e grandi aziende per spendere 2 peperoni e non rinnovare mai i contratti, si dimentica del mobbing applicato non solo per motivi lavorativi e delle gravidanze fatte passare come una tortura lavorativa e psicologica.
    La Camusso si dimentica dei lavoratori a progetto che ci sono negli stessi sindacati, si dimentica che in Italia quelli onesti subiscono mobbing e si fottono di crisi di nervi e attacchi di panico, quelli marci che campano come zecche sul lavoro dei colleghi col pelo sullo stomaco, sono tutelatissimi e mettono in crisi azienda e colleghi, per farla breve, ho sempre visto gente onesta massacrata da capi vergognosi e cani lavoratori tutelati da sindacati indecenti, per me tutte e 2 dovrebbero sotterrarsi dalla vergogna e, già che ci siamo, la Marcegaglia dovrebbe stare anche un po’ più attenta all’acciaio che vende per fare gli stadi.

  • Profilo di codroipo

    codroipo

    21 feb 2012 - 20:57 - #7
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    un articolo che non merita commento

  • Profilo di caligola

    caligola

    21 feb 2012 - 21:40 - #8
    1 punto
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    Non vedo il collegamento tra confindustria e i morti sul lavoro. Che ruolo avrebbe nel limitare le morti sul lavoro? Queste al limite sono competenze DEI SINDACATI e DEL GOVERNO, ma sinceramente non vedo cosa potrebbe concretamente fare confindustria… richiamare i suoi iscritti al rispetto delle regole di sicurezza? Oltre a questo, niente. Che articolo gratuito.

    comunque quello descritto dalla Marcegaglia è solo uno dei tanti problemi del sindacato italiano, in generale attaccato ad ideali di inizio ‘900 e assolutamente INADATTO ad affrontare il XI secolo. La Marcegaglia, se dobbiamo fare i pignoli, si è dimenticata di citare, tra i problemi dei sindacati, il fatto che siano attaccati a pochi posti di lavoro “politici” e dimentichino una miriade di persone senza tutele, nonché un’intera generazione di giovani AL COMPLETO SBARAGLIO.
    Per quanto mi riguarda l’abolizione completa dei sindacati non cambierebbe niente, per lo stato indecente in cui sono. La protezione sindacale ci vuole ma riprendiamola a modello americano, allora: i sindacati detengano parte del pacchetto azionario dell’azienda di cui i lavoratori vengono difesi! Solo così saranno veramente efficienti (anche nel NON difendere i ladri) ed apolitici, e probabilmente non potremmo vedere più situazioni come quella della Sigma -Tau.

  • Profilo di codroipo

    codroipo

    21 feb 2012 - 22:21 - #9
    0 punti
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    caligola

    basta entrare in una bottega o in un cantiere per capire che il 90% la responsabilità dei lavoratori stessi, è sufficiente parlarci, lo ammetteranno loro stessi.
    in quanti fatti riportati dai giornali si vede chiaramente la responsabilità dell’azienda?
    (a parte il clamoroso fatto della Thyssen)

    le morti sul lavoro sono usate a scopo politico, in nessun atro paese sono riportate sui giornali o vengono poste targhe

  • Profilo di acaro50

    acaro50

    21 feb 2012 - 22:29 - #10
    1 punto
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    # 9
    “Per quanto mi riguarda l’abolizione completa dei sindacati non cambierebbe niente”
    Non cambierebbe niente????????????
    Come potrebbe la Camusso, prenotarsi una poltrona su misura nel mondo politico?
    Del resto non sarebbe la prima e sicuramente neppure l’ultima.

  • Profilo di codroipo

    codroipo

    21 feb 2012 - 22:40 - #11
    0 punti
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    PS: la storpiatura Mercegaglia dovrebbe essere comica?

  • Profilo di acaro50

    acaro50

    21 feb 2012 - 23:29 - #12
    1 punto
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    Questa situazione non è altro che la conseguenza di una politica scellerata e perpetrata da 50 anni ( DX, SX e SINDACATI COMPRESI ) che per un pugno di voti si sono venduti la faccia e il fondo schiena degli Italiani, purtroppo loro sanno sempre come uscirne.
    La Camusso sa benissimo la strada a senso unico che si deve percorrere, ma a lei, come tanti altri predecessori interessa solo una cosa………
    A breve la vedremo seduta su qualche poltrona.

  • Profilo di automatico

    automatico

    22 feb 2012 - 08:35 - #13
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    la pacchia e’ finita, bisogna lavorare senno’ a casa, era ora…

  • Profilo di maccol

    maccol

    22 feb 2012 - 12:56 - #14
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    il sindacato è nato con il compito di tutelare i lavoratori, ovvio che si dovrebbe discriminare ma le regole di difesa iniziali sono uguali per tutta la categoria.
    Esiste il lavoratore serio, capace e onesto come quello fannullone, ma esistono anche imprenditori furbi e approfittatori ( tra quelli onesti e corretti) che senza una attività sindacale ne farebbero di cotte e di crude

  • Profilo di automatico

    automatico

    22 feb 2012 - 18:08 - #15
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    sono decenni che i sindacati tutelano dipendenti che rubano, assenteisti, inefficenti, a scapito di quelli onesti, e’ per colpa di questi che molti chiudono, va cambiata mentalita’…

  • vincenzo lo gullo

    23 feb 2012 - 15:49 - #16
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    E’ un attacco senza precedenti, quello portato avanti dagli industriali per deleggittimare un ruolo, una funzione, un diritto,da sempre, alla base dei contratti di categoria di tutti i settori produttivi nazionali.
    Mai una tutela come appunto l’art. 18, è stata di ostacolo alla crescita economica.
    Tutte balle! In effetti, dai dati non resi pubblici dall’ex ministro Brunetta, ogni Anno vengono licenziati, “in Italia” non all’estero, migliaia di lavoratori assistiti proprio dall’art. 18, Questo contrasta visibilmente con le motivazioni fornite dagli autori di questa crociata per in verità togliere ai Giudici dei Tribunali, competenti la funzione di verifica dei motivi che sono alla base delle discriminazioni del rapporto.
    Un contratto senza art.18, equivarebbe a deleggittimare il codice disciplinare non trovando, alcun intiresse, la commisurazione di punizioni disciplinari razionali e legittime.
    Ultimo dato riguarda la regolazione del rapporto che, in virtù dell’art.18, viene orientato al rispetto della normativa contenuta nel codice civile per quel che concerne i contratti in generale, ed in particolare sui motivi di recesso unilaterali, posti a salvaguardia di tutte le forme di abusi e discriminazioni.