Mozione di sfiducia ad Alfano respinta con 226 "no". 55 i "sì", 13 gli astenuti

Non passa la mozione presentata da Sel e M5S. Un senatore, Felice Casson del Pd, ha sbagliato a votare, pensava si trattasse della fiducia al governo Letta...

13:13 Pietro Grasso comunica l'esito: il Senato non approva. I voti favorevoli alla sfiducia sono stati 55, 226 i contrari, astenuti 13. Sui 295 presenti, hanno votato 294. La maggioranza fissata a 142.
Alla fine della seduta interviene il senatore Micheloni del Pd che non si è presentato a votare e che dice che è stato a un convegno sul voto all'estero e non ha fatto in tempo. Il suo voto sarebbe stato contrario.
Il senatore Lucio Romano di Scelta Civica interviene per ricordare Paolo Borsellino con una lettera a lui rivolta.

13:03 Non si sono presentati nemmeno alla seconda chiama Sollo (Pd), Stucchi (LN), Tocci (Pd), Tremonti (Gal), Volpi (LN), Anitori (Gruppo misto), Bignami (M5S), Ciampi (Misto, l'ex Presidente della Repubblica senatore a vita), Crosio (LN), D'Ambrosio Lettieri (Pdl), De Pietro (M5S), De Pin (Misto), Di Biagio (Sc), Micheloni (Pd), Mineo (Pd), Palermo (Aut), Pezzopane (Pd), Puppato (Pd), Ricchiuti (Pd), Romani (Maurizio, M5S

13:00 Ora si sta procedendo al computo dei voti. Ma è chiaro che la mozione è stata respinta.

12:58 Alla fine della seconda chiama ha chiesto di intervenire il senatore Felice Casson del Pd che dice di aver sbagliato, ha detto sì perché intendeva votare la fiducia al governo sì.
Alla seconda chiama si sono presentati, per votare no, Turano (Pd), Della Vedova (SC), Stefano Esposito (PD), Falanga (Pdl), Marcucci (Pd), Martini (Pd) e Sacconi (Pdl).

12:58 Alla seconda chiama si sono presentati, per votare no, Turano (Pd), Della Vedova (SC), Stefano Esposito (PD), Falanga, Marcucci, Martini e Sacconi.

12:52 Finita la prima chiama, si procede con la seconda.

12:50 Laura Puppato, dopo la dichiarazione di voto, se ne è andata, risulta assente al momento del voto.

12:49 Anche Stefania Pezzopane tra gli assenti del Pd.

12:46 Alessandra Mussolini scandisce bene il suo "no".

12:45 Tra gli assenti anche Corradino Mineo del Pd.

12:37 La ex pentastellata Adele Gambaro è assente.

12:33 Ci sono assenti anche tra i senatori del MoVimento Cinque Stelle.

12:26 I leghisti si stanno astenendo (da Bitonci a Calderoli, passando per Centinaio, Consiglio e così via).

12:22 Come ci si aspettava prevalgono i "no".

12:19 Tra i numerosi assenti c'è anche Giulio Tremonti.

12:16 Alessandra Mussolini si dimentica di dichiarare i voti, glielo devono ricordare i commessi... E sbaglia anche alcuni nomi.

12:13 Pietro Grasso indice la votazione nominale sulla mozione e dice che ogni senatore deve esprimere il voto passando sotto il banco della presidenza, i favorevoli diranno sì, i contrari no, chi si astiene deve dirlo. Non viene ammessa alcuna deroga all'ordine (ne sono state chieste molte) a meno di casi gravi. Si procede all'estrazione, si parte da Scalia.

12:07 Parla Laura Puppato per una dichiarazione di voto in dissenso: "Non voteremo la mozione di sfiducia, ma voglio supportare quanto detto da Zanda, dicendo che per parte nostra riteniamo di dover accendere e mantenere accesa una luce rispetto a questa vicenda che ha visto così tante ombre". La Puppato dice che alcuni di loro non voteranno la mozione, ma si asterranno sulla fiducia ad Alfano. Gran rumore in Aula, la Puppato interrotta continuamente, anche da Grasso che la invita a chiarire. La Puppato aggiunge che quando Alfano dice che Berlusconi è intoccabile si torna alle caste indiane e critica la "solidarietà" chiesta da Bondi in nome dell'alleanza.

11:56 Ora è il turno di Luigi Zanda, capogruppo del Pd. Chiama "Alia" la figlia della Shalabayeva (è Alua). Fa cenno ai dati di Bankitalia e Istat sulla crisi italiana che evidenziano la necessità che il governo vada avanti. Zanda dichiara subito l'intenzione di respingere la mozione di sfiducia ad Alfano. Chiede che si faccia luce, anche dal punto di vista politico, sull'espulsione della Shalabayeva e sua figlia. Zanda ringrazia Josefa Idem per il gesto di generosità politica che ha voluto compiere con le sue dimissioni. "Nel caso kazako - dice Zanda - i fatti conosciuti sono inaccettabili per tutti gli italiani di destra, centro o sinistra, perché hanno leso l'onore dell'Italia in tutto il mondo". Zanda parla delle dimissioni di Procaccini, dicendo che lo ha colpito il modo in cui le ha rassegnate, perché ha detto che c'è un passaggio oscuro, vuole che Alfano spieghi com'è che sapeva che i temi che l'ambasciatore voleva trattare temi molto delicati, doveva sapere anche il "perché di tale delicatezza". Secondo Zanda l'operazione dell'espulsione della Shalabayeva è stata troppo rapida e con un grande dispiegamento di forza, si dovrebbe conoscere la "committenza" e cita la ricchezza di gas del Kazakistan e la fama di despota del suo leader. Il capogruppo del Pd dice che "c'è troppo mistero". Il succo del discorso di Zanda è: votiamo no alla mozione, ma Alfano dovrebbe dimettersi.

11:45 Parla Renato Schifani del Popolo della Libertà: "Questa è una vicenda che il nostro Paese ha saputo aprire le proprie porte a chi ha aiuto per sopravvivere" e cita la Puglia e Lampedusa. Poi aggiunge: "sono accadute cose strane, vorremmo capire bene di che cosa si è trattato in questa dinamica che ha dei punti oscuri che però vanno visti con obiettiva neutralità. Lo pseudo-dittatore del Kazakistan ha avuto innumerevoli onorificenza" una delle quali data dalla stessa Italia. Per questo secondo Schifani non lo si può definire un dittatore. Schifani difende l'"onestà, la trasparenza e la correttezza" di Alfano. Schifani ricorda le parole di Napolitano. Lui può, non viene interrotto da Grasso, mentre Morra è stato interrotto più volte appena ha nominato il Presidente della Repubblica. Poi ricorda le parole del suo "amico saggio" Sandro Bondi con il suo richiamo al non imbarbarimento. Schifani dice che per lui sarebbe facile elogiare le doti umane di Alfano che è suo amico e viene anche dalla stessa regione, invece vuole elogiarne solo le doti come uomo delle istituzioni e ricorda quello che ha fatto da ministro della Giustizia prima e dell'Interno poi. Schifani aggiunge: "Noi siamo un partito responsabile, non ci nascondiamo dietro un dito e non vorremmo che le tensioni interne ad altri partiti possano oscurare il coraggio di questo governo delle larghe intese". Poi Schifani conclude dicendo che l'esempio di Silvio Berlusconi che va avanti nonostante tutto dà loro la forza di credere ancora nella giustizia. Ovviamente respinge la mozione. Stucchevole...

11.00 E' il momento delle dichiarazioni di voto. Comincia Mario Ferrara di Grandi Autonomie e Libertà: voterà no alla mozione di sfiducia. Prende la parola Karl Zeller (Per le Autonomie): il voto sarà negativo. Parla Loredana De Petris, di Sel, che accusa Alfano di aver ingannato il Parlamento: naturalmente voterà sì alla mozione di sfiducia. Parla Massimo Bitonci della Lega Nord: il voto alla mozione sarà negativo, perché la colpa non è di Alfano, quanto invece del ministro degli Esteri Bonino. Prende la parola Gianluca Susta di Scelta Civica: il voto sarà no. E' il momento di Nicola Morra del M5S, che saluta ironicamnente Silvio Berlusconi, presente al Senato; il voto è ovviamente positivo.

10.38 In maniera piuttosto irrituale, parla il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Letta la prende alla lontana per esprimere un solo concetto che più o meno è "Alfano non è coinvolto e il governo sta facendo un'indagine interna approfondita, tutta la verità verrà a galla e le responsabilità saranno accertate". Anche il presidente del Consiglio cita Napolitano e soprattutto accusa la diplomazia kazaka di gravi scorrettezze. Letta assicura che questo scandalo servirà da lezione al governo per non sbagliare più nello stesso modo. Beh, ci mancherebbe, ci viene da aggiungere... Il no alla mozione di sfiducia, per Letta, equivale a una nuova fiducia al suo governo. "Non cediamo al mito del nemico nascosto dentro l'avversario politico", Letta difende l'azione del governo e la natura "variegata" della sua maggioranza. Il premier sterza su argomenti di attualità, in particolare sui temi economici e inerenti il lavoro, poi aggiunge un appello ai senatori e agli italiani, in cui chiede fiducia nella sua personale azione di governo. Letta insomma piazza una fideiussione morale sul governo e, per estensione, su Angelino Alfano. Il discorso di Letta è salutato da un lungo applauso. Per larghi tratti, in tutta onestà, l'aria del Senato è parsa intrisa di spirito democristiano in puro stile anni'80. A favore del presidente del Consiglio va sottolineato però come si sia comportato da vero leader, prendendosi di fatto la responsabilità sulle sue spalle.

10.30 Prende la parola Vannino Chiti del Pd. Il deputato della maggioranza pone l'accento sull'assenza totale di attenzione per i diritti umani, nel caso dell'espulsione, in cui è stata coinvolta una bambina di sei anni: "Uno sfregio grande è stato arrecato all'Italia". Interessante l'andamento del discorso di Chiti: prima esprime estrema durezza per il risultato del pasticcio diplomatico, ma poi si auto-riconduce a miti, mitissimi consigli e dice che una sfiducia al ministro degli Interni aprirebbe una voragine in cui l'arbitrarietà dei giudizi la farebbe da padrone. Anche Chiti cita più volte Napolitano, che sembra più che mai il baluardo attorno al quale si aggrappa questa maggioranza forte nei numeri, debole nella sostanza.

10.25 Sandro Bondi comincia il suo discorso esprimendo solidarietà ad Alfano. L'ex ministro dei Beni culturali ricorda quando Alfano lo difese ai tempi della mozione di sfiducia per il muro crollato a Pompei. L'orazione di Bondi è incentrata sull'esortazione a cercare un tono moderato nelle scelte politiche, un classico tra le "colombe" del Pdl. Bondi si dice poco fiducioso nell'azione Parlamentare, tenuta sui binari della correttezza, secondo il fedelissimo di Berlusconi, solo dall'azione di Napolitano, ampiamente elogiato.

10.15 Enrico Cappelletti del Movimento 5 Stelle è molto duro: "Siamo di fronte a un bivio, possiamo sfiduciare Alfano in base all'articolo 95 della Costituzione che prevede la responsabilità personale dei ministri per l'operato dei loro dicasteri... oppure possiamo fare come le tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano. Se scegliessimo la seconda opzione ripeteremmo quello che già successe alla Camera in cui il voto stabilì che Ruby era davvero la nipote di Mubarak".

10.06 Parla Casini per Scelta Civica: "Vi sono troppe anomalie in questa vicenda per farla rientrare nella normalità, e la prima è che ne parliamo in parlamento dopo più di un mese e mezzo. Nessuna giustificazione può essere evocata, indipendentemente dallo status controverso di Ablyazov. Voglio esprimere la più ferma protesta per il comportamento delle autorità kazake accreditate, non è tollerabile che l'ambasciatore che, essendo in vacanza, non ha trovato il tempo per rispondere alla convocazione del ministro degli Esteri, ha invece trovato il tempo di spiegare sui giornali come Ablyazov sia solo un criminale. Non metto la mano sul fuoco sulla integrità morale del succitato, ma ricordo che parliamo di un paese, il Kazakistan, che sta al 160° posto per la libertà di stampa. Ma se anche questa fosse la realtà, non giustificherebbe l'affannarsi verso una donna e una bambina di sei anni. Certo ci sono enormi interessi economici, e di ciò dobbiamo essere consapevoli, anche del fatto che in tanti possono approfittare di questa crisi, che forse in queste ore operano per cercare di levare all'Italia alcuni affari e dirottarli da altre parti. Con l'ingenuità non si fa la politica estera, ma i termini delle questioni sono queste: si parla di un paese senza diritti civili, non possiamo perdere la nostra faccia per questioni economiche. Il governo esce più debole. Ciò da cui dissentiamo è ritenere che la sfiducia nei confronti di Alfano possa essere la soluzione del problema, ancora più irresponsabile sarebbe un voto che riportasse l'Italia nell'instabilità. A questo voto avventurista noi non siamo disponibili".

09.56 Parla Lepri del Pd: "Avremmo preferito un ministro che ci mette la faccia. Se l'ambasciatore kazako lo cercava con tanta insistenza, forse avrebbe fatto a rispondere. Facciamo dunque tutti tesoro di questi errori, perché non avvenga più che una persona sia tratta bruscamente dalle forze dell'ordine. L'altra faccia della insoddisfazione riguarda l'esercizio della politica estera, questa vicenda non è altro che l'ultimo atto di un certo compiacimento verso paesi che offrono a noi grandi opportunità economiche. Comprendiamo le ragioni dell'economia globale, tuttavia è tempo di dire che c'è un limite nel continuare a non accorgersi che mancano in Kazakistan i più elementari diritti democratici. C'è un limite nel cameratismo che ha caratterizzato le relazioni con alcuni capi di governo. Come possiamo continuare a invocare i diritti umani nel mondo mentre strizziamo l'occhio ai tiranni? Uno sproporzionato servilismo nei confronti di un paese che si è comportato in maniera arrogante. Ci aspettiamo dunque da Alfano e da Letta precisazioni e rassicurazioni che permettano il recupero di una salda guida del ministro degli Interni che permettano il non ripetersi una vicenda così inaudita".

09.48 È il turno di Anna Maria Bernini del Pdl: "Con il voto di oggi si chiude un caso grave e imbarazzante, ma bisogna chiuderlo. Il ministro degli Interni ha subito una campagna grave e imbarazzante al solo scopo di abbattere il governo. La verità sulla vicenda kazaka è semplice nella sua gravità e ce l'ha esposta Alfano. Alma e la sua bambina devono essere aiutate a tornare non strumentalizzate. La procedura seguita è stata caratterizzata dall'interruzione del flusso di informazione tra le varie forze di polizia e politiche. Le vostre sono inziative volte a far franare l'equilibrio politico, ma dobbiamo superare il meccanismo perverso delle errate ricostruzioni. La politica non si è autoassolta, anzi. Sono stati stigmatizzati i comportamenti della catena di comando. Questo è esattamente l'opposto del pilatismo evocato da un interessato gruppo editoriale. Il ministro degli Interni è stato solo informato che nel blitz Ablyazov non è stato trovato e poi non gli è più stato detto nulla. È ora di tornare a parlare del programma di governo. Oggi qui ribadiamo convintamente al ministro Alfano la nostra fiducia".

Un primo bilancio: mentre Movimento 5 Stelle e Sel accusano Alfano nel merito. Il Pdl invece non difende l'operato del ministro, ma accusa chi ha presentato la mozione di sfiducia di voler solo abbattere il governo. Il Partito Democratico si pone nel mezzo, non difendendo Alfano, ma sostenendo la necessità di tenere in piedi il governo di larghe intese, come richiesto dalle circostanze dal Capo dello Stato.

09.26 Parla Casson del Pd: "Come si fa a scaricare tutto in questo modo, come si fa a non impallidire dalla vergogna, a non capire di non essere certo il capo della Polizia, come fa a non capire che i fatti non possono assolutamente essersi svolti nella maniera raccontata. La Polizia si diceva essere in grado di sapere tutto, figuriamoci se non sapevano nulla su Ablyazov, sarebbe bastata una ricerca su internet, per quale motivo a funzionari kazaki è stato permesso di scorrazzare nei nostri uffici. Autorizzati da chi? In questo scandalo e figuraccia non si scappa all'alternativa, o il ministro sapeva e allora le conseguenze sono evidenti, oppure il ministro non sapeva e allora è ancora peggio, perché significa che una parte della Polizia di Stato va a briglie sciolte. I ministro sono responsabili individualmente degli atti del suo dicastero. Come cittadino italiano chiedo che venga fatta luce completa. Soltanto un vincolo di partito mi impone di votare contro la mozione di sfiducia".

09.20 Parla Esposito del Popolo delle Libertà: "C'è stata una disinformazione che ha l'obiettivo non di screditare un ministro ma un intero governo. Il nostro pensiero va comunque agli uomini dello stato che difendono la nostra democrazia. Presidente Letta, la vicenda Ablyazov - secondo alcuni un dissidente, secondo altri un uomo armato e pericoloso - ha avuto storture e aree grigie. Oggi si discute su di lei e del suo operato. Eppure è chiaro che oggi si parla di una sfiducia individuale, a un uomo che è segretario del Pdl e che sta dando tutto se stesso per il bene del paese. Questo governo è sempre sotto attacca, un governo di larghe intese che cerca di pacificare le diverse anime del paese, che cerca di traghettare la nostra Italia al di là di una crisi economica spietata. Ognuno porta avanti le sue battaglie, tantissimo c'è ancora da fare, ma qualcosa è stato già fatto: Iva, Imu, crescita della pmi. Molta strada dobbiamo ancora fare per le riforme costituzionali. Tutti noi del Pdl, abbiamo dimostrato in questi mesi di credere nel risanamento dell'Italia, continueremo sulla strada del risanamento e ignoreremo quelle correnti che per bieco interesse di parte vorrebbero concludere anticipatamente la storia di questo Governo. Saremo sempre con te, Angelino".

09.14 Parla Ciampolillo del Movimento 5 Stelle: "Dovremmo essere comprensivi nei confronti di Alfano per la sua impreparazione in materia e per il paternalismo dei funzionari della Polizia che non hanno voluto coinvolgere il ministro. Eppure nonostante la comprensione, la ricostruzione di Alfano appare estremamente lacunosa, Procaccini e Pansa hanno smentito Alfano, affermando di aver informato Alfano. Al contrario di quanto dice il ministro, che ha affermato di aver saputo tutto solo dopo che il ministro degli Esteri l'avrebbe informato. Al di là di come siano andati veramente i fatti, è chiaro che si tratti di un pasticcio che ha leso la nostra dignità, l'immagine di un paese in cui chi ha potere e denaro può fare i propri comodi anche sulla pelle di una bambina. Il ministro Alfano ha scaricato tutte le responsabilità sui suoi soldati, atteggiamento ipocrita di fuga dalle proprie responsabilità. Una classe politica di giovani vecchi che trova in questo governo la sua massima espressione".

09.10 "Sarebbe grave mettere in pericolo la stabilità del paese proprio mentre si vede il disequilibrio tra il potere dello Stato e della Burocrazia. È grazie a questa maggioranza se si sono stanziati i fondi per Iva e Imu, avviare l'iter delle riforme costituzionali, ecc. A rischio di impopolarità, questo governo sarà in grado di fare altro ancora. Questo governo sarà capace di riforme profonde dove la vicenda kazaka ha dimostrato che ci sono ancora troppe ombre. Ci sarà tutto l'impegno dei senatori democratici affinché si possa convincere gli italiani che si può avere fiducia nella poltitica, è per questo che voteremo no alla mozione di sfiducia".

09.08 È il turno di Francesco Russo del Partito Democratico: "La soluzione che noi proponiamo forse non è immediatamente comprensibile, ma quello che noi seguiamo è il bene sommo della stabilità del nostro paese. Ci vuole il coraggio di ammettere che nel nostro paese è successo qualcosa di abnorme, sono avvenute cose gravissime anche se inquadrate nella realtà strategica dei nostri approvvigionamenti di energia. In un contesto normale, in qualunque altra situazione diversa dall'emergenza che vive il nostro paese, le sue dimissioni sarebbero state la strada maestra. Non è corretto però invocare la responsabilità oggettiva, e non abbiamo dubbi nel credere alla ricostruzione del capo della polizia dicendo che il ministro non sapeva".

09.06 "Vorrei ricordare le parole di Bobbio, che citando Leopardi dice che per risvegliarci il nostro moto non dev'essere la stima delle cose presenti, ma la vergogna. Vergogna che Alfano ha portato al nostro paese, per questo chiediamo a questo Parlamento di sfiduciarlo".

08.59 È il turno di De Cristofaro di Sel: "Tutto dimostra che siamo davanti a un episodio gravissimo, anche per l'interrogatorio di molte ore nei confronti di Shalabayeva, costringendola a inseguire la figlia tra le braccia di un funzionario. Ministro, la sua difesa sarebbe stata più degna se avesse invocato la ragion di stato. In questa vicenda si è invece avuto notizia di dismissione della tutela dei rifugiati politici. Ma se anche fosse stata la ragion di stato ad aver mosso i fili, allora comunque il ministro dell'Interno dovrebbe prendersi la responsabilità, piuttosto che scaricare sui sottoposti le proprie omissioni. Questo non è il prodotto di errori, ma il canovaccio infelice di quello che Bobbio chiamava il governo invisibile, quello che agisce nell'oscurità".

08.57 "Noi di questa azione nei risponderemo per tutta la nostra vita davanti alla nostra coscienza. Noi scriveremo oggi una pagina orrenda della nostra storia, oppure possiamo scrivere una pagina bellissima in cui diciamo che queste cose non possono accadere. È stato detto che non possiamo compromette questo governo, ma non si può pensare che questo sia stato fatto per mero interesse economico, altrimenti cosa potrebbe accadere con l'aggravarsi della crisi? Avete la possibilità di scegliere e uscire da questa aula a testa bassa per aver messo un argine alla barbarie". Giarrusso conclude il suo discorso.

08.52 "È stato gettato nel discredito il nome del nostro paese, il ministero degli Interni ci ha fatto vergognare. Non ci sono giustificazioni per un azione del genere perpetrati nei confronti di una donna e di una bambina. L'articolo 95 della costituzione dice che i ministri sono responsabile. Lei, ministro Alfano, è responsabile di quanto accaduto, perché l'articolo 54 recita che tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica. Quale onore c'è nel rapire una donna e una bambina con quel dispiegamento di mezzi. Non c'è bisogno però di chiamare in causa queste norme per capire che questi sono atti ingiusti che vanno sanzionato. Si dice che il nostro è un atto politico, non è un atto politico, è un atto per dare dignità alla nostra paese, per dire che la barbarie non può albergare nel nostro paese.

08.47 Parla il senatore Giarrusso del Movimento 5 Stelle, che ha presentato la mozione di sfiducia nei confronti di Alfano: "Ieri l'Onu ha espresso le sue perplessità, parlando del timore che si sia verificata una extraordinary rendition, già queste parole sarebbero bastate a portare alle dimissioni Alfano in ogni altro paese. L'espulsione della signora Shalabayeva e della sua bambina è avvenuto in violazione dell'articolo 10 della nostra costituzione, che dice che lo straniero al quale sia impedito nel suo paese l'esercizione delle libertà democratiche ha diritto di asilo nella nostra Repubblica. Ma è stata violata anche la carta dei diritti fondamentali, che vieta di allontanare uno straniero verso uno stato in cui esiste un rischio di essere esposto alla pena di morte o a trattamenti inumani o degradanti".

08.35 Sta per cominciare il voto al Senato sulla mozione di sfiducia nei confronti del ministro degli Interni Angelino Alfano, mozione presentata da Movimento 5 Stelle e Sel in seguito alle polemiche sul Caso Ablyazov e l'extraordinary rendition di Alma Shalabayeva e della figlia. Scontato il voto negativo di Pdl, un "no" arriverà anche dalla Lega Nord. Il Partito Democratico ha deciso, pur di salvare il governo, di opporsi alla sfiducia, ma resta da capire quali e quanti democratici decideranno di non seguire gli ordini di scuderia.

Il Partito Democratico non voterà contro Alfano, ma tra i renziani continuano a i malumori.

La mozione di sfiducia ad Alfano

La mozione di sfiducia nei confronti del ministro degli Interni Angelino Alfano - sotto attacco per il caso Ablyazov - quasi sicuramente non passerà, ma di certo la questione sta creando pesanti spaccature all'interno - tanto per cambiare - del Partito Democratico. Oggi i senatori del Pd si sono ritrovati per discutere della questione, nella speranza di trovare una linea unitaria. La cosa è andata "quasi bene".

Nel senso che la proposta del segretario Epifani ha ricevuto ottanta voti a favore, sette astenuti ed è riuscito a dividere i renziani. Anche loro divisi nelle divisioni del Pd. Franceschini ha provato a serrare i ranghi: "Non sono ammessi voti di coscienza, si tratta di voto politico. La faccia ce la dobbiamo mettere o tutti o nessuno, come si fa a non vedere che è un atto puramente politico?".

D'altra parte è difficile immaginare che il Partito Democratico possa davvero votare contro Alfano: la sua sfiducia potrebbe facilmente provocare una crisi di governo e mettere la parola fine sulla breve storia dell'esecutivo guidato da Letta. E dal momento che Giorgio Napolitano è appena sceso in campo per ricordare a tutti che il governo deve durare e che né il Processo Mediaset né il caso Kazakistan possono influire, il margine di manovra del Pd è decisamente limitato.

Nonostante questo i senatori che fanno riferimento a Matteo Renzi vogliono che il Partito Democratico mostri comunque il volto duro nei confronti dell'alleato di governo, o attraverso un voto per la sfiducia (cosa che non avverrà) oppure chiedendo un atto di censura nei suoi confronti.

Scontato il voto per la sfiducia del Movimento 5 Stelle e di Sel (che hanno presentato la mozione), scontata anche la difesa che ad Alfano arriverà dai suoi compagni di partito del Pdl - è arrivata anche la solidarietà di Berlusconi - e arriverà anche il "no" alla sfiducia da parte degli ex alleati della Lega Nord, che hanno deciso di approfittare della vicenda italo-kazaka per prendere di mira Enrico Letta.

  • shares
  • +1
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO