
Il problema italiano non sono le toghe e i giudici, ma un Governo che progetta impegni per 35 miliardi di euro in 3 anni (oltre metà della legislatura) ma dimentica le famiglie. Il Cavaliere ha un’ossessione: i magistrati. E una passione: gli avvocati. Naturalmente i primi sono contro di lui, gli altri li fa eleggere in Parlamento. Uno degli avvocati eletti, suo ex segretario personale, lo ha messo a fare il ministro della Giustizia.
Il pacchetto sicurezza è inquinato dal complesso dell’imputato e brucia il capitale di fiducia degli italiani, che l’hanno votato a larga maggioranza, assieme all’immagine di grande statista. Ma allontana anche il Colle più alto della politica.
Il comportamento del premier Berlusconi è un’ossessione personale che ha il sopravvento sui problemi del Paese, come dimostra una manovra economica che, ancora una volta, prevede per le famiglie solo provvedimenti assistenziali: la carità di Stato. Una manovra fatta approvare dal superministro Tremonti in soli 9 minuti e 15 secondi, magari sperando che il polverone sulla giustizia copra la mancanza di …
misure a favore delle famiglie, soprattutto le più povere (ma in questo, la miopia politica è bipartisan: Veltroni, nel lungo discorso alla Costituente del Pd, ha così semplificato i temi da far sparire anche la famiglia). Il gioco, però, è vecchio. E stufa. Anzi si tratta di un espediente che logora il Paese.
Nella manovra di Tremonti, che pure mette in fila provvedimenti per 35 miliardi, ci sono molta demagogia e un pizzico di beneficenza, ma le famiglie, ancora una volta, si sentono prese in giro. Che fine ha fatto il quoziente familiare? Il piano a sostegno delle famiglie, a partire dai primi atti finanziari del Governo, come avevano annunciato Roccella e Giovanardi, è carta straccia.
L’editoriale completo lo trovate sul numero di Famiglia Cristiana di questa settimana.
Fonte. Il messaggeto.it
ice
24 giu 2008 - 10:02 - #1secondo me quelli di Famiglia Cristiana avevano frainteso il significato che Berlusconi dava alla parola FAMIGLIA…..
..l’accezzione siciliana del termine…..
;)
Big Baag
24 giu 2008 - 10:14 - #2Chi parla di quoziente familiare è un ipocrita e questo articolo non è esente da ipocrisia. Il quoziente familiare è stato più volte ribadito in campagna elettorale che si tratta di una misura che sarebbe stata presa in base all’economia e ai conti dello stato, per cui mi sembra logico che prima bisogna aspettare tre anni e poi valutare in che forma applicare il quoziente familiare.
Pierpyx polisblog
24 giu 2008 - 10:35 - #3@ice
non posso che darti un +!
ice
24 giu 2008 - 10:42 - #4ai seguaci di Silvio cui piace confrontarsi non tanto sui fatti o i principi, quanto sulla grammatica….anche perchè a forza di difendere l’idifendibile……e cmq appena finite le 4 frasi fatte ripetute a mo di tormentone dal PdL…finiscono poi tutti gli argomenti…
..segnalo che mi ero proprio sbagliato a scrivere accezzione con due Z
ma nella bassa Modenase abbiamo la pessima abitudine di abbondare con le doppie:
alluminnio
pollvere
etc
Pierpyx polisblog
24 giu 2008 - 11:18 - #5@ice
stesso difetto grammaticale di noi sardi..
Klinger
24 giu 2008 - 15:06 - #6“Il quoziente familiare … si tratta di una misura che sarebbe stata presa in base all’economia e ai conti dello stato mi sembra logico che prima bisogna aspettare tre anni e poi valutare in che forma applicare il quoziente familiare….”
Ah aspettano che l’economia vada meglio per apllicarlo,peccato che le famiglie ne abbiano bisogno ora che l’economia va male