Anni fa, quando la Spagna stava ancora solo crescendo, c’era tutta una generazione che pensava alla penisola iberica come a un luogo affollato di subumani appena usciti da una dittatura, che ancora un pò e vivevano di sesso, amore e pastorizia. Ci sono voluti un pò di anni e gli iberi non solo ci hanno acchiappato, ci hanno anche agevolmente superato.
I racconti di chi era stato in Spagna, magari un venti-venticinque anni fa erano tutti uguali. La vita che costava poco o niente, un paese appena uscito dal franchismo che voleva rinascere, Re Juan Carlos, magari comprare una baionetta a Malaga “che costava così poco”.
Ora, per quel che vale, dopo la sconfitta agli Europei, c’è un’altra conferma: più che altro buona per fare una pagina di giornale, ovvero che il distacco di Pil tra Italia e Spagna, continua ad aumentare: siamo 101 a 107, tenendo come base la media europea di 100.
E tutto questo dopo i rigori dell’altra sera, che ieri hanno inondato le pagine dei quotidiani, come fossero una inconsapevole metafora. Non sono nessuna metafora; la nostra è una squadra di catorci, a parte due eccezioni - e Vittorio Zucconi lo spiega benissimo qui - e loro hanno una squadra di ventiseienni con un’esperienza internazionale che manco una ninfomane svedese appassionata di inter-rail potrebbe vantare una volta giunta alla pensione.
E il Pil invece? Svegliatevi. Il Pil è l’ennesima boiata per fare confronti a chi ce l’ha più alto. Ma non vuol dire nulla, come spiega Amartya Sen,
Sen ha proposto le due nuove nozioni di capacità e funzionamenti come misure più adeguate della libertà e della qualità della vita degli individui. In estrema sintesi, Sen propone di studiare la povertà, la qualità della vita e l’eguaglianza non solo attraverso i tradizionali indicatori della disponibilità di beni materiali (ricchezza, reddito o spesa per consumi) ma soprattutto analizzando la possibilità di vivere esperienze o situazioni cui l’individuo attribuisce un valore positivo. Non solo, quindi, la possibilità di nutrirsi e avere una casa adeguata, ma anche essere rispettati dai propri simili, partecipare alla vita della comunità
ice
24 giu 2008 - 10:55 - #1meglio usare il PIL che in valore assoluto per l’Itlia è ancora amggiora (è inferiore la crescita)
perchè nelle classifiche che si basano sui parametri di Sen…….saremmo a livello della Romania…(madre di tutte le disgrazie itliachie….)
Perchè con l’odio verso i diversi, con la lobotomizzazione della tv che sforna giovani la cui unica aspirazione è fare i tronisti o andare al GF…….
se aggiungiamo la voglia di PRIVATIZZARE a tutti i costi, Federalismo, etc……
tutte forme che in maniera piu o meno implicita significano un prevalere dell’individualismo ai danni degli altri, la distruzione della società civile
alla fine non interessa stare bene, l’importante è avere un vicino più disgraziato di noi rispetto al quale stare meglio
sandokan71
24 giu 2008 - 11:34 - #2La Spagna non ci ha superato, è l’Italia che è arretrata. La nostra economia ha il freno a mano tirato grazie ad una classe politica corrotta e collusa con la criminalità organizzata. L’Italia ha tali risorse da mangiare in testa a qualunque nazione, ma la cosa non giova ai potenti.
fabio nolli
24 giu 2008 - 11:54 - #3Attenti però a non dare tutta le colpe alla sola “casta” politica (che sicuramente ne ha; e tante!).
Non è che il resto della società e della “classe dirigente” (chiamarli poteri forti mi fa molto ridere, considerando la otenza che non hanno, o non hanno più) sia messa poi tanto meglio; anzi..
non sono Ewan J.
24 giu 2008 - 12:05 - #4ok, posso capire che sen sia antiparetiano, ma dire che il pil è inutile mi sembra una casroneria
il pil misura il livello della produzione, e quando il valore aumenta, aumentano a) le ore di lavoro per lavoratore; oppure b) i posti di lavoro disponibili
una produzione elevata può portare teoricamente alla piena occupazione, che significa che lo stato non deve più sostenere i costi sociali della disoccupazione e può allocare i suoi fondi in maniera diversa
ice
24 giu 2008 - 12:14 - #5no il pil misura il COSTO
se io ho 2 uova a Cuba (che a voi piace tnato…) ho 0.2pesos cubani(!=cuc) =0.0001E (o giu di li…)
se io ho 2 uova in Itlia ho 0.40E
cmq sempre 2 uova sono
non sono Ewan J.
24 giu 2008 - 12:36 - #6ma non diciamo c.a.z.z.a.t.e, per favore!
il pil indica la quantità di beni e servizi finali PRODOTTI per il mercato in un anno, entro confini nazionali
Jollyroger
24 giu 2008 - 12:56 - #7ma se la spagna ha un PIL procapite inferiore al nostro e 15milioni di abitanti in meno come cavolo fa ad avere un pil maggiore del nostro
non sono Ewan J.
24 giu 2008 - 13:04 - #8“ma se la spagna ha un PIL procapite inferiore al nostro e 15milioni di abitanti in meno come cavolo fa ad avere un pil maggiore del nostro”
bella domanda…
l’unica cosa che mi viene in mente adesso è il precariato: in spagna è molto maggiore rispetto all’italia (checché ne dica faustino) e il precariato ha l’effetto di sovrastimare o sottostimare il pil di una nazione a seconda che il precario venga inquadrato come occupato o non occupato
ice
24 giu 2008 - 13:08 - #9è il Pil/numero abitanti ad essere maggiore
oltre ovviamente il tasso di crescita
@ #6 no il PIL conta solo i SOLDI corrisposti
il fatturato di un azienda che in Marocco vende 1000 uova a 0.001E sarà di 1E
la stessa azienda che vendesse 1000 uova in italia a 0.20E avrebbe un fatturato di 200E
per il PIL si conta il fatturato, non le uova…..
in questo banalissimo caso avremmo lo stesso quantitativo di beni prodotti, con la stessa soddisfazione di bisogni corrisposti, ma con un PIL nettamente diverso
sandokan71
24 giu 2008 - 13:17 - #10…e comunque hanno detto che per la Spagna i bei tempi sono finiti, è già cominciata la crisi.
non sono Ewan J.
24 giu 2008 - 13:21 - #11“no il PIL conta solo i SOLDI corrisposti”
continuo a ripeterti che quello che definisci NON è i pil, poi se vuoi saperne di più di Robert Hall, insegnate a Stanford e Berkley, nonché consigliere della Federal Reserve…
il pil è un dato nazionale e conta le uova, il prodotto, non quanto si guadagna con esso. prova ne è il fatto che fanno parte del pil anche le giacenze di magazzino, beni non venduti, ma prodotti per la vendita nell’anno di riferimento
ice
24 giu 2008 - 13:35 - #12…sempre e cmq conteggiati sul PREZZO che quell’articolo ha su quel mercato
altrimenti scusa……come mai la CINA e l’India non sono al vertice del G8……
ice
24 giu 2008 - 13:41 - #13da wikipedia…..scusa ma quelli della federal non mi sembrano obiettivi…….
Considerazioni generali
* Il PIL tiene conto solamente delle transazioni in denaro, e trascura tutte quelle a titolo gratuito: restano quindi escluse le prestazioni nell’ambito familiare, quelle attuate dal volontariato (si pensi al valore economico del non-profit) ecc.
* Il PIL tratta tutte le transazioni come positive, cosicché non entrano a farne parte i danni provocati dai crimini, dall’inquinamento, dalle catastrofi naturali. Ad esempio se compri un’auto il PIL cresce, se stai in coda e consumi più benzina senza muoverti di un metro il PIL cresce, se hai un incidente, il PIL cresce, se sei ospedalizzato il PIL cresce e così via. In questo modo il PIL non fa distinzione tra le attività che contribuiscono al benessere e quelle che lo diminuiscono: persino morire, con i servizi connessi ai funerali, fa crescere il PIL!
caso pratico (vedi il mio sulle UOVA)
se una proprietà agricola di pregio viene trasformata in un parcheggio, il PIL contabilizza l’ammontare del denaro coinvolto ma non considera il deprezzamento del capitale naturale per una siffatta trasformazione, da suolo fertile e produttivo a superficie asfaltata.
Per ovviare a questi aspetti paradossali, sono stati proposti indicatori alternativi quali il Genuine Progress Indicator (o GPI) e la Felicità Nazionale Lorda.
non sono Ewan J.
24 giu 2008 - 13:56 - #14“* Il PIL tiene conto solamente delle transazioni in denaro, e trascura tutte quelle a titolo gratuito: restano quindi escluse le prestazioni nell’ambito familiare, quelle attuate dal volontariato (si pensi al valore economico del non-profit) ecc.”
tiene conto dei beni e servizi prodotti per il mercato, è ovvio che abbiano un valore
“caso pratico (vedi il mio sulle UOVA)”
continuerò a ripeterti fino allo stremo delle forze che il tuo esempio sul pil non c’azzecca nulla con la definizione macroeconomica del pil
la misurazione del pil permette di valutare con quanta velocità cresca UN PAESE sulla base del suo tasso di produzione
ma non si può applicare questo tasso di crescita a due paesi diversi, perché il pil è per definizione relativo al territorio della nazione
ipotizzando che la sola produzione di italia e Cuba sia di uova
e che l’italia e cuba producano 200 uova in un anno
il pil dell’italia sarà il valore della produzione, ossia 40 euro, il valore del pil cubano sarà di 20 pesos
ma se cuba vende tutte le 200 uovca, mentre l’italia ne vende solo 100, non è che il pil di cuba resta di 20 pesos, mentre quello dell’italia di 20 euro. rimane comunque di 40, perché quello che conta è il fatto di averle prodotte, non di averle vendute
quello che non consideri è che il pil è sì un inicatore di sviluppo materiale, ma non è l’unico (ci sono, ad esempio la speranza di vita alla nascita, il tasso di scolarizzazione…)
_emy
24 giu 2008 - 14:14 - #15Non mi piace l’italiano con cui è scritto questo post… Poi gli ‘Iberi’… :S
ice
24 giu 2008 - 15:06 - #16si ma se le aziende vendono i propri prodotti nel mercato interno…vengono pagati il COSTO che i beni hanno sul mercato interno….non venogono calcolati sul valore Itliano delle uova!!!!
non sono Ewan J.
24 giu 2008 - 15:26 - #17questo è però irrilevante ai fini della misurazione del pil
ice
24 giu 2008 - 16:50 - #18proprio perchè questo è irrilevante ai fini del calcolo del PIL rende il pil stesso privo di senso……
la Cina non è in cima al G8 solo perchè tutte le merci che si muovono nel mercato interno si muovono ad un prezzo 100-1000 volte inferiore a quello occidentale
ice
24 giu 2008 - 16:58 - #19senza considerare che se io dittaA vendo a te privato 10 mele e ti fatturo 5E genero PIL, mentre sa io privato cedo a te 10 mele in cambio di 10 pere non genero nessun PIL
non sono Ewan J.
24 giu 2008 - 17:56 - #20“proprio perchè questo è irrilevante ai fini del calcolo del PIL rende il pil stesso privo di senso……”
il pile è solo in apparenza irrilevante
perché se aumenta la produzione (cioè il pil) aumenta anche la disponibilità di lavoro, cioè l’occupazione, generando un effetto spositivo sul reddito e sul tenore di vita medio di tutti
ecco perché è importante il pil
che, ripeto, non è il solo indicatore della qualità della vita, ma è uno dei più importanti
Klinger
24 giu 2008 - 18:08 - #21“perché se aumenta la produzione (cioè il pil) aumenta anche la disponibilità di lavoro, cioè l’occupazione…”
falso!può aumentare semplicemente la produttività,lasciando invariato il nuomero di lavoratori e le ore impiegate per la produzione
ice
24 giu 2008 - 18:54 - #22infatti se io produco 5 martelli in 3 ore e li vendo a 2E cadauno il contributo al pil è dato dal mio stipendio e dal ricavo di 10E
se produco 10 martelli in 3 ore e li vendo a 1E cadauno il contributo al pil sarà sempre di 10E piu il mio salario e le mie spese
infatti il prodotto interno lordo della CIna surclasserebbe quello USA se venizzero applicati i correttivi giusti, ma considerato il costo della merce scambiata sul mercato cinese ……
quindi ripeto
il PIL è il COSTO interno lordo
non sono Ewan J.
24 giu 2008 - 20:02 - #23infatti se io produco 5 martelli in 3 ore e li vendo a 2E cadauno il contributo al pil è dato dal mio stipendio e dal ricavo di 10E
no
ti ripeto che il ricavo non centra nulla col pil. se lasciassi il martello invenduto, i 2 euro andrebbero comunque ad essere conteggiati nel prodotto
e non finirò mai di ribadirlo, perché quello che stai dicendo è da un punto di vista macroeconomico SBAGLIATO
ice
24 giu 2008 - 22:07 - #24vabbè io ci ho provato a spiegartela…..
non sono Ewan J.
25 giu 2008 - 08:02 - #25semmai il contrario, visto che tu dici inesattezze e io no…