Un anno e mezzo fa un governo di centro sinistra e una giunta di centro-destra avevano deciso che la base americana di Vicenza poteva espandersi, inglobando l’intero aereoporto e prendendosi una grande fetta della città. Un comitato nato dalla società civile, chiamato No Dal Molin, non si è perso d’animo ed ha iniziato a lavorare sul territorio, con presidi e incontri informativi sul perché Vicenza non dovesse essere svenduta e usata come base di guerra senza neanche consultare i cittadini.
Oggi, dopo la sentenza del Tar del Veneto (qui la notizia) di qualche giorno fa che giudica come illegittima la decisione e il modo in cui è stata presa, è tutto un altro panorama. Dopo un anno di lavoro i No Dal Molin si sono presentati alle elezioni comunali, hanno raccolti ampi consensi e sono stati decisivi nel ritorno del centro sinistra al comune di Vicenza; il nuovo sindaco, Achille Variati, ha ottenuto il loro appoggio con la promessa di referendum sulla questione della base, e cosi sarà (la giunta ha già approvato il referendum).
Dopo quasi due anni di lavoro c’è tanto da festeggiare (e i ragazzi del presidio lo fanno con incredibile slancio, guardate nel video di sopra la consegna demenziale della “laurea ad honorem” alla digos, per le altre andate qui), ma la battaglia è appena cominciata. I prossimi passi saranno la prosecuzione del presidio, che durerà tutta l’estate (sarà il luogo di vacanza dei vicentini), la raccolta di firme contro la/le Coop, vincitrici dell’appalto per la costruzione della base, la preparazione dell’importantissimo referendum che si terrà ad Ottobre.
Nel frattempo continuano le attività affini alla battaglia. La redazione di un giornale, le trasmissioni radio, il sito web, i festival No Dal Molin e altri mille modi di farsi conoscere e avere l’occasione di spiegare il perché del no alla base. Hanno lavorato molto bene fino ad oggi, i No Dal Molin, e rappresentano un modello per i cittadini, ormai consci che per difendere i propri diritti bisogna spendersi in prima persona, e non guardare all’ormai stanca e inaffidabile politica nazionale. La lezione sembra si stia diffondendo in fretta e bene. Vedere per credere. Chiaiano, Mattarello, i No Ponte, e tante nuove realtà che non soffrono della sindrome di Nimby ( not in my back yard, non nel mio cortile), semmai non credono più nello sviluppo fine a se stesso che distrugge intere città e il paese e non fa che riempire le tasche di chi queste politiche le fa e le propaganda.
Voi vorreste vedere la vostra bella città diventare una base militare americana?
zoe57
24 giu 2008 - 14:11 - #1non la vorrei per niente
Proust
24 giu 2008 - 15:07 - #2il No dal Molin è e deve essere un esempio di come si deve riportare la politica e le decisioni a contatto coi cittadini.
c’è del folklore e ben venga, mica tutto deve essere discusso con modalità da mummie incravattate come in parlamento, ma c’è anche molta sostanza: competenza, dialogo e informazione.
la dimostrazione è che le amministrazioni locali cominciano ad ascoltare di più i cittadini e di meno “gli ordini che arrivano dall’alto”.
Sono sicuro che se faranno il referendum e passerà il no poi il governo farà un decreto legge apposta per fare la base lo stesso, tanto “hanno vinto le elezioni”, così va l’italia.
ranino
24 giu 2008 - 16:18 - #3credo che il referendum sia la cosa più giusta da fare.
Una cosa non capisco: come mai ci sono ancora così tante bandiere rosse tra i manifestanti quando sono i loro stessi rappresentanti politici ad avere portato avanti il tutto nonchè averci lucrato (l’appalto alle coop). I comunisti che costruiscono le basi agli americani? non esiste proprio più il senso dei propri ideali.
Proust
24 giu 2008 - 16:26 - #4Ranino: e vai a capirle certe cose… il governo di sinistra e l’amministrazione locale di destra volevano la base, ora il governo di destra vuole la base e l’amministrazione locale di sinistra non la vuole…
sembra un po’ come i cartelli contro la discarica di Chiaiano che mettevano in giro i consiglieri comunali del PDL prima delle elezioni, non si capisce più niente!
motivo in più per ripartire dal basso con le persone e non coi simboli ;-)
ranino
24 giu 2008 - 18:11 - #5il fatto è che c’è tanta gente che ancora ci crede. E allora giù addosso a Berlusconi da una parte e Veltroni (o chi per esso) dall’altra.
Una cosa è certa: chi ci rappresente se ne fo.te altamente degli ideali, di destra o sinistra che siano.
Koryu della Corrente del Fiume
24 giu 2008 - 22:37 - #6Se in natura esistesse una legge fisica che porterebbe a materializzare l’incoerenza in antimateria, l’Italia annichilerebbe in pochi secondi. Altro che nucleare.