E questo sarebbe il segretario intelligente, colto, carismatico che, come disse l’altro giorno Silvio Berlusconi: ”Si mangia tutti gli altri segretari a colazione, a pranzo e a cena?”. Parliamo, evidentemente di Angelino Alfano che in una intervista al settimanale “Chi” afferma testualmente: “”Queste elezioni rappresentano i titoli di coda di un film che sta per chiudersi: Gli elettori ci vedranno senza la Lega al Nord”.
Per Alfano, che domani incontrerà con Casini e Bersani il premier, questo è il “dazio altissimo” che il Pdl ha dovuto pagare per sostenere il governo di Mario Monti: “Abbiamo perso un alleato, sacrificando i nostri interessi per il bene dell’Italia. Certo, il Pd non ha sconquassato un’alleanza. Noi abbiamo lasciato Bossi senza guadagnare l’alleanza con Casini. Speriamo che i cittadini capiscano e ce lo riconoscano”.
Un piccolo particolare, è Bossi che ha lasciato Berlusconi, non viceversa. Quindi, alle prossime amministrative il Pdl correrà senza Lega Nord. Anche secondo Angelino Alfano ormai la spaccatura con il Carroccio è insanabile. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando il “Ghe pensi mi” pronosticava per il suo partito la maggioranza assoluta! Ora, i sondaggi lo danno con l’acqua alla gola, attorno al 20%, poco più: una debacle mai subita da nessun altro partito in Italia in così poco tempo.
Berlusconi e il fido Angelino sono rimasti come Don Falcuccio … Ecco perché stanno così avvinghiati a Monti. Dopo il ko delle urne grideranno in un sol coro che hanno pagato salato il loro alto senso di responsabilità verso lo Stato e verso gli italiani. Taca banda!

2 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
boh1
bene..ovviamente non tutto il marcio sta nel pdl..ma come si dice, il pesce puzza dalla testa. Una volta scardinata e scomparsa la coaliziona più affarista, liberticida, e corrotta della storia repubblicana , il cammino è ancora lungo anche perchè sono lunghe le ripercussioni del ventennio berlusconiano, che si è aggiunto al ventennio socialista del grande maestro craxi generando quel famoso debito pubblico devastante, che tutti menzionano , che tutti ricordano ma che in pochi ricordano chi lo generato. La cosiddetta nuova repubblica doveva mettere una pezza colmare i disastri socialisti e invece siamo arrivati a un passo dalla bancarotta, col premier che scappa con la coda tra le gambe incapace di governare , nonostante le regalie , i suoi stessi avvocati , legali e manager preposti nel parlamento. Le prossime generazioni dovranno mettere mano e ricucire per almeno 50 anni i danni dell impero socialista berlusconiano.
#1 - Scritto il
pigi
Infatti: il debito nessuno dice come si è generato. Si è speso in appalti? Non lo si dice perché basta poco a verificare che opere pubbliche in Italia se nel sono fatte pochissime da trent'anni, esclusi i mondiali. Quindi poche opere pubbliche non possono generare grandi debiti. Il debito pubblico devastante in Italia è stato fatto con le PENSIONI, che in Italia costituiscono il 14 per cento del PIL, il doppio degli altri paesi dell'OCSE, dati forniti dall'OCSE stessa. A partire dal 1969, con l'introduzione delle pensioni d'anzianità e con legare la pensione all'ultima retribuzione, abbiamo consentito a milioni di persone di andare in pensione a cinquant'anni o meno, mentre la vita media tende agli ottanta. Il 14 per cento del PIL per le pensioni, mentre le grandi opere pubbliche arriveranno sì e no al 3 per cento. Questo per far capire l'ordine di grandezza delle cifre in gioco.
#2 - Scritto il