Riforma lavoro: come cambieranno i contratti?

Scritto da: -

Elsa Fornero - Riforma lavoro, i contratti

Il Governo ha distribuito due documenti alle parti sociali per illustrare la riforma del lavoro che l’esecutivo guidato da Mario Monti e il Ministro del Lavoro Elsa Fornero stanno preparando: il Sole 24 Ore ha pubblicato i testi relativi agli ammortizzatori sociali e ai contratti. Dopo l’incontro di oggi, il Ministro Fornero si è detta ottimista relativamente alla possibilità di chiudere un accordo entro la prossima settimana.

Sulla base dei documenti diffusi online, vediamo nel dettaglio cosa ci aspetta dal punto di vista delle modifiche contrattuali per i lavoratori.

Obiettivi

L’obiettivo dichiarato di questa riforma, per quanto riguarda il capitolo “contratti”, è quello di «rendere più dinamico il mercato del lavoro soprattutto a vantaggio delle fasce svangaggiate (a partire dai giovani), contrastando al contempo il fenomeno della precarizzazione della forza lavoro».

Le metodologie scelte prevedono interventi sulla flessibilità in entrata (disincentivi all’uso dei contratti a tempo determinato e a progetto) e interventi sulla flessibilità in uscita (repressione delle dimissioni “in bianco”, licenziamenti indivuduali per motivi economici).

Contratti a tempo determinato: costeranno di più

Verrà incrementato il costo contributivo del contratto a tempo determinato (destinazione: il finanziamento dell’assicurazione sociale per l’impiego), con esclusione di alcune tipologie di contratti, da definire, ma fra i quali, sicuramente, i contratti a tempo determinato per sostituzione.

Si tenterà anche di combattere la «successione abusiva di contratti a termine», verrà «resa più rigida la disciplina del rinnovo dei contratti a termine, tramite l’aumento dell’intervallo temporale che deve esservi tra la scadenza di un contratto e la stipulazione di quello successivo».

Per quanto riguarda le sanzioni, ci sono due possibilità che rimarranno la conversione del contratto o il riconoscimento di un risarcimento compreso fra le 2,5 e le 12 mensilità.
Si dovrebbe, inoltre, eliminare l’obbligo del lavoratore di impugnare il contratto ritenuto illegittimo entro 60 giorni dalla scadenza dello stesso, in modo che il lavoratore non sia costretto a compromettere prematuramente il rapporto col datore di lavoro.

Apprendistato: obbligatorio il “tutor”

Anche l’ingresso nel mondo del lavoro attraverso i contratti di apprendistato verranno regolamentati, ma sulla base del decreto legislativo già esistente (167/2011), cui si aggiungeranno: il fatto che il datore di lavoro può stipulare contratti di apprendistato se ha confermato in servizio una certa percentuale di apprendisti; una durata minima dell’apprendistato; l’introduzione obbligatoria del tutor

Contratto a tempo parziale e intermittente: nuovi obblighi

Il Governo vuole intrudurre l’obbligo di comunicazione amministrativa di ogni variazione di orario che dovesse essere introdotta in applicazione di clausole «elastiche o flesibili nell’ambito del part-time verticale o misto (che è la forma di part-time che maggiormente si presta ad abusi)». La comunicazione amministrativa dovrà avvenire contestualmente a quella data al lavoratore, con congruo preavviso.

Anche per il lavoro intermittente o “a chiamata” dovrebbe essere introdotto l’obbligo di comunicazioni amministrative (anche con modalità «snelle, compreso il messaggio telefonico»).

Collaborazioni a progetto: disincentivi

Anche per i contratti a progetto si opererà sul fronte dei disincentivi, soprattutto per contrastare forme di contratto che in realtà mascherano situazioni di rapporti di lavoro subordinati e continuativi.
Si prevede, così, una definizione più stringente del progetto, una «presunzione relativa» (si può dunque offrirne una prova contraria) per quei contratti a progetto che prevedono un’attività del collaboratore analoga a quella svolta da lavoratori dipendenti; l’eliminazione delle clausole individuali che consentono il recesso del datore di lavoro anche in mancanza di giusta causa.

Aumentano anche le aliquote INPS, che si avvicineranno a quelle per il lavoro dipendente.

Partite IVA

L’obiettivo è contrastare la collaborazione professionale con partita IVA che maschera collaborazioni continuative e coordinate. In particolare, per quei casi in cui la collaborazione duri più di sei mesi in un anno, da cui il collaboratore ricavi il 75% dei corrispettivi e fruisca di una postazione di lavoro presso il datore di lavoro.
Rimangono escluse le collaborazioni di professionisti iscritti ad albi.

Associazione in partecipazione con apporto di lavoro

Un’altra forma per mascherare rapporti di lavoro subordinati è l’associazione in partecipazione con apporto di lavoro. Il numero massimo di associati sarà limitato a cinque, «fatte salve le associazioni costituite in ambito familiare, nonché, eventualmente, quelle aventi ad oggetto lo svolgimento di attività di elevato contenuto professionale».
Si verificherà, inoltre, l’effettiva partecipazione agli utili di tutti gli associati.
Anche qui aumenteranno - come per le collaborazioni a progetto - le aliquote INPS.

Lavoro accessorio

Tipologia di rapporto introdotta nell’ordinamento nel 2003, prevede che il lavoratore possa essere utilizzato solo in casi di necessità e venga retribuito attraverso “buoni” (voucher). E’ il caso, per esempio, dei lavori domestici, di giardinaggio, di insegnamento privato e simili, di lavori in periodi di vacanza per i giovani con meno di 25 anni di età, consegna porta a porta etc.
Verranno ristretti i campi in cui si potrà utilizzare questa forma di collaborazione e si introdurranno obblighi di comunicazione amministrativa in maniera snella. Sono previsti anche interventi sui voucher.

Foto © TM News

Vota l'articolo:
3.75 su 5.00 basato su 4 voti.  
 
Aggiorna
  • nickname Commento numero 1 su Riforma lavoro: come cambieranno i contratti?

    Posted by: gatzpacho

    Questa foto è agghiacciante Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Riforma lavoro: come cambieranno i contratti?

    Posted by: automatico

    ridateci silvio! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Riforma lavoro: come cambieranno i contratti?

    Posted by:

    scusate, io non capisco una cosa: con fasce svantaggiate si parla sempre di giovani. Vero che la dispoccupazione giovanile è alta, ma il problema generale è entrare nel mercato del lavoro. Non tocca di più i giovani. Il punto è che i meno giovani sono già entrati in buona parte. Mi spiego meglio. Già ora, se uno viene licenziato a 55 anni pensate che sia più facile per lui trovare lavoro di un giovane? Se si continua ad incentivare il lavoro giovanile per chi viene licenziato non più giovanissimo diverrà impossibile trovare lavoro. Bisogna incentivare il lavoro di tutti, non avantaggiare certe fasce. Mi sembra serva solo a ridurre i titolo da tg "disoccupazione giovanile al XX%" Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su Riforma lavoro: come cambieranno i contratti?

    Posted by:

    Grazie Silvio, grazie Giulio, grazie Mario, grazie Elsa… Grecia, arriviamo!!!! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 5 su Riforma lavoro: come cambieranno i contratti?

    Posted by: sternig

    @ magilla1 Condivido pienamente il tuo intervento, sopratutto ora che l'età della pensione viene spostata sempre più avanti nel tempo… Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 6 su Riforma lavoro: come cambieranno i contratti?

    Posted by:

    Cercavo - ingenuamente - in questo post la notizia di agevolazioni per l'azienda (=diminuzione delle tasse) ad assumere a tempo indeterminato per contrastare il "precariato" (qualunque forma abbia). Invece leggo solo di ulteriori aumenti di oneri anche nel caso di lavoro precario. E, da questa lettura - lo ammetto - superficiale, mi viene da dire che si incentiva il lavoro nero, la disoccupazione (non ci sarà nemmeno più lo stipendio da precario) e le aziende (specie quelle piccole) chiuderanno più di quanto già ora sta accadendo. Vorrei ricordare al governo che, a furia di spremerlo, il limone non dà più succo… Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 7 su Riforma lavoro: come cambieranno i contratti?

    Posted by: gris0

    Devono eliminare quella cosa oscena che è il co.co.pro. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 8 su Riforma lavoro: come cambieranno i contratti?

    Posted by: automatico

    i lavoratori ormai devono reggere la concorrenza dei colleghi asiatici a 50 dollari al mese, e' la legge della domanda e dell' offerta che governa… Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 9 su Riforma lavoro: come cambieranno i contratti?

    Posted by: ds

    #8 automatico leggi và invece di sparare boiate: <a href='http://www.motori24.ilsole24ore.com/Industria-Protagonisti/2012/03/volkswagen-premio-dipendenti-7500-euro.php' rel='nofollow'>http://www.motori24.ilsole24ore.com/Industria-Protagonisti/2012/03/volkswagen-premio-dipendenti-7500-euro.php</a> Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 10 su Riforma lavoro: come cambieranno i contratti?

    Posted by: mariostaffaroni

    Noi diciamo di copiare i tedeschi quando ci viene bene, ma poi continuiamo tranquillamente a coltivare lavoro da sottosalario; eppure la Germania ha i salari tra i più alti dell'Ocse e la Wolvagen prevede un premio ai suoi dipendenti di 7000€. Adesso ci raccontano che con la Riforma del lavoro troveranno il coraggio di investire in Italia le autocolonne di imprese estere ferme al Brennero in attesa di Monti e Fornero… E la lotta, seria ed incisiva al lavoro nero? l'imprenditore estero sarà felice di investire in un paese dove il suo dirimpettaio diretto concorrente produca a costo del lavoro e fiscale 0? in realtà questo governo è sorto per tentare di stabilizzare l'Italia così come è ed era: riassumibile in 10% di italiani = 50% della ricchezza nazionale. E si muove coerente. Ma questa Italia come era ed è non è affatto da salvare: ma da cambiare riformandola da capo a piedi. per tornare ad essere visibile. Batti e ribatti, gira e rigira, ci ritroviamo con una nazione, che Siria doverosamente esclusa, risulta quella che nel Mediterraneo oggi risulta avere la classe dirigente che se ne infischi maggiormente di libero voto ed elettori. Il Lavoro dovrebbe essere la prima e vitale missione di una classe politica decente: ma invece, nel reale, ci propinano estasiati una Recessione intenzionale che fabbrica disoccupati per definizione. Mi sento a disagio con i nostri ragazzi e ragazze a fargli vedere a quale equipaggio, noi più anziani, abbiamo affidato la guida della nave ormai da anni. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 11 su Riforma lavoro: come cambieranno i contratti?

    Posted by:

    E il Clientilismo dove lo mettiamo cara Fornero???? Ah si c'è tua figlia anche…. Automatico hanno più cervello i dinosauri che non te!!!Pensa ai tuoi giornalacci con titoli da stadio "Hanno vinto i gay" !!!!Questa è la vostra intelligenza!!!Fate titoli del genere e perderete sempre più consensi è FINITA manco se leccate il c**o alla Chiesa tornate al Governo Scritto il Date —

 

© 2004-2014 Blogo.it, alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.
Per informazioni pubblicitarie e progetti speciali su Blogo.it contattare la concessionaria esclusiva Populis Engage.

Polisblog.it fa parte del Canale Blogo News ed è un supplemento alla testata Blogo.it registrata presso il Tribunale di Milano n. 487/06, P. IVA 04699900967.