Mario Monti all'Aquila: «Non mi aspettavo una situazione del genere»

L'Aquila - Mario Monti in visita. Nell'immagine, il Palazzo del Governo dopo il 6 aprile

L'ex professore Mario Monti, attualmente Presidente del Consiglio Mario Monti, è in visita a L'Aquila: il capoluogo abruzzese sta per celebrare il terzo anniversario del terremoto del 6 aprile 2009.

Secondo quanto ha riferito il Centro, il giornale locale aquilano, il premier sarebbe rimasto molto sorpreso dalla situazione:

«Non mi aspettavo di vedere una situazione del genere. Avendo visto le scene in televisione non potevo immaginare. Starci è un'altra cosa. L'impressione è che la città abbia una straordinaria bellezza nonostante questa drammatica situazione».

Fa un po' specie sentire un Presidente del Consiglio ammettere quel che in molti - a cominciare dal sottoscritto, se mi si consente un brevissimo excursus personale, avendo personalmente dedicato alla situazione post-terremoto dell'Aquila un anno di lavoro, inchiesta e attivismo - andavano dicendo da tempo. Ovvero, che la straordinaria propaganda del precedente Governo Berlusconi e del precedente Capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso (il nuovo Capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, era prefetto dell'Aquila, durante la gestione della prima fase emergenziale) hanno oscurato la realtà dei fatti.

Ministro Barca relazione L'Aquila

C'era bisogno che andasse sul posto, Mario Monti, perché si rendesse conto della situazione. E c'era bisogno della relazione del Ministro Barca perché si riscontrasse che la ricostruzione (i cui numeri si possono evincere dalla tabella qui sopra) è ancora una parola priva di significato. Che la trasparenza è assente, al punto che nella sua relazione il Ministro chiede di riorganizzare in maniera chiara le cifre spese per la gestione emergenziale e che vengano messe a disposizione del pubblico.

Una volta riorganizzate le cifre, Barca suggerisce:

«Costruire un database strutturato in maniera da poter estrarre un elenco con tracciatorecord tale da riportare queste informazioni è il primo passo per poter informare compiutamente i cittadini. Questo database, o una estrazione sufficientemente rappresentativa del fenomeno, quindi comprensiva delle informazioni citate, dovrebbe essere messo a disposizione del pubblico.

Un "primo passo", come dice Barca, a 3 anni dal sisma e dopo che, sul territorio aquilano, sono state prese decisioni definitive come le C.A.S.E. (i complessi totalmente delocalizzati dal preesistente che rendono L'Aquila simile a una ciambella, vuota al centro e con una periferia rarefatta). Un "primo passo" dopo che la trasparenza venne richiesta per mesi e mesi da un'ampia fetta di società civile, senza che le istituzioni rispondessero in maniera adeguata.

Ora Monti è stato all'Aquila e si è trovato di fronte a una situazione che non si aspettava. Forse sarebbe il caso di portarlo anche a Chiomonte, a vedere il cantiere della Tav che non c'è. Il caso Aquila e il caso Val di Susa sono molto simili. Per la sospensione della democrazia. Per la propaganda. Per le imposizioni sulla popolazione locale. Anche all'Aquila si andava dicendo che le C.A.S.E. erano l'unica soluzione per risolvere l'emergenza abitativa. La storia sta provando che non era così.

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