Italiani, ingordi di diritti e lenti con i doveri?

La curiosità è scattata alla lettura di un breve articolo di Antonio Saccà dal titolo “Torniamo al Dovere”, pubblicato per i tipi del Borghese nel numero di Maggio 2008. Già, il dovere. Penso che un italiano che si ricordi di avere anche dei doveri non sia da considerarsi tale. Per natura, non per altro.
La prima cosa che ho fatto è stato verificare sul Documento principe dell’ordinamento italiano, la Costituzione: bene, con somma sorpresa che tra i due concetti non c’è partita: 60 volte ricorre la parola “diritt -“ mentre solo 8 misere volte quella “dover -“.



Portando il tutto sul piano dell’informazione, perché è questo che mi interessa chiamare in causa visto il potere di indirizzare ed influenzare la capacità di giudizio, il succo di quanto detto finora è il seguente: ho come l’impressione che ogni qual volta ci sia una lotta elettorale o ci sia un tizio che si presenta in televisione, un Caio che scrive, un Sempronio che lancia un appello, un Carneade che si maschera da difensore di qualche cosa c’è sempre una parola che ricorre più delle altre: diritto. Diritto alla casa, al lavoro,
alla felicità…Diritti, dunque. E i doveri? I dati raccolti con Bayes-Swarm paiono dare conferma alla impressione che ha mosso il ragionamento.
Bene, nelle pagine in rete analizzate dal database, negli ultimi tre mesi, la parola diritto/i (per convenienza “diritt -“) si presenta per ben 2961 contro le 294 ricorrenze della parola “dover –“. Credo che i grafici allegati rendano bene l’idea senza bisogno di battere altre parole.
Voglio chiudere con una curiosità: la parola “doveri” al plurale non viene mai rilevata sulle pagine elaborate mentre per quanto riguarda i “diritti”, plurale, ci sono ben 1381 ricorrenze. Come concludere. Siamo italiani, un dovere alla volta ma facendo il pieno di diritti.

Andrea Turi Osservatorio-web



  • shares
  • +1
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO