68° anniversario Hiroshima: 6 agosto 1945

50mila persone al Peace Memorial Park, per ricordare le bombe atomiche cadute sulla città.

La campana della pace è suonata alle 8.15 a Hiroshima (1.15 in Italia), per dare l'avvio al minuto di silenzio che ogni anno commemora la tragedia delle bombe atomiche piovute sul Giappone al termine della Seconda Guerra Mondiale. Il 68° anniversario è ancora in grado di richiamare 50mila persone al Peace Memorial Park, a cui si aggiungono le delegazioni di un'ottantina paesi.

Presenti tutti i paesi che hanno armi nucleari nell'arsenale - con l'esclusione della Cina, ancora alle prese con il contenzioso sulle isole Senkaku - che hanno ascoltato il premier Shinzo Abe parlare della necessità che "il Giappone, in quanto unico paese colpito dalle armi atomiche, abbia il dovere di battersi per un mondo senza ordigni nucleari".

A fare da sottofondo alle sue parole, gli slogan anti-nucleari degli attivisti intervenuti. Attivisti contro il nucleare, inteso come fonte energetica, nei confronti della quale Abe è invece ben disposto (al momento in Giappone sono in funzione due reattori su 50, in seguito alla tragedia di Fukushima).

La cerimonia è invece iniziata con la dedica del registro dei nomi dei sopravvissuti che sono deceduti nel corso dell'ultimo anno e chiusa con il canto corale della "Hiroshima Peace Song". In mezzo, tanti discorsi. Ma non tutti di retorica, visto che il sindaco di Hiroshima ha condannato apertamente l'accordo sul nucleare civile che il paese ha stretto con l'India, che è un paese proliferatore: "Promuoverà anche le relazioni economiche, ma sarà da intralcio all'abolizione delle armi nucleari".

E in effetti, nonostante le parole sulla "mission" del Giappone, il paese del Sol Levante è stato tra quelle 80 nazioni che non hanno firmato la dichiarazioni sulle armi atomiche a Ginevra, in aprile, nella commissione che deve spianare la strada alla revisione del Trattato di non proliferazione. La ragione giapponese è stata spiegata con la contraddizione di dichiarare inumana l'arma atomica nel momento in cui è anche il nucleare americano a proteggere il paese.

Il sindaco Matsui ha anche ricordato l'iniziativa di 5.700 città per arrivare all'abolizione dell'atomica entro il 2020 e parlato del dramma delle vittime della città: ancora oggi 200mila persone, con un età media di 80 anni, sono registrate come "hibakusha" (vittime dell'atomica). Presente anche l'ambasciatore degli Stati Uniti, John Roos: gli Usa non hanno mai sconfessato la decisione di Truman di sganciare la bomba, ma intendono "continuare a lavorare con il Giappone per far avanzare l'obiettivo del Presidente Obama di realizzare un mondo senza armi nucleari".

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