
Quando stamani il caporedattore di Polis mi ha chiesto un pezzo di analisi “da destra” sulla vicenda Berlusconi-Saccà ho indugiato abbastanza. Mi sono domandato – e ho girato l’interrogativo a un valido collega – cosa avrei scritto: “Berlusconi – ho concluso - è indifendibile”. Risposta di Paganini: “La destra pulita e montanelliana ha tutto il diritto di esprimere delle critiche”.
Ecco, forse deluderemo qualcuno, ma le nostre non possono essere altro che critiche di fronte ad un uso personalistico della cosa pubblica (quale è la Rai). Gli affari e i favori che si celano dietro le telefonate tra l’ex direttore di Rai Fiction e l’allora capo dell’opposizione, infatti, dimostrano – ancora una volta - in modo palese, che i tentacoli del Palazzo non hanno confini: raggiungono tutto e tutti facendosi beffa della meritocrazia.
C’è chi – già da ieri sera – si è affrettato a chiarire che non c’è nulla di penalmente rilevante nelle intercettazioni pubblicate oggi dall’Espresso. Benissimo, siamo contenti. Ma il problema resta. Perché, indipendentemente dalla magistratura (che tra l’altro indaga a Napoli sulla prima fase di questa brutta storia), il caso è squisitamente politico e tira in ballo – non chiamateci per questo bacchettoni – anche la cd. questione morale che in un paese civile e moderno non deve essere per nulla secondaria o irrilevante.
La politica ha il dovere di interrogarsi dinanzi a simili episodi che portano alle luce privilegi incassati in maniera bipartisan: da Letizia Moratti che chiede una spintarella per la moglie del suo braccio destro a Francesco Rutelli interessato a una mini serie sulla famiglia Scicolone.
E’ giunto il momento, dunque, di avviare una seria riflessione sulla Rai, sulla sua gestione e sul ruolo della politica. Aveva ragione Walter Veltroni quando, in tempi non sospetti, chiedeva l’abolizione del Cda di Viale Mazzini: “Meno nomine fa la politica meglio è”. Forse è il caso di dargli retta. Sarebbe l’unico modo per provare a rompere questo circolo vizioso che, di certo, non fa bene al Paese.
Ewan J. (bannato da marco paganini)
27 giu 2008 - 10:58 - #1che la rai fosse uno schifo, la peggiore banderuola del paese, era cosa nota da tempo. intercettazioni o meno
mi fa meraviglia (leggi: tristezza) tutta la gente che ieri ha scoperto l’acqua calda
Pierpyx polisblog
27 giu 2008 - 11:02 - #2mi sembra un ottimo articolo, molto ragionevole.. il fatto che non ci sia nulla di penalmente rilevante (ammesso che sia così) non vuol dire che si debba per forza mettere sotto i piedi l’etica e la morale per ottenere un obiettivo politico..
fabio nolli
27 giu 2008 - 11:13 - #3Questione morale?????????
Perchè, c’è ancora una morale da qualche parte?
Suvvia, siam pur sempre il paese del “fatti furbo” e che idolatra i furbi che ce l’hanno fatta ad arrivare!
Pierpyx polisblog
27 giu 2008 - 11:21 - #4@fabio nolli
lo so che siamo nel paese dei furbi, ma io non idolatro nessun furbo del quartiere e ci tengo a precisare la mia posizione in merito, che penso dovrebbe essere la normalità delle cose..
fabio nolli
27 giu 2008 - 15:35 - #5@#4: la cosa le fa onore. Il mio voleva essere uno sfogo abbastanza disilluso, non un attacco verso di lei
MarcoF
29 giu 2008 - 18:22 - #6E’ vero che non sono penalmente rilevanti, ma per quale motivo l’assenza di reato dovrebbe toglierci il diritto di inca**arci come delle bestie con questi omuncoli schifosi?
davide f.
04 lug 2008 - 15:46 - #7Berlusconi ha sempre fatto un uso personalistico di tv e dello stato (vedi alla voce giustizia). Certo già sarebbe qualcosa se chi l’ha votato almeno gli ricordasse che c’è un limite etico ai personalismi e al fare mafioso.