Enrico Letta da Baku, Azerbaijan: "Sull'energia occasione per l'Italia"

Il premier Letta vola in Azerbaijan per chiudere la partita sulla fornitura di gas: incontrerà il presidente Aliyev, nuovamente candidato alla presidenza. Il suo "regno" dura dal 2003

La conferenza stampa

Al termine dell'incontro tra il presidente azero Ilham Aliyev ed il primo ministro italiano Enrico Letta, quest'ultimo è apparso soddisfatto del colloquio con il dittatore dell'Azerbaijan, che si è concentrato in particolare proprio sul settore energetico e sullo sviluppo di accordi commerciali in tal senso.

"Oggi siamo qui per creare sull'energia un'occasione di lungo termine per l'Italia, perché i costi dell'energia sono frutto di scelte che si rilevano molti anni dopo e qui cerchiamo la soluzione a problemi per abbassare le bollette nei prossimi anni. [...] Le scelte di oggi avranno conseguenze fondamentali per l'Italia nei prossimi decenni. Tra sette o otto anni, quando queste decisioni si realizzeranno, non sarò più primo ministro, ma ho seguito questo obiettivo fin dall'inizio del mandato ricevuto da Napolitano e confermato dalla fiducia del Parlamento. Sono impegnato, impegnatissimo, ad affrontare i problemi degli italiani e a risolverli. [...] Il governo è impegnato sulle cose da fare e il problema dell'energia è una di queste come dimostrano i dati usciti oggi sull'entità delle bollette dopo l'introduzione del mercato libero."

Insomma, una riforma annunciata quella energetica, almeno per quanto riguarda le forniture di gas, che ad oggi dipendono dai gasdotti russi che passano attraverso il continente (con tutti i problemi geopolitici del caso), che passeranno dal Mar Caspio per raggiungere l'Europa dal corridoio sud.

Enrico Letta in Azerbaijan per il gas: incontrerà il dittatore Aliyev

Ha annunciato il suo viaggio a Baku, capitale dell'Azerbaijan, solo ieri sera il primo ministro Enrico Letta, che incontrerà quest'oggi il presidente azero Ilham Aliyev per discutere, e chiudere, la strategica partita a scacchi sulle forniture di gas all'Italia tramite un nuovo corridoio, il Mar Caspio.

A spiegare le ragioni del viaggio è stato, dicevamo, lo stesso Letta: "

Occuparmi del gasdotto che porterà il gas dal Mar Caspio, che ci aiuterà a diversificare le fonti di approvvigionamento energetico."

Il riferimento è al nuovo gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline) che collega l'Azerbaijan all'Europa e che arriverà in Puglia, vicino a Melendugno (Le), trasportando il gas azero nei siti di stoccaggio che verranno realizzati con tutta probabilità in terra di Basilicata; se infatti l'Azerbaijan è uno dei più ricchi giacimenti di gas e petrolio del mondo, altrettanto vero è che il freno all'economia azera è rappresentato proprio dalle infrastrutture di collegamento con altri paesi, piuttosto carenti.

Tale gasdotto porterà in Italia, lungo il corridoio Sud, il gas dell'Azerbaijan, attraverso la Turchia, la Grecia e l'Albania, a prescindere dalla rete di distribuzione russa di Gazprom sulla quale ha a lungo puntato il governo Berlusconi con gli accordi, poi sfumati, dell'Eni.

Anche qui però il problema è democratico: l'Azerbaijan infatti è governato da 10 anni dal presidente-dittatore Aliyev, che fu precedentemente vicepresidente della compagnia petrolifera statale SOCAR (carica ottenuta nel 1994 grazie ad una sapiente opera di tangenti), incarico che ha lanciato Aliyev nella vita politica del paese.

Chi è Ilham Aliyev?


Aliyev è stato eletto per la prima volta nel Parlamento azero (Milli Majlis) nel 1995: divenuto prima Presidente del Comitato Olimpico Nazionale e successivamente capo della delegazione azera al Consiglio d'Europa, due mesi prima delle elezioni presidenziali del 2003 venne nominato Primo Ministro, cosa che lo lanciò definitivamente nella corsa alla presidenza.

Il predecessore, il presidente eletto nel 1993 Heydar Aliyev, suo padre, cedette la carica al figlio grazie ad una serie di manovre oggetto di feroci controversie e denunce internazionali (morendo pochi mesi dopo l'ascesa al potere del figlio); eletto presidente il 15 ottobre 2003 con il 76.84% dei voti, Ilham Aliyev fu messo immediatamente al centro delle polemiche dell'opposizione per presunti brogli elettorali e numerosi episodi di corruzione: gli oppositori rifiutarono di accettarne la vittoria elettorale ed inscenarono delle proteste di piazza, sedate con innumerevoli arresti.

Le intimidazioni e le pressioni indebite e violente sui votanti, nonchè la violazione delle leggi elettorali, hanno spinto anche l'OCSE e la ong Human Rights Watch a segnalare irregolarità nel conteggio e nella registrazione dei voti; quella campagna fu sovvenzionata da risorse del governo (nonostante Aliyev fosse candidato indipendente), mentre la Commissione Elettorale Centrale e le commissioni elettorali locali erano tutte in mano a suoi sostenitori.

Uno studio pubblicato da Freedom House nel 2009 classifica come "non libero" (al confine con "parzialmente libero") l'Azerbaijan: la presidenza Aliyev è infatti caratterizzata da un totale immobilismo sul fronte dei diritti civili ed umani: le manifestazioni di piazza sono state bandite dal governo che continua ancora oggi con una politica di persecuzione e oppressione nei confronti delle opposizioni e della stampa indipendente.

Sono tantissimi i giornalisti perseguitati per aver denunciato le mosse antidemocratiche della presidenza Aliyev, come la nomina nel 2005 a presidente del principale partito nazionale, cosa denunciata dall'opposizione come una aperta violazione delle leggi nazionali secondo le quali il presidente non può assumere contemporaneamente alla sua carica incarichi all'interno dei partiti politici.

Aliyev (che recentemente ha incontrato anche Barroso) ha annunciato la propria candidatura alle elezioni presidenziali di ottobre, a garanzia di un percorso economico che proietta il paese nel futuro, un futuro che passa dai gasdotti, dal petrolio e anche dall'Italia, dall'incontro con Enrico Letta di quest'oggi. Il gas dall'Azerbaijan dovrebbe cominciare ad arrivare in Italia dal 2 gennaio 2019.

Visto il caso kazako, queste sono cose importanti da sapere.

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