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La città dei Liberi, il caso Di Pietro e il Passo indietro...

Pubblicato: lunedì 30 giugno 2008 da Alessandro T.

Ai lettori di Milano e dintorni la parola Tocqueville, ricorda sicuramente la famosa discoteca di Corso Como e nient’altro. Invece, Tocqueville pare che sia la città dei liberi 2.0 (mah…), in pratica un aggregatore di blog facenti parte di una certa fazione politica (esatto, quella della libertà). Provate a dare un’occhiata all’home page di stamattina, vi troverete davanti alla community del Comitato Anti-Antonio Di Pietro, detto anche, ma questa è un mio parere personalissimo, comitato Anti-Giustizia.

Quella che trovo più divertente è quella di Politicrack, intitolata “Un Passo Indietro”. L’autore, Giorgio Luken, cita i Padri della Costituzione (addirittura) che per evitare aggressioni unilaterali, stabilirono oltre all’autonomia dei giudici anche l’istituto dell’immunita’ parlamentare. Arrivò poi Manipulite, (mio Dio che orrore, vero?) dove l’immunità venne meno, consentendo cosi’ a giudici schierati di poter condizionare l’azione politica, secondo il loro gradimento, con accuse che si sono rivelate quasi sempre finalizzate proprio a questo scopo.

Insomma siamo alle solite, mani pulite fu un azione criminale perpetrata dal pool contro persone per bene, Mario Chiesa era solo un mariuolo come lo definì Craxi, Antonio Di Pietro un Pubblico Ministero bisognoso di pubblicità. Ma queste sono cose dette e ridette, la cosa nuova è questa: Il risultato e’ che dal 1992 in poi abbiamo un caos politico-giudiziario che impedisce una serena azione di governo e l’esercizio pieno della democrazia nel nostro Paese.

Bellissimo. La situazione in cui versa il nostro paese, la nostra economia moribonda, la disoccupazione ai massimi storici, i giudici scippati delle inchieste a carico dei politici, la legge Cirami, gli ex-Presidenti del Consiglio prescritti, ma passati per assolti grazie alle urla spropositate di un avvocato molto più simpatico nella versione di Ballantini che nell’originale, tutto questo è colpa di Mani Pulite.

Non è colpa di un Parlamento formato da condannati, indagati, pluripregiudicati, da avvocati che hanno corrotto magistrati per conto dei propri assistiti, intercettazioni vietate per nascondere la verità, Presidenti del Consiglio impegnati in leggi ad personam e ad aziendam, no; è colpa di Mani Pulite. Ma un pezzo di così alto contenuto politico e civico, non poteva non avere una degna conclusione: ricordiamo sempre che i magistrati non sono eletti da nessuno come accade invece in altri Stati, mentre i politici ricevono un mandato popolare che e’ e resta sovrano.

Mi permetto solo di ricordare che questo parlamento non ha ricevuto mandato popolare da nessuno, visto che ci è stato negato di esprimere la preferenza, ma questa, è tutta un’altra storia. Solo per chi, dopo aver letto gli articoli di Tocqueville, avesse ancora voglia di sentir parlare di Giustizia e senso dello Stato, vi segnalo (se mai ce ne fosse bisogno) la lettera di Antonio Di Pietro a Beppe Grillo intitolata “Mascalzone Latino”. Buona lettura.

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Superbisco

    Superbisco

    30 giu 2008 - 13:04 - #1
    -2 punti
    Up Down

    Non gli darò neanche un accesso casuale

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